I religiosi del calcio tornano in campo. Dopo 18 anni dall'ultima partita

La Nir, la Nazionale italiana religiosi, "ridebutta" in un triangolare: nel 2008 l'ultima sfida contro la Nazionale calzaturieri. Il fondatore Padre Leonardo Biancalani e il dt Renzo Ulivieri: «Giochiamo per raccogliere fondi per progetti solidali»
April 17, 2026
I religiosi del calcio tornano in campo. Dopo 18 anni dall'ultima partita
La formazione della Nir, Nazionale italiana religiosi, in una delle partite solidali che disputa dal 2001
«La Nir, la Nazionale italiana religiosi sta per tornare in campo», annuncia raggiante il suo fondatore, padre Leonardo Biancalani. Preti, frati e religiosi azzurri, tutti convocati nuovamente, dopo 18 anni di assenza giustificata dalle rispettive missioni ecclesiali. L’ultima partita disputata da questa che è stata la prima rappresentativa scesa in campo per “conto di Dio” risaliva al 3 ottobre 2008: sfida a Porto Sant’Elpidio contro la Nazionale calzaturieri dei patron Diego e Andrea Della Valle, ai tempi proprietari anche della Fiorentina. «Chi vinse? Si vinse noi, ma ai rigori», dice il fiorentino don Biancalani che oltre ad essere il padre fondatore della Nir è anche assistente Ecclesiastico regione Toscana del Centro Sportivo Italiano e referente del progetto sportivo educativo del torneo “Coppa della Pace”. E sarà il torneo la “Partita della Fraternità” a segnare l’attesa ripresa agonistica della Nir, sollecitata per il suo rientro a sorpresa da don Antonio Salimbeni, parroco di Ariccia e direttore dell’Ufficio per la pastorale dello Sport, del Tempo Libero, del Turismo e dei pellegrinaggi della Diocesi suburbicaria di Albano.
«Un giorno ricevo una telefonata da don Antonio Salimbeni che mi chiede: “Ma la Nazionale religiosi che fine ha fatto, esiste ancora?”. Una domanda che ha fatto subito scattare una serie di nostalgie a catena e in un amen ha portato a questa “reunion” accolta con gioia da tutti, vecchi e nuovi componenti della Nazionale». Così, domani, allo stadio “Arnaldo Fuso” di Ciampino (alle ore 18.00) la Nir ridarà il calcio di inizio alla prima delle tante partite solidali che ha intenzione di organizzare. La “Partita della Fraternità” è patrocinata dal Comune di Ciampino e dal Centro Sportivo Italiano della sezione del Lazio, con il sostegno della Zeus di Salvatore Cirillo e della Mast. Un triangolare in cui i religiosi se la vedranno con il Pineto United, squadra composta da richiedenti asilo e la formazione del Csi della parrocchia romana di San Lorenzo a Pineta Sacchetti. «Siamo tre realtà affini, unite dalla stessa idea di sport e di calcio come strumento di formazione umana e relazionale di tipo integrale», sottolinea don Biancalani. Il calcio d’inizio è affidato al piede del vescovo della diocesi di Albano, monsignor Vincenzo Viva, padrino di questo nuovo battesimo della Nazionale religiosi che riparte anche forte dell’esperienza passata. «Il nostro debutto ufficiale risale a 25 anni fa, ed era sempre un 3 ottobre, del 2001, quando i nostri primi avversari sul campo di Grosseto furono i calciatori della Nazionale dei Dj.
