giovedì 10 gennaio 2019
La cantante commossa dal film con Serena Rossi, in oltre 200 sale il 14, 15 e 16 gennaio prossimi e trasmesso su Rai 1 dopo Sanremo. «La sua carriera e la sua vita rovinate dalle maldicenze»
Loredana Berté al centro fra Dajana Roncione (lLoredana Berté nella fiction) a sinistra, e Serena Rossi (Mia Martini)

Loredana Berté al centro fra Dajana Roncione (lLoredana Berté nella fiction) a sinistra, e Serena Rossi (Mia Martini)

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Un film contro uno dei peggiori mali di oggi: la maldicenza. Che può addirittura diventare violenza psicologica, come nel caso della grande Mia Martini. Una artista di immenso talento, dal carattere difficile certo, ma fragile, che ha dovuto lottare contro i pregiudizi più assurdi che le hanno rovinato la carriera e la vita. La vicenda artistica ed umana di Mia Martini è raccontata in questi termini in Io sono Mia, film biografico prodotto da Eliseo Fiction in collaborazione con Rai Fiction, presentato ieri a Milano. Il film uscirà in oltre 200 sale cinematografiche il 14, 15 e 16 gennaio prossimi e verrà poi trasmesso su Rai 1 dopo il Festival di Sanremo.

Serena Rossi interpreta Mia Martini nel film “Io sono Mia”

Serena Rossi interpreta Mia Martini nel film “Io sono Mia”

Una Sanremo che è al centro del difficile riscatto di Mimì, dopo anni di silenzio dovuto alle pressioni di manager, discografici e registi tv che le avevano chiuso le porte in faccia per colpa dell'ignobile diceria che la cantante portasse sfortuna. Nel film diretto da Riccardo Donna, Mimì è interpretata da una appassionata Serena Rossi che volutamente dice di non avere voluto imitare «l'inimitabile originale», ripercorriamo la sua storia attraverso una serie di flashback proprio alla vigila del suo rientro sulle scene dopo anni di silenzio, al Festival di Sanremo del 1989. E così seguiamo l'artista, che era stata consacrata da successi come Piccolo uomo del 1972 e Minuetto del 1974, dapprima affrontare un padre duro e conservatore, poi cercare la libertà nel mondo della canzone a Roma con la frizzante sorella Loredana Berté, dimostrando tutto il suo carattere nell'opporsi alle pressioni dei discografici. Un carattere difficile, ma forte, che a una donna non viene perdonato. Così iniziano le maldicenze che la porteranno all'isolamento, ai lavori negati, alle sofferenze sino all'abbandono delle scene per anni. Un film che in epoca di #metoo diventa anche una denuncia della violenza sulle donne, come sottolinea la direttrice di Rai Fiction Tinni Andreatta. Il film si conclude col trionfante quanto difficile riscatto sul palco dell'Ariston dove la cantante conquistò pubblico e il Premio della critica, istituito apposta per lei, con la splendida Almeno tu nell’universo scritta per lei da Bruno Lauzi. Sui titoli di coda, un cenno alla prematura morte per arresto cardiaco solo sei anni dopo, nel 1995.

Lucia Mascino è la giornalista che intervista Mia Martini (Serena Rossi) nel film 'Io sono Mia'

Lucia Mascino è la giornalista che intervista Mia Martini (Serena Rossi) nel film "Io sono Mia"

Emozionata in sala Loredana Berté, che ha fatto da consulente al film insieme alla sorella Olivia. «Per me – assicura la Bertè, sorella di Mia Martini, – è stato un colpo al cuore vedere Serena interpretare mia sorella Mimì. È impressionante come in certe scene mi è sembrata proprio lei: come si muoveva, la malinconia, il dolore che si portava dentro e che non mostrava, il coraggio nell'affrontare le maldicenze». Per la Berté, questo film le da un po' gioia e un po' dolore, aggiunge, ricordando i registi famosi che non volevano avere Mia Martini nei loro programmi: «Ricordo con tristezza -dice- che in tanti, quando sentivano il suo nome, facevano gli scongiuri. Immaginate come poteva sentirsi. La sua voglia di fare musica era immensa, ma glielo hanno impedito. Chissà quanta altra musica avremmo potuto avere in quei 15 anni di inattività». In quei dieci anni, rivela la sorella, Mia Martini è andata in Calabria a ricucire le reti dei pescatori e a pescare con le lampare.
Non commenta invece Loredana, la decisione di Ivano Fossati, grande amore di Mia Martini, e dell'amico Renato Zero di non comparire nel racconto: «Ci hanno chiesto espressamente di non essere citati». Piuttosto si toglie qualche sassolino dalla scarpa rivelando che che «Al Festival prima non ce la volevano, avevano paura che "cascasse il teatro". E poi Mimì avrebbe dovuto vincere Sanremo nel 1992 con Gli uomini non cambiano. Era stata la più votata dal pubblico, invece hanno fatto vincere quella canzoncina sulla mamma di Luca Barbarossa».

Mia Martini e Loredana Berté sul palco dell'Ariston a Sanremo nel 1993 in 'Stiamo come stiamo'

Mia Martini e Loredana Berté sul palco dell'Ariston a Sanremo nel 1993 in "Stiamo come stiamo"

Loredana Berté, sul palco dell'Ariston ci salirà di nuovo in gara fra poco meno di un mese, dopo un'estate di grande successo grazie al singolo Non ti dico no dei Boomdabash (anche loro in gara fra i Big) che è stato il più passato dalle radio in tutto il 2018.
«
Non voglio parlare di Sanremo in questo momento ma spero di fare una grande performance - conclude la Bertè - È una bella coincidenza che esca il film su Mimì mentre io sono alla ribalta. Ho avuto un'estate pazzesca. Con i Boomdabash abbiamo asfaltato tutti. Speriamo che il 2019 sia altrettanto».


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