Il tram con Mattarella, i bracieri, la pace: San Siro accende i Giochi con la cerimonia-show

di Angela Calvini, Milano
Emozioni senza fine allo stadio di Milano e a Cortina. Tomba, Compagnoni e Goggia (a sorpresa) ultimi tedofori. Tante star da Mariah Carey, ad Andrea Bocelli e Laura Pausini. Il capo dello Stato protagonista indiscusso
February 6, 2026
L'accensione del braciere olimpico sotto l'Arco della Pace a Milano / AFP
L'accensione del braciere olimpico sotto l'Arco della Pace a Milano / AFP
Milano accende il suo palcoscenico e lo offre al mondo. È lo stadio di San Siro – ribattezzato per l’occasione Milano San Siro Olympic Stadium – il teatro della cerimonia di apertura dei XXV Giochi olimpici invernali, iniziata alle 20. Un appuntamento che segna l’avvio della terza Olimpiade ospitata dall’Italia, dopo Cortina 1956 e Torino 2006, e che ha raggiunto oltre due miliardi di telespettatori nei cinque continenti. In Italia l’evento è stato trasmesso integralmente su Rai 1 e RaiPlay, ed in abbonamento su Eurosport, sulle piattaforme digitali HBO Max, Discovery+, Dazn, TIMvision e Prime Video Channels. Ma più che uno spettacolo televisivo, l’apertura dei Giochi ha voluto essere un racconto corale, capace di parlare linguaggi diversi e di attraversare luoghi e comunità.
Una immagine della cerimonia di apertura / REUTERS/Alkis Konstantinidis
Una immagine della cerimonia di apertura / REUTERS/Alkis Konstantinidis
Il titolo scelto è Armonia. A firmare la cerimonia è Marco Balich, che conta fra gli altri nel suo team come direttore creativo il regista Damiano Michieletto, per un viaggio visivo ed emozionale che intreccia arte e innovazione, natura e città, memoria e futuro. Un omaggio all’Italia e ai suoi valori, spiegano dalla Fondazione Milano Cortina, ma anche una dichiarazione di intenti: i Giochi come spazio di dialogo e di equilibrio in un mondo frammentato.
La cerimonia durata circa tre ore, non resta confinata al prato di San Siro. Per sottolineare il carattere “diffuso” dell’Olimpiade, i collegamenti vengono effettuati con l’Arco della Pace a Milano e con i territori olimpici di Predazzo, Livigno e Cortina d’Ampezzo. Per la prima volta nella storia dei Giochi, la sfilata delle atlete e degli atleti avviene in luoghi diversi, coinvolgendo contemporaneamente più città.
Al centro della serata, un’altra novità assoluta: l’accensione simultanea di due bracieri olimpici. Uno all’Arco della Pace, l’altro in Piazza Angelo Dibona a Cortina d’Ampezzo sulle note composte da Roberto Cacciapaglia. Un doppio fuoco che vuole tenere insieme la dimensione urbana e quella montana dell’Olimpiade, Milano e le Dolomiti, la pianura e l’alta quota. Sugli spalti, una cinquantina tra capi di Stato e di governo, teste coronate e rappresentanti delle istituzioni internazionali. Nel Presidential Box, in prima fila, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accanto alla presidente del Cio Kirsty Coventry. Mattarella appare a sorpresa in un simpatico video in cui arriva a San Siro su un tram guidato da Valentino Rossi. Presente anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme a ospiti internazionali come la Principessa Anna per il Regno Unito, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.
Sergio Mattarella sul tram guidato da Valentino Rossi / PRESIDENCY OF THE REPUBLIC / PAOLO GIANDOTTI
Sergio Mattarella sul tram guidato da Valentino Rossi / PRESIDENCY OF THE REPUBLIC / PAOLO GIANDOTTI
I numeri raccontano la complessità dello spettacolo: oltre 1.300 persone impegnate nel cast tra professionisti e volontari provenienti da 27 Paesi, più di 950 operatori tra staff e forza lavoro, e oltre 500 musicisti coinvolti nella creazione delle colonne sonore originali. Il maxishow si apre con una rappresentazione "mitica" della bellezza dell'Italia: con i ballerini della Scala che fanno rivivere il mito di Amore e Psiche  in una danza di stile classicista, con Matilde De Angeli e un omaggio alla Dolcevita, poi con i grandi compositori Verdi, Puccini e Rossini che diventano tre pupazzoni giganti. Davanti agli 80mila di San Siro il prato diventa una tavolozza di colori in cui i simboli dell'Italia, dalla caffettiera, a Pinocchio, ai centurioni romani al Rinascimento sulle note delle grandi sinfonie classiche mostrano la creatività e la fantasia dell'Italia. Non manca l'omaggio a Raffaella Carrà, che precede l'arrivo della star Mariah Carey a intonare in italiano con acuti a gogo la canzone nostrana più conosciuta, Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno e Nothing is impossible.   
Il Tricolore viene portato dalla modella Vittoria Ceretti preceduta da una sfilata di modelle in tricolore firmato Armani, un omaggio allo stilista scomparso. Anche il momento dell’alzabandiera segna una prima volta. Il Tricolore viene issato dal Reggimento Corazzieri, con un plotone di nove uomini in uniforme di Gran Gala, mentre a Cortina la bandiera italiana viene issata grazie a tre carabiniere donne in Grande Uniforme Storica: un gesto simbolico che unisce tradizione e cambiamento. Ad emozionare l'Inno nazionale intonato con passione da Laura Pausini a Milano e da un corpo alpino a Cortina: tutto San Siro in piedi. Al termine Pierfrancesco Favino entra recitando L'Infinito di Giacomo Leopardi, un inno alla cultura italiana. Una danza contemporanea simboleggiante unità, su una toccante musica di violino di Andrea Farri, accompagna l'unione dei cinque cerchi olimpici, simboleggianti i cinque continenti. Il cerchio linguaggio narrativo che unisce il palco circolare di San Siro (come la città di Milano composta da  cerchie successive di mura e anelli urbani) ai vari luoghi della sfilata degli atleti in un unico racconto.
