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Maysoun e Radio Nisaa: giornaliste in Palestina

Antonella Mariani giovedì 20 ottobre 2022

Quindici giornaliste e tre colleghi maschi, una manciata di collaboratrici dai principali campi profughi della regione mediorientale. Radio Nisaa è la prima radio commerciale in arabo gestita e dedicata interamente alle donne, la più importante del bacino del Mediterraneo.

Una scommessa vinta per Maysoun Odeh Gangat, una forza della natura per caparbietà e forza di volontà, madre di un 16enne e imprenditrice sociale pluripremiata in tutto il mondo. Maysoun è una donna gentile e concreta: nel colloquio con Avvenire va dritta al punto, con il suo inglese velocissimo maturato negli studi negli Stati Uniti e praticato accanto al marito sudafricano. La radio che ha lanciato nel 2009 ha sede a Ramallah, ma si ascolta in tutta la Palestina e, grazie allo streaming, nel resto del mondo a beneficio dei palestinesi della diaspora.

Dalla mattina con il Morning show fino alla sera con i diversi Talk, nei programmi di Radio Nisaa si discute di imprenditoria femminile, di letteratura e scienza, di violenza in famiglia, di poligamia e di diritto di famiglia, si trasmettono film e serie tv con attinenza ai temi della parità di genere e soprattutto si raccontano storie emblematiche di donne affermate in Palestina e nella diaspora: imprenditrici, dottoresse, scienziate, rappresentanti di organizzazioni, atlete... “Volevo cambiare l’immagine che le donne arabe hanno di se stesse”, racconta Maysoun, che ha studiato in Francia e negli Stati Uniti.

Una stazione radio e il corrispondente sito web “femministi” non possono non attirarsi critiche, in un ambiente ancora patriarcale: “Ci hanno accusato di voler escludere i maschi, o di allontanare le donne dalla famiglia”, sorride lei nella conversazione via Skype. “Ma noi gli uomini li vogliamo a bordo del cambiamento. E infatti in ogni trasmissione coinvolgiamo esperti o testimonial uomini che raccontino percorsi di vita e professionali con ruoli paritari”. Radio Nisaa, per fare un esempio, ha contribuito al dibattito in Palestina che è sfociato nell’inasprimento delle pene nei casi di cosiddetti delitti d’onore.

Oggi uno dei temi che dominano la programmazione sono i diritti delle mamme lavoratrici: “La legge prevede un congedo di maternità di 70 giorni, salito da poco a 90. Ma nella realtà questo diritto non è affatto garantito. Alla radio ci confrontiamo spesso su questo argomento, ospitiamo dibattiti e testimoni: lavoriamo per il cambiamento”. Con il programma Radio Nisaa Incubator, ancora, l’emittente forma giovani giornaliste e incoraggia al concorso di idee per nuovi format. Inoltre Radio Nisaa fornisce servizi di consulenza legale alle donne nelle zone più povere della Palestina. Nonostante la sua fama e la sua missione di imprenditrice sociale, Maysoun non si considera un modello di ruolo: “Io ho avuto la possibilità di studiare, sono una privilegiata. Le protagoniste del cambiamento sono loro, le giovani generazioni”.

Dal canto suo, confida che la fonte di ispirazione nella strada dell’emancipazione è stata la madre, vedova di un palestinese caduto nella guerra del ’67 contro Israele, e rimasta sola a crescere 2 figlie femmine e un maschio ai quali ha voluto ostinatamente offrire le stesse identiche opportunità di studio e formazione. “Grazie a lei ho creduto nella forza delle donne”, dice Maysoun, che non si è persa d’animo nemmeno quando la sua prima radio, RAm Fm, in inglese, nel 2008 fu chiusa dal governo israeliano e lei arrestata con 5 colleghi. Un anno dopo, è arrivata la radio delle donne per le donne.© riproduzione riservata