Dal regista de «L'ultima cima». Il fenomeno Terra di Maria cinema che indaga la fede


Andrea Galli giovedì 19 dicembre 2013
John Bruchalski, ginecologo di Washington D.C., inizia a praticare aborti appena conclusi gli studi in medicina, convinto di offrire un aiuto a molte donne. Constata il contrario: «Aumentavano le infezioni, le depressioni, le famiglie distrutte… mi chiedevo cosa ci fosse di sbagliato».. L’incontro al Santuario di Guadalupe con una “Signora”, anche lei in gravidanza, gli cambia definitivamente la vita. Silvia Buso è una ragazza padovana, atletica, a cui nemmeno diciottenne viene dato questo verdetto: «Non camminerai più». Una paraplegia, crisi epilettiche e una sedia a rotelle. Dopo nove mesi, durante un viaggio a Medjugorje, accade l’incredibile: riprende a camminare. Salvador Íñiguez, messicano di Guadalajara, di mattina lavora come infermiere geriatrico, di notte passa da un bordello all’altro avvicinando prostitute e travestiti. «Quanto prendi, sorellina? Così poco? Nessuno ti ha mai detto che vali tutto il sangue di Cristo?». Poi racconta loro che hanno una protettrice in Cielo, insegna loro a pregare il Rosario, parla della misericordia infinita di Dio, si offre di leggere la Bibbia insieme a loro.Sono alcune delle storie al centro de La Terra di Maria, un docufilm uscito in Spagna a ridosso di Natale, firmato da Juan Manuel Cotelo, già regista e produttore nel 2010 de L’ultima Cima, la storia di un carismatico sacerdote di Madrid, don Pablo Domínguez, appassionato di montagna e morto nel 2009 mentre scendeva dal monte Moncayo. Film che uscito in pochissime sale spagnola, grazie al passaparola e al tam tam di internet è diventato un “caso” al di là dei confini nazionali.Ex numerario dell’Opus Dei, 47 anni, studi all’Università di Navarra e una carriera tra periodici e televisioni, Cotelo ha fondato anni fa una casa di produzione, la “Infinito más Uno”. L’ultima Cima è stata la prima opera di successo, l’anno scorso è stata la volta di Può succedere a te, storie estreme di conversione raccolte in giro per il mondo e su cui l’istrionico regista-produttore-attore ha costruito un format, il «congresso di teologia in camper»: ha girato la Spagna appunto con un camper, ha fatto salire i personaggi più improbabili, ha sottoposto loro quelle storie di fede borderline, registrandone impressioni e commenti, e ricavandone 13 puntate.Ne la Terra di Maria Cotelo veste i panni dell’“avvocato del Diavolo”, una sorta di ironico agente segreto che indaga una porzione di mondo oscuro, che resta fuori dai riflettori mediatici: dove abita un popolo variegato e sparpagliato in ogni dove, che ancora agli inizi del Terzo Millennio sostiene di parlare con gli angeli, di abitare con un piede in una realtà ultraterrena e di camminare in compagnia di una donna celeste che nessuno ha visto, ma che tutti chiamano “Madre”. Un viaggio nell’affascinante Terra di Maria. Con questo reportage tra fiction e realtà – uscito in una manciata di città in Spagna agli inizi di dicembre, già moltiplicatesi nel giro di due settimane, con proiezioni già programmate in una ventina di Paesi – Cotelo spera di bissare il successo dell’Ultima cima. E di lasciare un segno non solo al botteghino.​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
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