Una immagine della cerimonia di apertura / REUTERS/Mike Segar
Una immagine della cerimonia di apertura / REUTERS/Mike Segar
La sfilata delle 92 delegazioni viene aperta dalla Grecia e a chiudere tra l'entusiasmo della folla sulle note del Barbiere di Siviglia di Rossini gli atleti italiani guidati da Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Federica Brignone e Amos Mosaner. La tecnologia dell'Olympic Bradcasting Services permette di fare sfilare le delegazioni dello stesso Paese in contemporanea a San Siro e nelle altre location olimpiche. Sorrisi, saluti ed entusiasmo per le delegazioni che sfilano in ordine alfabetico sulle note del dj Mace.
Al termine della sfilata è il momento della storia: un viaggio nel tempo attraverso i 100 anni delle Olimpiadi invernali cui dà il via l’attrice Sabrina Impacciatore. Storia che si trasforma in un musical travolgente dagli Anni 20 agli anni Novanta, tra moda e sport fino ad arrivare ad un divertente lezione di gesti italiani agli atleti e al pubblico straniero raccontati da Bruno Munari e interpretati dall'attrice comica Brenda Lodigiani.
Fra tanti colori ed entusiasmo arriva il momento dei discorsi ufficiali. Giovanni Malagò, Presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali Milano Cortina 2026, e Kirsty Coventry, Presidente del Comitato Olimpico internazionale, riaffermano i valori olimpici di unità, pace e fratellanza. «La bellezza italiana non ci appartiene, ci è stata affidata dalla storia come responsabilità: è più di un valore estetico, è un'energia - proclama fiero Malagò -. Siamo pronti a scrivere una nuova pagina della storia Olimpica, ispirati dai valori che ci uniscono tutti: eccellenza, amicizia e rispetto». «Lasciate che la fiamma accenda la speranza, inneschi la gioia e illumini la strada a tutti noi» conclude Kirsty Coventry.
Dopodiché l’emozione si fa palpabile quando dalla tribuna d’onore il Presidente della Repubblica Mattarella accolto da cori da stadio dichiara ufficialmente aperti i Giochi. La fiamma olimpica quindi fa il suo ingresso a San Siro portata da due tedofori d’eccezione, i calciatori Beppe Bergomi e Franco Baresi, dando avvio a una staffetta simbolica con tre campionesse della Nazionale di pallavolo femminile, fra cui Paola Egonu, che a loro volta la consegnano a tre campioni della Nazionale di pallavolo maschile che accompagnano la fiamma fuori dallo stadio. Il tutto mentre Andrea Bocelli, accompagnato dall’Orchestra Filarmonica Italiana, intona Nessun dorma dalla Turandot di Puccini.
La Tregua Olimpica è il principio che incornicia ogni edizione dei Giochi, creando uno spazio simbolico per promuovere e rafforzare una cultura della pace. Ed è all’interno del quadro “La colomba della pace” che il messaggio si fa più profondo e commovente. “Ci sono cose da non fare mai,/  né di giorno né di notte / né per mare, né per terra: / per esempio la guerra”: i versi di Promemoria di Gianni Rodari, recitati dal cantante Ghali in italiano, francese e inglese, aprono una riflessione potente sul rifiuto della guerra. Commovente la coreografia che accompagna il testo, interpretata da 80 danzatori under 20 a formare una colomba, simbolo di pace. A chiudere il segmento, l’attrice sudafricana Charlize Theron, Ambasciatrice di Pace dell’Onu, lancia un messaggio di speranza ispirato a Nelson Mandela.
Si torna allo sport con l’introduzione della bandiera olimpica che viene issata in contemporanea a Milano e a Cortina, accompagnata in modo significativo da figure impegnate nella promozione della pace, dei diritti e della solidarietà, sulle note dell’Inno Olimpico affidato al pianoforte solista di Lang Lang, alla voce dal mezzosoprano Cecilia Bartoli e al Coro di Voci Bianche dell’Accademia del Teatro alla Scala. 
Il momento si fa sempre più solenne con il Giuramento Olimpico, e si guarda alla speranza di un futuro di armonia col dialogo fra re generazioni di donne: una bambina che cita le parole di Margherita Hack e l’astronauta Samantha Cristoforetti.
L’ultimo capitolo, il più atteso, è quello dell’accensione dei bracieri olimpici posizionati all’Arco della Pace di Milano (l’arco che rappresenta la pace conquistata dopo il conflitto) e a Cortina: braciere che è una scultura dinamica, ispirata ai nodi vinciani, che unisce simbolo, movimento e luce in una forma che richiama l’idea di Armonia. A Milano i due ultimi tedofori a sorpresa, i miti dello sci Alberto Tomba e Debora Compagnoni accendono il braciere, mentre a Cortina Sofia Goggia prende la fiamma dalle mani del grande Gustavo Thoeni e illumina la notte dolomitica. Gran finale con fuochi d’artificio all’Arco della pace e a San Siro.
«Sogniamo tutti insieme, uniti per la pace» è il messaggio che sintetizza il senso profondo dell’Olimpiade. Un appello alla tregua olimpica che si inserisce in un orizzonte più ampio, rilanciato nei giorni scorsi da Papa Leone con la lettera La vita in abbondanza e dal Presidente Mattarella. Perché lo sport, ancora una volta in questi tempi difficili, prova a parlare al mondo con il linguaggio universale della speranza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA