La guida completa a tutti gli sport delle Olimpiadi
Dal biathlon al curling, dallo snowboard al pattinaggio: le 16 discipline di Milano Cortina 2026 spiegate bene

Biathlon

Nel biathlon due azioni opposte convivono nella stessa gara: lo sforzo continuo dello sci di fondo e l’arresto improvviso del tiro a segno. Si avanza ad alta intensità, poi ci si ferma, si abbassa il respiro, si prende la mira. È in questo scarto che la disciplina trova la sua identità: velocità e controllo devono coesistere.
Disciplina di origine nordica, il biathlon entra nel programma olimpico nel secondo dopoguerra e si afferma progressivamente come uno degli sport più riconoscibili dei Giochi invernali, proprio per l’alternanza netta tra movimento e immobilità.
Le gare si svolgono su percorsi di sci di fondo intervallati da una o più sessioni di tiro. Gli atleti utilizzano carabine di piccolo calibro e devono colpire cinque bersagli per ogni serie, alternando la posizione a terra, più stabile, e quella in piedi, più esposta. Ogni errore comporta una penalità: giri supplementari da percorrere sugli sci oppure l’aggiunta di tempo al risultato finale, a seconda del formato di gara.
Il programma olimpico comprende diverse tipologie di gara. La gara individuale è la più lunga e la più severa; la sprint introduce i giri di penalità e privilegia velocità ed esplosività; l’inseguimento parte dai distacchi dello sprint e trasforma la gara in un confronto diretto; la partenza in linea vede tutti i concorrenti partire nello stesso momento; le staffette aggiungono una dimensione collettiva. Accanto a queste prove è prevista anche la staffetta mista, che combina frazioni maschili e femminili nella stessa gara.
Le distanze variano tra uomini e donne, ma la logica resta costante in tutte le prove: saper gestire lo sforzo sugli sci senza compromettere la precisione al tiro. Una gara veloce può essere vanificata da pochi bersagli mancati.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Le gare di biathlon si svolgeranno ad Anterselva, in Alto Adige, presso il Centro Biathlon Anterselva, uno dei riferimenti internazionali della disciplina e sede abituale di tappe di Coppa del Mondo.
Bob

Una corsa furiosa di pochi metri e poi giù a oltre cento chilometri all’ora dentro un canale di ghiaccio. Il bob è una delle discipline più spettacolari del programma olimpico invernale.
La gara è divisa in manche cronometrate su una pista artificiale di ghiaccio. Tutto inizia con la fase di spinta, decisiva per l’esito della discesa: gli atleti lanciano il bob per pochi secondi, poi saltano a bordo in sequenza. Da quel momento la conduzione è affidata al pilota, che governa la slitta con movimenti minimi delle leve, mentre gli altri componenti mantengono assetto e stabilità. La precisione delle traiettorie è determinante, perché ogni correzione eccessiva comporta una perdita di tempo.
Il bob olimpico prevede il monobob femminile, il bob a 2 sia maschile sia femminile e il bob a 4 solo maschile. Cambiano la distribuzione dei ruoli e il peso complessivo del mezzo, ma resta centrale la coordinazione del gruppo, soprattutto nella partenza. La prestazione finale è il risultato di un equilibrio tra potenza fisica, qualità della guida e conoscenza del tracciato.
Nato alla fine dell’Ottocento nelle località alpine svizzere, il bob entra nel programma olimpico fin dalla prima edizione dei Giochi invernali, a Chamonix nel 1924. Da allora la disciplina si è evoluta insieme al mezzo: dalle prime slitte in legno e acciaio si è passati a strutture sempre più sofisticate, con scocche aerodinamiche, materiali compositi e un controllo sempre più rigoroso di peso e misure. L’evoluzione tecnica non ha però modificato la logica della gara, che resta fondata sulla spinta iniziale, sulla precisione della guida e sulla capacità di mantenere la traiettoria ideale lungo tutto il tracciato.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Le gare di bob si svolgeranno a Cortina d’Ampezzo, sulla Pista olimpica Eugenio Monti. Costruita per i Giochi del 1956 e ricostruita per il 2026, la pista riporta il bob, insieme a slittino e skeleton, nel suo contesto storico originario, adeguato agli standard tecnici contemporanei.
Combinata nordica

