Chimica, Nobel a Kagan e Soai per la loro teoria sulle molecole a specchio
di Davide Re
Svelata una simmetria che per decenni ha interrogato gli studiosi. Una scoperta che ha numerose applicazioni, come nel campo della farmaceutica

Conferito al francese Henri Kagan e al giapponese Kenso Soari il Premio Nobel per la Chimica 2026. Ai due scienziati il riconoscimento è stato assegnato per la scoperta dell’effetto non lineare dell’autocatalisi nella sintesi organica. «Henri Kagan e Kenso Soai hanno fornito una soluzione a un mistero chimico vecchio di oltre un secolo», ha detto il presidente del Comitato Nobel per la Chimica Heiner Linke. In pratica, i due premiati hanno sciolto il mistero della simmetria tra le molecole, ovvero della loro specularità. Questo fenomeno, infatti, è chiamato chiralità, ed è comune negli aminoacidi. Altre molecole, però, non hanno una loro immagine speculare e questo è stato per molto tempo un rompicapo per i chimici. Kagan e a Soai, quindi, sono riusciti per primi a controllare reazioni chimiche nelle molecole non speculari, chiamate “omochirali” e in questo modo hanno aperto la strada a nuove tecnologie importanti soprattutto per la produzione di farmaci. Ma chi sono i vincitori di quest’anno? Il francese Henri B. Kagan , 94 anni, è professore emerito presso l’allora Université Paris-Sud. Nato nel 1930 a Boulogne-Billancourt, ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1960 al Collège de France e nel 1967 è diventato docente presso l’Università Paris XI - Paris-Sud a Orsay, dove nel 1968 ha fondato il Laboratorio di sintesi asimmetrica e dove nel 1973 è diventato professore ordinario. Per le sue ricerche è stato più volte candidato al Nobel per la Chimica, dal quale venne però escluso. Il giapponese Kenso Soai, 78 anni, è professore emerito all’Università di Scienze di Tokyo. Nato nel 1950 a Hiroshima, ha studiato all’Università di Tokyo, dove ha conseguito il dottorato nel 1970. In seguito ha studiato negli Stati Uniti, all’Università della Carolina del Nord, e nel 1981 ha cominciato a insegnare all’Università di Scienze di Tokyo, dove nel 1991 è diventato professore ordinario.
Anche quest’anno, il Nobel per la Chimica 2026 è andato a ricerche pionieristiche, con applicazioni in molti settori. Spiega, infatti, la direttrice del dipartimento di Scienze chimiche e tecnologie dei materiali del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Lidia Armelao: «Le scoperte di Kagan e Soai offrono strumenti per progettare reazioni sempre più selettive e aprono la strada a nuove applicazioni nella chimica farmaceutica, nella scienza dei materiali e in molti altri settori». In particolare, il merito di Kagan, è stato quello di capire come influenzare l’esito delle reazioni, mentre Soai ha progettato una reazione in cui si forma solo una delle due forme speculari: «Un risultato senza precedenti al di fuori dei sistemi viventi - conclude Armelao - e fondamentale per comprendere l’origine della chiralità».
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