sabato 5 luglio 2014
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Il direttore di Retequattro Giuseppe Feyles la definisce «un inno alla vita che offre una concezione gioiosa della maternità che, in un periodo in cui non si fanno più figli, siamo molto contenti di offrire». È L’amore e la vita - Call the midwife, la serie targata Bbc, ispirata all’omonimo best seller dell’ostetrica Jennifer Worth (pubblicato in Italia da Sellerio) che la sua rete propone (in prima serata) a partire da domani. Ambientata negli anni ’50, la vicenda si svolge a Poplar, un quartiere poverissimo e malfamato dell’East End di Londra. Qui ha sede il convento «Nonnatus House», gestito da suore anglicane che, insieme a tre giovani levatrici, aiutano le donne del quartiere nel momento della nascita dei loro (numerosissimi) bambini e non solo. La vicenda prende il via dall’arrivo della protagonista Jenny Lee (Jessica Raine) alla «Nonnatus House»: lei è una giovane e bella ostetrica di buona famiglia che, dopo avere trascorso alcuni anni a Parigi, decide di abbandonare la città per sfuggire alla relazione con un uomo sposato. Quando accetta il lavoro alla «Nonnatus House», però, non sa ancora ciò che la aspetta: perché il convento non è la clinica che lei pensava, il quartiere in cui si trova è poverissimo e degradato e le donne che dovrà assistere sono non solo prive di mezzi di sostentamento ma anche di qualsiasi nozione di igiene e di educazione sessuale e mettono al mondo figli in condizioni spesso disperate, creando famiglie disastrate che vivono in case fatiscenti. Una delle storie raccontate nella prima puntata, quella di una donna alle prese con la gravidanza del venticinquesimo figlio, rende bene l’idea dello spaccato realistico ma delicato che Call the midwife offre ai telespettatori: la Londra del dopoguerra in cui, tra le classi più povere, il tasso di mortalità materna era del 35-40% e quella infantile del 60%. Uno spaccato raccontato con occhi esclusivamente femminile: quello della protagonista, innanzi tutto, catapultata in un mondo di cui ignorava persino l’esistenza ma in cui imparerà a prendersi cura di tutte le donne che incontra, siano esse madri di famiglia o prostitute del quartiere. Ma, anche, le altre giovani levatrici che lavorano alla «Nonnatus House» e, soprattutto, le suore, veri angeli di Poplar: sister Julienne, profondamente religiosa ma anche con un grande senso pratico e una particolare sensibilità che la porta a non giudicare mai le donne che incontra; sister Evangelina, dotata di un singolare senso dell’umorismo che aiuta non poco lei e tutte le altre levatrici; sister Monica Joan, nata in una famiglia nobile, una delle prime donne in Gran Bretagna a qualificarsi come levatrice; sister Bernadette, la più giovane delle religiose. Jessia Raine osserva: «Le storie sono piene di umanità e di trasporto in un mondo così unico e così diverso da quello in cui viviamo oggi. Le nostre sono storie di donne con personaggi femminili forti e ben definiti che non competono l’una con l’altra ma, anzi, si sostengono a vicenda. Sono storie che non si vedono mai in televisione». Feyles conclude: «Abbiamo trovato Call the midwife sul mercato internazionale e l’abbiamo scelta per la sua qualità e per il suo contenuto. Questa serie rappresenta un altro tassello di quella linea editoriale che con cui stiamo offrendo al nostro pubblico, che non è più solo esclusivamente femminile come un tempo, prodotti di lunga serialità europea e di elevatissima qualità come Dowtown Abbey e La Bibbia».L’amore e la vita - Call the midwife è stata acquistata in oltre duecento Paese e annovera nel cast anche Vanessa Redgrave (la voce narrante di Jenny in età matura), Miranda Hart ed Helen George.
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