La combinata nordica unisce due prove diverse nella stessa gara: il salto con gli sci e lo sci di fondo. Il termine nordica rimanda all’origine di queste discipline nei Paesi scandinavi, dove il salto e il fondo sono nati e si sono sviluppati come pratiche complementari. La combinata mette insieme queste due tradizioni, chiedendo agli atleti di affrontare prima una prova tecnica e poi una prova di resistenza.
È una delle discipline storiche dei Giochi invernali, presente fin dalla prima edizione di Chamonix nel 1924. A Milano Cortina 2026 la combinata nordica resta una disciplina maschile, secondo il programma olimpico attuale.
La gara inizia sempre con il salto con gli sci. A Milano Cortina 2026 sono previste due prove individuali, una da trampolino normale e una da trampolino grande. La lunghezza e la qualità del salto determinano i distacchi di partenza per la prova successiva attraverso il metodo Gundersen, che trasforma i punti ottenuti nel salto in secondi: chi salta meglio parte avanti nella gara di fondo.
La seconda parte è una gara di sci di fondo di 10 km, disputata a inseguimento. Il primo atleta che taglia il traguardo vince la competizione. Qui contano la capacità di recuperare dopo il salto, la gestione dello sforzo e la lettura tattica degli avversari lungo il percorso.
Accanto alle prove individuali, il programma olimpico prevede anche una gara a squadre. Ogni squadra è composta da quattro atleti: ciascuno affronta il salto dal trampolino grande e una frazione di 5 km nello sci di fondo. Anche in questo caso il metodo Gundersen stabilisce l’ordine di partenza per la prova di fondo.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
La combinata nordica si svolge interamente in Val di Fiemme. Il salto con gli sci si disputa allo Stadio del Salto Giuseppe Dal Ben di Predazzo, mentre le prove di sci di fondo si tengono al Centro del fondo di Lago di Tesero. La vicinanza tra i due impianti consente di mantenere un legame diretto tra le due prove.
Curling

Una pietra di granito scivola sul ghiaccio: è il curling. Il movimento è lento e controllato, ma la partita si costruisce attorno a decisioni continue, alla lettura dello spazio e al lavoro di squadra. Ogni lancio modifica il campo di gioco e condiziona quelli che seguiranno.
Le origini della disciplina risalgono alla Scozia del XVI secolo, ma il curling moderno si è sviluppato soprattutto nei Paesi nordici e in Canada. Nel tempo le regole, le piste e le pietre sono state standardizzate, trasformando un gioco tradizionale in uno sport altamente regolato, in cui precisione ed esperienza contano quanto la forza del gesto.
La gara è suddivisa in end, paragonabili a manche successive. In ciascuna, le due squadre lanciano a turno le proprie pietre cercando di avvicinarle il più possibile al centro di un bersaglio circolare, la house, oppure di spostare quelle avversarie. Al termine dell’end si assegna il punteggio in base al numero di pietre meglio posizionate. Non esistono colpi isolati: ogni scelta incide sull’equilibrio complessivo della partita.
Un ruolo centrale è svolto dallo sweeping, l’azione di spazzare il ghiaccio davanti alla pietra in movimento. Spazzando si riduce l’attrito e si può allungare leggermente la corsa della pietra o correggerne in modo minimo la curvatura. È un intervento tecnico e misurato, che richiede coordinazione costante tra chi lancia e chi accompagna il tiro.
Il programma olimpico prevede competizioni maschili, femminili e miste. Le partite alternano fasi di osservazione a momenti di scelta rapida, in cui la precisione del gesto e la gestione dell’errore risultano decisive. Per questo il curling è spesso definito uno sport di strategia, più che di potenza.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Le gare di curling si svolgeranno a Cortina d’Ampezzo, presso lo Stadio Olimpico del Ghiaccio. Inaugurato nel 1955 per i Giochi invernali del 1956, l’impianto è uno dei luoghi storici degli sport del ghiaccio in Italia ed è stato più volte rinnovato. Per Milano Cortina 2026 verrà adeguato agli standard internazionali del curling, ospitando una disciplina di precisione in uno spazio direttamente legato alla storia olimpica del Paese.
Hockey su ghiaccio