Come finì? Beh c’hanno “suonato”, 3-0 - sorride don Leonardo. Ma da quella sconfitta ebbe inizio una bellissima avventura vincente, fatta di evangelizzazione sul campo, grazie al gioco del pallone che ha il potere di unire sempre tutti». Sulla “via di Damasco” i religiosi azzurri incontrarono Renzaccio il “rosso”, l’assai poco clericale Renzo Ulivieri. Il presidente dell’Associazione allenatori italiani è stato riconfermato, a furor di tuniche, direttore tecnico della “nuova” Nir. «Per me il debutto con i religiosi fu nel 2006 su un campo molto particolare: il carcere di Rebibbia – racconta Ulivieri - . Non mi ricordo se si vinse o meno, forse perdemmo, perché noi siamo una squadra di cuore e spesso porgiamo anche l’altra gamba, ma ho bene in mente una scena che mi toccò. Quel giorno fra Enzo, uno dei miei giocatori, nel terzo raggio di Rebibbia ritrovò un suo compagno d’infanzia e si abbracciarono. Ci siamo commossi tutti... E allora pensai, forse anche a un pallone a volte riescono dei “piccoli miracoli”». Don Enzo come le due ex stelle della Nir, fra’ Stefano Albanesi (centrocampista in Serie B, ebbe la “conversione” l’estate che doveva andare in ritiro il Pescara di Giovanni Galeone) e padre Francesco Rutigliano (giovanili della Samp e poi lancio in B nel Bari) non faranno parte, almeno per ora, della rosa. Dopo la chiamata invece hanno risposto alla “richiamata” molti della vecchia guardia guidata dal ct e fondatore, con don Leonardo, mister Enzo Bellucci, il quale ha appena ritrovato don Giuseppe Benedetti (cofondatore), don Mauro Angelini (cappellano del Perugia e cofondatore), padre Lorenzo Tarletti (storico capitano dei cappuccini ed ex cappellano del Novara, anche lui cofondatore), padre Carlo Chistolini e Luigi Taurino, collaboratore e autista del cardinale Salvatore De Giorgi.
A loro si uniscono nuovi frati e religiosi scovati negli oratori di tutta Italia dall’infaticabile talent scout padre Leonardo. «Siamo pronti? Abbiamo avuto l’onestà di allenarci con qualche palleggio. Certo 18 anni dopo non sarà facile, io ho lasciato i pali a 37 e ci torno a 55 anni. Confidiamo nei giovani e naturalmente nel Signore». Per la cronaca, il più giovane della Nir è il 46enne anconetano padre Luigi Sparapani, della diocesi di Massa Carrara. Bandito. Come sempre, su espressa volontà del ct Bellucci e del dt Ulivieri, vietato il «rilancio a campanile» e le giocate «alla viva il parroco». Quindi, per alzare il livello tecnico della squadra, data l’importanza dell’evento, la Nir è riuscita ad ingaggiare due “stranieri”: gli ex campioni di Lazio e Roma, Bruno Giordano e Sebino Nela. «E di questo siamo infinitamente grati a Bruno (a cui esprimiamo le condoglianze per la scomparsa della moglie) e Sebino che hanno accolto con generosità ed entusiasmo la nostra proposta – esulta don Biancalani -. Continueranno a giocare con noi anche dopo questo torneo di Ciampino? Non lo sappiamo, ma vedere Giordano e Nela in campo con la maglia della Nir è già una vittoria per tutti».
Quel che conta per la Nazionale religiosi non è certo il risultato ma la tradizionale raccolta fondi a fine gara. «L’incasso della “Partita della Fraternità” verrà devoluto alle attività missionarie che la Diocesi di Albano porta avanti in quella di Makeni in Sierra Leone e per la creazione di un fondo di assistenza ai seminaristi in difficoltà - comunica don Leonardo - . Pertanto, ringrazio veramente di cuore don Antonio Salimbeni e tutti i suoi collaboratori dell’ufficio per questo invito e per questa opportunità e il vescovo di Albano monsignor Vincenzo Viva». Venerdì 8 maggio, tutti i protagonisti, in campo fuori, della “Partita della Fraternità” si ritroveranno in Vaticano per la Santa Messa nella chiesa di Sant’Anna che verrà celebrata dal cardinale Salvatore De Giorgi. «In Vaticano – conclude don Biancalani -, vorremmo tornare in autunno per presentare a papa Leone XIV le nostre iniziative future. Sappiamo che il Santo Padre è uomo di sport e ama anche il calcio, perciò nell’occasione gli consegneremo la maglia della Nir per avere la sua benedizione».

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