A cosa servono le Olimpiadi lo capisci quando finiscono

Gli ultimi giorni di Milano Cortina 2026 lasciano il tempo per una domanda. E la risposta è inevitabile, perchè sono popolati da gente seria, che non simula. E che ha una dignità
February 20, 2026
A cosa servono le Olimpiadi lo capisci quando finiscono
Il cinese Tianma Li in azione a Livigno nella prova di Freestyle/ REUTERS

Diario dai Giochi/15.

A cosa servono le Olimpiadi? Gli ultimi giorni di Giochi lasciano il tempo per una domanda. E per qualche risposta, magari banale, ma inevitabile. Le Olimpiadi insegnano come si fa a vivere in rimonta. Servono a raccontare storie, e persone che saltano fuori da ogni ripostiglio del pianeta. Aiutano a scoprire, una volta ogni quattro anni, che ci si può sentire italiani in nome di sport dei quali nemmeno sappiamo le regole.
Più li frequento e più me ne convinco. Puoi spremerli i Giochi, tiragli fuori l’anima, offenderli, pensare che non lascino effetti collaterali, congelarli nel ricordo di una sola, episodica, straordinaria impresa. Ma poi ritornano. A ricordarti cos’è lo sport, quello degli uomini e delle donne vere, quello che non ha colore perché li contiene tutti. E che non ha età perché l’Olimpiade non regala l’immortalità, ma allunga i confini di quello che gli altri chiamano fatica, sacrificio, ideale.
Ai Giochi, per dire, non capitano mai allenatori che trattengono gli avversari per la maglia sulla linea laterale. Casomai ne trovi uno che allunga una racchetta ad una fondista di una squadra avversaria che l'aveva persa. A proposito di bastoncini: qui non trovi simulatori che svengono come infartati se qualcuno li sfiora, ed esultano pure per la loro infamità. Quelli che crollano a terra, qui lo fanno perché sfiancati dalla fatica, e solo dopo il traguardo. Chi poi ha la responsabilità di una squadra dal bilancio fallimentare, si dimette chiedendo scusa e prendendosi la colpa. È successo in questi giorni al commissario tecnico dello sci. Mai, o quasi mai visto altrove.
Succede perché l’Olimpiade è popolata da gente seria: fa giri strani, visita quasi ogni angolo del mondo, ma torna sempre al punto. E si ricorda dei giorni che portano via la speranza. Quando non c’è un lieto fine, occorre attendere. Ma si può ricominciare.
Poi finiscono le Olimpiadi. E ritorna il calcio. E allora capisci davvero a cosa sono servite.

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