Con il curling, l’hockey è l’unico sport di squadra alle Olimpiadi invernali. Due squadre contrapposte, scambi rapidi, scontri fisici. Il gioco si sviluppa a ritmo continuo e non concede pause: ogni azione può incidere sull’andamento della partita.
Le gare si disputano su una pista di ghiaccio delimitata da balaustre, con sei giocatori per squadra sul ghiaccio, portiere compreso. Le partite sono articolate in tre tempi da 20 minuti effettivi, separati da intervalli che consentono cambi frequenti e aggiustamenti tattici. Il disco viene controllato con il bastone e il contatto fisico è regolato da norme precise, che definiscono ciò che è consentito e ciò che comporta penalità temporanee.
Il torneo olimpico comprende competizioni maschili e femminili. Nel torneo maschile partecipano dodici squadre, suddivise in gironi seguiti da una fase a eliminazione diretta. Il torneo femminile segue una struttura analoga, con un numero inferiore di squadre, e ha assunto negli ultimi anni un profilo sempre più competitivo. In entrambi i casi, la formula premia la profondità della rosa e la capacità di reggere partite ravvicinate.
L’hockey su ghiaccio entra nel programma olimpico già nel 1920, ai Giochi estivi di Anversa, e diventa una presenza stabile delle Olimpiadi invernali dal 1924. Nel corso del tempo il regolamento è stato progressivamente adattato per rendere il gioco più fluido, intervenendo su cambi, penalità e gestione delle interruzioni, senza alterarne la struttura di fondo.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Le gare di hockey su ghiaccio si svolgeranno a Milano, nel nuovo Milano Ice Park nell’area di Santa Giulia, e a Cortina d’Ampezzo, dove si disputeranno alcune partite del torneo. Le sedi sono progettate secondo gli standard internazionali della disciplina.
Pattinaggio di figura

Nel pattinaggio di figura si vola sul ghiaccio e si danza, ma sempre sul limite. L’eleganza convive con il rischio: ogni salto, ogni rotazione, ogni sequenza deve essere eseguita con precisione assoluta, perché il programma non concede margini di recupero.
Il programma olimpico comprende prove individuali maschili e femminili, gare di coppia e danza su ghiaccio. In tutte le specialità la competizione è articolata in due segmenti distinti: programma corto e programma libero. Il primo ha una durata limitata e prevede elementi obbligatori; il secondo è più lungo e consente una costruzione più ampia del programma. Il punteggio finale è dato dalla somma dei due segmenti.
Nelle gare individuali e di coppia la valutazione combina due componenti. Il punteggio tecnico attribuisce un valore agli elementi eseguiti – salti, trottole, prese – tenendo conto anche della qualità dell’esecuzione. Le componenti del programma valutano invece la qualità della pattinata, la costruzione coreografica e la continuità del movimento. Un errore tecnico incide direttamente sul punteggio e può compromettere l’equilibrio complessivo della prova.
La danza su ghiaccio segue criteri in parte diversi. Non prevede salti sollevati e concentra la valutazione su ritmo, precisione dei passi e coordinazione tra i due atleti. Qui contano soprattutto la continuità, la relazione tra i partner e la coerenza tra movimento e musica.
Il pattinaggio di figura è presente ai Giochi olimpici fin dalle prime edizioni ed è una delle discipline che più hanno contribuito a definirne l’immaginario. Nel tempo il regolamento si è fatto sempre più analitico, con sistemi di punteggio dettagliati pensati per rendere il giudizio più trasparente e comparabile tra programmi diversi.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Le gare di pattinaggio di figura si svolgeranno a Milano, presso il Milano Ice Park nell’area di Santa Giulia. L’impianto ospiterà anche altre discipline sul ghiaccio, concentrando a Milano una parte significativa del programma indoor dei Giochi.
Pattinaggio di velocità

