martedì 11 luglio 2017
Aveva 88 anni. Il maestro bolognese, apprezzato esecutore in tutto il mondo, è stato pioniere nello studio e nella tutela del patrimonio degli organi storici del nostro paese.
Luigi Ferdinando Tagliavini

Luigi Ferdinando Tagliavini

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È morto all’età di 88 anni Luigi Ferdinando Tagliavini, figura di centrale importanza per l’organo in Italia negli ultimi 50 anni. Strumentista di fama internazionale, è stato anche uno dei principali studiosi di organaria storica, contribuendo al recupero, alla comprensione e alla valorizzazione di un patrimonio di massima importanza: è stato tra i fondatori, nel 1957, della Commissione per la tutela degli organi artistici, presso la Soprintendenza ai Monumenti della Lombardia, tra le prime in Italia.

Nato a Bologna nel 1929, formatosi al Conservatorio di Bologna e perfezionatosi a Parigi, Tagliavini per trentacinque anni ha diretto l’Istituto di musicologia dell’Università di Friburgo e ha fondato nel 1960 la rivista “L’Organo”. È stato docente ai conservatori di Bolzano, Parma e Bologna e ha tenuto regolarmente masterclass ad Haarlem, Innsbruck e Pistoia.

È stato molto attivo sul fronte discografico. Tra le sue incisioni più premiate, quella nel 1992 in coppia con Liuwe Tamminga agli organi storici di San Petronio, a Bologna, dedicata a Giovanni e Andrea Gabrieli.

Nel corso di mezzo secolo ha raccolto una collezione considerata la più importante di strumenti antichi a tastiera italiani. Composta da settanta pezzi, comprende undici clavicembali e undici spinette risalenti tra Cinquecento e Settecento, oltre a numerosi clavicordi e fortepiani, tra cui uno costruito da Giovanni Ferrini (1746), allievo di Bartolomeo Cristofori. La collezione è stata donata dal maestro al Museo di San Colombano, a Bologna, dove è valorizzata da una stagione concertistica.


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