Rubriche

No-vax, paradossi di logica al contrario

Alfonso Berardinelli venerdì 17 dicembre 2021
Ascoltando l'interminabile e spesso ripetitiva discussione televisiva sui vaccini (scienziati a favore e qualche filosofo contro) viene da riflettere, anche un po' semplicisticamente, sul rapporto tra logica e realtà, principi e dati di fatto, idee e esperienze. Questa rubrica non è certo la sede più adatta per affrontare problemi di tale portata; ma dato che sono entrati di prepotenza nella vita quotidiana di tutti, alcune cose si possono dire. Una delle più evidenti è che i nemici del vaccino procedono per deduzione da principi generali (assoluta libertà minacciata da assoluta dittatura sanitaria). Mentre chi sostiene come ovvie, utili e doverose le vaccinazioni, parte piuttosto da una drammatica realtà di fatto, un virus che contagia e può uccidere, per difendersi dal quale bisogna usare ogni mezzo medico, comportamentale e sociale. Attendere, astenersi da ogni precauzione, comporta un prezzo insostenibile di vite umane, di sofferenze e crisi del sistema ospedaliero. La logica no-vax, se vogliamo usare un po' di umorismo, potrebbe essere applicata per ipotesi a fenomeni più comuni. L'estremista deduttivo dice: «Ci sono stati casi accertati di persone che tenevano una sciarpa intorno al collo, eppure gli è venuto il mal di gola: quindi aboliamo le sciarpe e denunciamo le industrie che le producono solo per ingannare la gente facendo soldi». Oppure: «Si sa di casi di persone che tenevano aperto l'ombrello, eppure si sono bagnate una spalla e si sono raffreddate: quindi gli ombrelli sono un imbroglio, non è vero che proteggono dalla pioggia al cento per cento, aboliamoli e denunciamo i fabbricanti di ombrelli che ci impediscono di essere liberi quando piove». È la logica estremistica del tutto o niente e del centopercento. Smettere di mangiare se dopo il pasto mi sento ancora debole. Smettere di andare al cinema perché si può rischiare di annoiarsi. Non leggere un libro perché di libri da leggere ce ne sono molti altri. Smettere di informarsi perché tanto non sapremo mai tutte le cose da sapere... È solo un minimo elenco di estremismo deduttivo e di falsa logica contraria, direi, alla realtà della vita, alle sue oscillazioni e relatività. Eppure c'è chi ne fa una fanatica certezza.