Nel pattinaggio di velocità il tempo è l’unico avversario. Non ci sono salti o contatti: solo una pista ovale, due pattini sottili e una traiettoria da ripetere con precisione. La gara si costruisce sulla continuità del gesto e sulla capacità di mantenere velocità elevata senza spezzare il ritmo.
Le competizioni si svolgono su una pista lunga da 400 metri, con partenze a coppie e cambio di corsia a ogni giro. Gli atleti pattinano in posizione raccolta, studiata per ridurre la resistenza dell’aria e rendere efficiente la spinta. Le distanze olimpiche vanno dai 500 metri alle prove più lunghe: 5.000 e 10.000 metri per gli uomini, 3.000 e 5.000 metri per le donne. In ogni gara la classifica è determinata esclusivamente dal tempo.
Accanto alle prove individuali è previsto anche l’inseguimento a squadre, che introduce una dimensione collettiva in una disciplina tradizionalmente individuale. Le squadre, composte da tre atleti, partono insieme e devono mantenere compattezza e regolarità, alternando la posizione in testa per gestire lo sforzo.
Nel programma olimpico è presente anche il mass start, una gara di gruppo su lunga distanza che si discosta dal formato tradizionale. Gli atleti partono insieme e si affrontano direttamente, con un sistema di punteggi intermedi e un arrivo finale che determina la classifica. La lettura tattica della gara e la gestione del gruppo diventano centrali.
Il pattinaggio di velocità è una delle discipline storiche dei Giochi invernali ed è presente nel programma olimpico fin dalle prime edizioni. Nel tempo l’evoluzione ha riguardato soprattutto i materiali e l’attrezzatura, in particolare l’introduzione delle lame basculanti, che restano a contatto con il ghiaccio più a lungo durante la spinta.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Le gare di pattinaggio di velocità si svolgeranno a Milano, presso il Milano Ice Park nell’area di Santa Giulia, che ospiterà anche il pattinaggio di figura e lo short track.
Salto con gli sci

Nel salto con gli sci l’atleta prende velocità lungo il trampolino e si stacca nel vuoto, cercando un equilibrio preciso tra spinta, postura e controllo del volo. È una disciplina che mette in relazione gesto tecnico e condizioni ambientali, dove pochi dettagli possono incidere in modo decisivo sul risultato.
Il salto con gli sci è una delle discipline storiche dei Giochi invernali e si disputa su trampolini di diversa dimensione, che richiedono adattamenti tecnici specifici. La misura del trampolino e le condizioni del vento influiscono direttamente sulla gara, rendendo ogni prova diversa dalla precedente.
Il programma olimpico del salto con gli sci comprende gare individuali maschili e femminili, disputate dal trampolino normale e dal trampolino grande, oltre alle prove a squadre maschile e mista. Accanto a queste è prevista anche la gara a squadre miste, che mette insieme atleti e atlete della stessa nazione nella stessa competizione e assegna una medaglia olimpica.
Il punteggio finale tiene conto della lunghezza del salto e della valutazione stilistica, che considera assetto in volo e atterraggio. Quest’ultimo deve essere eseguito con il cosiddetto telemark, una posizione con un piede avanzato rispetto all’altro che garantisce stabilità e completezza del gesto.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Le gare di salto con gli sci si svolgeranno in Val di Fiemme, presso lo Stadio del Salto di Predazzo, uno degli impianti di riferimento internazionale per questa disciplina.
Sci alpinismo

Per la prima volta lo sci alpinismo entra nel programma olimpico: Milano Cortina 2026 segna il debutto di una disciplina che porta in gara il gesto essenziale del muoversi in montagna con gli sci, salendo e scendendo con gli stessi attrezzi. In competizione questa pratica diventa una prova di resistenza, precisione e gestione dello sforzo, in cui ritmo e lucidità contano quanto la forza.
Le gare si sviluppano su percorsi che combinano fasi diverse. In salita gli sci vengono dotati di pelli, strisce applicate alla soletta che impediscono di scivolare all’indietro e consentono la progressione. Nei tratti più ripidi o rocciosi si procede a piedi, con gli sci fissati allo zaino e l’uso dei ramponi. La discesa richiede invece una sciata rapida e controllata, spesso su terreni variabili. Un passaggio chiave è la transizione, il momento in cui si cambia assetto tra salita, tratti a piedi e discesa: un’operazione tecnica che va eseguita con rapidità e precisione.
Il formato olimpico privilegia prove brevi e dinamiche, pensate per essere leggibili anche a chi si avvicina per la prima volta alla disciplina. Conta il tempo complessivo, ma pesano anche la capacità di gestire cambi frequenti di configurazione e di mantenere continuità nelle fasi decisive del percorso. L’equilibrio tra preparazione fisica, tecnica e strategia è costante.
Lo sci alpinismo affonda le sue radici nelle regioni alpine europee, dove per lungo tempo è stato soprattutto un mezzo di spostamento e di esplorazione. Solo in anni recenti si è strutturato come sport competitivo, con regolamenti condivisi, materiali specifici e circuiti internazionali. L’ingresso ai Giochi ne riconosce la maturità sportiva e la forte relazione con l’ambiente montano.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Lo sci alpinismo farà il suo debutto olimpico a Bormio, sui tracciati del comprensorio sciistico locale. L’area, già sede di grandi eventi dello sci alpino, offre un contesto di alta montagna adatto a percorsi con dislivelli significativi, tratti tecnici e passaggi rapidi, in linea con le caratteristiche di una disciplina che unisce salita e discesa nello stesso gesto sportivo.
Sci alpino

All’inizio, lo sci alpino olimpico è una cosa sola: atleta contro pendio. Succede nel 1936, ai Giochi di Garmisch-Partenkirchen, quando l’unica gara in programma è una combinata che mette insieme discesa e slalom. Non esistono specialità separate né gerarchie tra velocità e tecnica: conta saper affrontare la montagna nel suo insieme. Nel secondo dopoguerra le discipline si differenziano, i tracciati si specializzano, il confronto si articola in prove diverse, ciascuna con regole e rischi propri. È da questa separazione che nasce lo sci alpino come lo conosciamo oggi.
- Discesa libera – È la forma più diretta del confronto con il pendio. Tracciato lungo, poche porte molto distanziate, velocità elevate. La gara si gioca sulla capacità di leggere il terreno, assorbire i salti, mantenere una linea efficace senza possibilità di correzione. L’errore pesa subito e il margine di intervento è minimo.
- SuperG – Disciplina intermedia e gara a manche unica, più tecnica della discesa ma ancora molto veloce. Le porte sono più numerose e impongono maggiore precisione nella traiettoria, senza rinunciare alla velocità. Richiede equilibrio tra aggressività e controllo.
- Slalom gigante – Si disputa su due manche e privilegia continuità e ritmo. Le curve sono ampie ma ravvicinate e la gara si costruisce sulla regolarità del gesto. La gestione dell’errore è decisiva: una sbavatura può essere recuperata solo mantenendo concentrazione fino all’ultimo tratto.
- Slalom speciale – È la prova più tecnica. Le porte sono molto ravvicinate e costringono a cambi di direzione rapidissimi. Contano la velocità di reazione, la precisione del movimento e la capacità di restare lucidi per tutta la discesa. È anche la disciplina in cui l’errore è più frequente e più penalizzante.
- Combinata a squadre – Debutta questa nuova formula che somma una prova veloce e una tecnica, disputata ognuna da uno sciatore specialista..
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Lo sci alpino si svolgerà a Cortina d’Ampezzo e a Bormio. Cortina ospiterà le gare femminili sulla pista Olimpia delle Tofane, uno dei tracciati storici del circuito internazionale; Bormio accoglierà le gare maschili sulla Stelvio, celebre per pendenza, velocità e difficoltà tecnica. Due pendii diversi per caratteristiche e stile, ma accomunati da una lunga consuetudine con le grandi competizioni.
Sci di fondo

Nello sci di fondo convivono la logica della corsa di resistenza e quella dello sprint. Ci sono gare costruite sui chilometri, sul ritmo e sulla capacità di reggere uno sforzo prolungato, e altre che si risolvono in pochi minuti, su accelerazioni ripetute e decisioni rapide. Cambiano le distanze e il modo di stare in gara, ma il principio resta lo stesso: avanzare sugli sci nel modo più efficiente possibile lungo un tracciato che non concede pause.
Lo sci di fondo è una delle discipline fondative dei Giochi invernali: le gare di distanza sono presenti fin dalla prima edizione olimpica, a Chamonix nel 1924, inizialmente solo al maschile. Le competizioni femminili entrano nel programma nel 1952, a Oslo, segnando un primo ampliamento del formato olimpico. Nel tempo la disciplina si è articolata senza perdere continuità, affiancando alle prove tradizionali nuovi tipi di gara.
Alle Olimpiadi si gareggia con due tecniche diverse. La tecnica classica prevede un movimento parallelo degli sci all’interno di binari tracciati sulla neve ed è basata su spinta e scivolamento alternati; la tecnica libera, detta anche skating, utilizza invece una spinta laterale simile al pattinaggio e consente velocità più elevate. Le gare prevedono esplicitamente l’una o l’altra tecnica, e questa scelta incide sul ritmo e sulla gestione dello sforzo.
- Gare di lunga distanza – Rappresentano il nucleo storico dello sci di fondo olimpico. Il programma comprende prove individuali e staffette; per la prima volta le distanze non saranno più differenziate tra uomini e donne e le gare individuali si svolgeranno su 10, 20 e 50 km per tutti, con partenze individuali o di gruppo a seconda del formato. Le staffette, quattro atleti per squadra, introducono una dimensione collettiva in una disciplina tradizionalmente individuale. Le prove possono essere disputate sia in tecnica classica sia in tecnica libera (o entrambe, nella formula dello skiathlon): in ogni caso contano la distribuzione delle energie, la regolarità del passo e la capacità di leggere un tracciato variabile.
- Sprint – La sprint è una introduzione relativamente recente nel programma olimpico: debutta ai Giochi di Salt Lake City 2002 e cambia in modo significativo il volto della disciplina. La distanza è breve, in genere compresa tra 1,3 e 1,6 km, ed è la stessa per uomini e donne. Dopo una qualificazione a cronometro, la gara prosegue con batterie a eliminazione diretta, che costringono gli atleti a ripetere più sforzi intensi nello stesso giorno. Partenza, posizionamento e capacità di recuperare rapidamente diventano decisivi. La sprint individuale sarà disputata in tecnica classica, quella a squadre (di due elementi) in tecnica libera.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Le gare di sci di fondo si svolgeranno a Tesero, in Val di Fiemme, presso il Centro del fondo di Lago di Tesero. L’impianto è uno dei riferimenti internazionali della disciplina e ha ospitato più edizioni dei Campionati mondiali di sci nordico. I tracciati sono noti per l’equilibrio tra difficoltà tecnica e scorrevolezza, qualità che li rende adatti sia alle gare di lunga distanza sia allo sprint.
Sci freestyle

Lo sci freestyle nasce come terreno di sperimentazione e arriva alle Olimpiadi portando con sé una pluralità di linguaggi. Non è una disciplina unica, ma un insieme di prove che condividono l’uso creativo dello spazio e del gesto, declinandolo però in forme molto diverse: acrobazia pura, velocità, giudizio tecnico, confronto diretto. Alle Olimpiadi queste differenze convivono sotto un’unica etichetta.
L’ingresso dello sci freestyle nel programma olimpico è progressivo. I moguls sono la prima specialità ammessa, nel 1992 ad Albertville. Seguono gli aerials, che diventano disciplina olimpica nel 1994 a Lillehammer. Lo ski cross entra nel programma nel 2010 a Vancouver. Halfpipe e slopestyle debuttano nel 2014 a Sochi, mentre il big air viene introdotto più recentemente, nel 2022 a Pechino.
Nel programma olimpico lo sci freestyle comprende specialità che si possono ricondurre a tre grandi logiche: il giudizio tecnico, il tempo e la gara di gruppo.
- Negli aerials la gara è interamente costruita sul salto. Gli atleti si lanciano da una rampa molto ripida ed eseguono in aria rotazioni e avvitamenti ad alta difficoltà, per poi atterrare su un pendio inclinato. Il punteggio è assegnato da una giuria che valuta difficoltà, forma del salto ed esecuzione dell’atterraggio.
- Nei moguls la gara combina velocità e tecnica. Gli atleti scendono lungo un pendio disseminato di gobbe artificiali, affrontando una linea obbligata che include anche uno o due salti. Il risultato finale tiene conto del tempo di percorrenza, della precisione nelle gobbe e della qualità dei salti.
- L’halfpipe, lo slopestyle e il big air condividono una logica simile, basata sulla costruzione della prova e sul giudizio tecnico. Nell’halfpipe gli atleti sfruttano una struttura a forma di canale per eseguire una sequenza di salti; nello slopestyle affrontano un percorso con rail e kicker; nel big air tutto si concentra in un unico salto.
- Lo ski cross rappresenta l’anima competitiva e diretta dello sci freestyle. Più atleti scendono insieme lungo un tracciato con salti, curve sopraelevate e sezioni ritmate. Le gare si svolgono per eliminazione diretta.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Le gare di sci freestyle si svolgeranno a Livigno, nelle aree dedicate del comprensorio e nello snow park, che ospiteranno tutte le specialità olimpiche della disciplina.
Short track

Nel short track si corre in gruppo, su una pista corta, con curve strette e traiettorie che cambiano a ogni giro. È il pattinaggio di velocità portato dentro uno spazio compresso, dove la gara non è mai lineare e il contatto fa parte della dinamica.
Le gare si disputano su un ovale da 111,12 metri, misura standard ricavata all’interno di una pista regolamentare da hockey su ghiaccio. A differenza del pattinaggio di velocità su pista lunga, qui gli atleti partono insieme e si affrontano direttamente. Le distanze olimpiche vanno dai 500 ai 1.500 metri, con turni a eliminazione che portano dalle batterie iniziali alle finali.
Il programma olimpico comprende prove individuali maschili e femminili e le staffette. Nelle gare individuali contano esplosività, capacità di tenere la corda in curva e gestione del gruppo. Nelle staffette entra in gioco il lavoro di squadra: i cambi avvengono con spinte in movimento e richiedono coordinazione perfetta.
Il short track entra nel programma olimpico nel 1992, ai Giochi di Albertville, dopo una lunga fase di sviluppo come disciplina ad alta intensità. Da allora è diventato uno degli sport più imprevedibili dei Giochi invernali.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Le gare di short track si svolgeranno a Milano, presso il Milano Ice Park nell’area di Santa Giulia. L’impianto ospiterà anche il pattinaggio di velocità e il pattinaggio di figura, concentrando a Milano le discipline indoor su ghiaccio.
Skeleton

Nello skeleton l’atleta sfreccia da solo, a testa in avanti, sdraiato su una slitta minimale, il corpo a pochi centimetri dal ghiaccio. È una delle discipline più folli dei Giochi invernali.
La gara è divisa in manche cronometrate su una pista artificiale di ghiaccio. Tutto comincia con una breve fase di spinta: l’atleta corre per pochi metri lanciando la slitta, poi si getta a bordo. Da quel momento la discesa è governata da micro-movimenti del corpo, che spostano il peso e permettono di indirizzare la slitta lungo le curve. Ogni vibrazione superflua o linea imprecisa si traduce in perdita di velocità.
Lo skeleton olimpico prevede prove individuali maschili e femminili. La classifica finale è determinata dalla somma dei tempi ottenuti nelle diverse manche e premia la continuità più che il singolo acuto. La partenza è importante, ma decisiva è la capacità di mantenere la traiettoria ideale lungo tutto il tracciato.
Nato alla fine dell’Ottocento nelle località alpine svizzere, lo skeleton entra nel programma olimpico già a St. Moritz 1928, prima di uscire dal calendario e rientrare stabilmente solo dal 2002, ai Giochi di Salt Lake City. Nel tempo la disciplina si è evoluta soprattutto nella regolamentazione delle slitte e nella preparazione degli atleti, mantenendo una struttura essenziale che rende il gesto immediatamente leggibile.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Le gare di skeleton si svolgeranno a Cortina d’Ampezzo, sulla Pista olimpica Eugenio Monti. Ricostruita per i Giochi del 2026 sul tracciato storico del 1956, la pista ospiterà anche bob e slittino, riportando le discipline da pista di ghiaccio nel loro contesto olimpico originario, adeguato agli standard tecnici contemporanei.
Slittino

Nel slittino l’atleta scende supino, con i piedi in avanti, su una slitta essenziale che scorre dentro un canale di ghiaccio. Il controllo è affidato a movimenti minimi delle gambe e del busto, a contatto diretto con il mezzo. È una disciplina di precisione assoluta, in cui la velocità nasce dalla pulizia della linea.
La gara è articolata in manche cronometrate su una pista artificiale di ghiaccio. La partenza avviene da fermo: l’atleta si lancia con spinte rapide delle braccia e poi si adagia sulla slitta. Da quel momento ogni curva richiede sensibilità e anticipo, perché correggere troppo significa perdere scorrevolezza. Il tempo finale è la somma delle manche e premia la continuità.
Il programma olimpico prevede prove individuali maschili e femminili, la gara a coppie e la staffetta mista. Nelle competizioni individuali conta la capacità di mantenere la stessa qualità di guida su più discese; nella prova a due, la coordinazione tra gli atleti è decisiva fin dalla partenza. La staffetta mista combina una prova femminile, una maschile e una di doppio in successione continua: il passaggio tra una frazione e l’altra avviene senza interruzioni e il risultato è determinato dal tempo complessivo.
Lo slittino entra nel programma olimpico fin dalla prima edizione dei Giochi invernali, a Chamonix 1924, ed è una delle discipline che più hanno contribuito allo sviluppo delle piste artificiali di ghiaccio. Nel tempo l’evoluzione ha riguardato soprattutto materiali, aerodinamica e sicurezza, senza modificare la struttura essenziale della gara.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Le gare di slittino si svolgeranno a Cortina d’Ampezzo, sulla Pista olimpica Eugenio Monti, ricostruita per il 2026 sul tracciato storico dei Giochi del 1956. L’impianto ospiterà anche bob e skeleton, riunendo le discipline da pista di ghiaccio nello stesso contesto olimpico.
Snowboard

Lo snowboard entra tardi nel programma olimpico, ma lo fa portando con sé un’idea diversa di gara. Non nasce da una tradizione sportiva codificata, bensì da una cultura giovane, legata alla sperimentazione dei gesti e all’uso creativo del terreno. Alle Olimpiadi questa pluralità si traduce in discipline molto diverse tra loro, accomunate dall’uso della tavola ma lontane per logica e linguaggio.
Nel programma olimpico convivono tre anime dello snowboard, ciascuna con regole e obiettivi specifici.
Nello snowboard alpino la gara è un confronto diretto sul tempo. Gli atleti scendono lungo un tracciato segnato da porte, affrontando curve strette e cambi di pendenza. La disciplina olimpica è lo slalom parallelo gigante, in cui due snowboarder scendono contemporaneamente su tracciati affiancati e avanzano per eliminazione diretta. Conta la precisione della linea, la capacità di mantenere velocità costante e di gestire l’equilibrio in curva.
Lo snowboard freestyle mette al centro il gesto tecnico e la costruzione della prova. Le discipline olimpiche sono halfpipe, slopestyle e big air. Nell’halfpipe gli atleti utilizzano una struttura a forma di canale per eseguire salti e rotazioni in sequenza; nello slopestyle affrontano un percorso con salti, rail e ostacoli; nel big air un unico salto concentra l’intera valutazione. Il punteggio è assegnato da una giuria che valuta difficoltà, esecuzione, ampiezza e pulizia del gesto.
Lo snowboard cross è la disciplina più vicina alla gara di gruppo. Più atleti scendono insieme lungo un tracciato con salti, curve sopraelevate e sezioni ritmate. La partenza, la scelta della traiettoria e la capacità di reggere il contatto sono decisive. Vince chi arriva primo al traguardo, spesso in gare segnate da sorpassi e cadute.
Nel loro insieme, queste discipline mostrano la natura composita dello snowboard olimpico: uno sport che non ha un solo linguaggio competitivo, ma si declina tra precisione cronometrica, giudizio tecnico e confronto diretto.
Dove si gareggia a Milano Cortina 2026
Le gare di snowboard si svolgeranno a Livigno, all’interno del Livigno Snow Park e delle aree dedicate del comprensorio. Le sedi ospiteranno tutte le specialità olimpiche dello snowboard, sfruttando strutture già consolidate a livello internazionale.
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