lunedì 6 ottobre 2014
Magari non ne avete consapevolezza, ma di best seller venuti dalla Finlandia ne conoscete almeno due. Il primo appartiene alla preistoria dei grandi successi internazionali, il secondo è quello che si dice un romanzo di culto. Fatto sta che di Mika Waltari e del suo Sinhue l’egiziano (Rizzoli) avete senz’altro sentito parlare, non fosse altro che per il relativo filmone. E se un minimo bazzicate tra gli scaffali delle librerie, è difficile che non vi siate imbattuti nell’Anno della lepre di Arto Paasilinna (edito da Iperborea che, salvo diversa indicazione, pubblica anche gli altri autori di cui parliamo in questo articolo). Narratore e poeta con trascorsi di guardaboschi, Paasilinna è nato nel 1942, dalle nostre parti si è imposto a partire dalla metà degli anni Novanta e il suo nuovo libro, Professione angelo custode, è atteso in Italia per novembre. Waltari (1908-1979) è una conoscenza di più vecchia data, ma continua a riservare sorprese. Di recente, per esempio, sono stati riproposti in Italia un suo ambizioso romanzo storico, Gli amanti di Bisanzio, e un poliziesco dall’intonazione vagamente simenoniana, Chi ha ucciso la signora Skrof?Ecco, si potrebbe obiettare: i soliti nordici con la fissazione del thriller. Non è esattamente così. Ospite d’onore dell’ormai imminente Fiera del Libro di Francoforte, la Finlandia non è stata, negli ultimi anni, un’esportatrice intensiva di commissari, ipnotisti e uomini che odiano le donne. Pur non mancando i narratori di genere (come Torsten Pettersson, pubblicato in Italia da Newton Compton), a riscuotere maggior interesse sono gli autori di più pronunciata ispirazione letteraria, eventualmente non disgiunta da una ben riconoscibile ironia. È il caso di scrittori come Kari Hotakainen e Tuomas Kyrö, al quale si deve L’anno del coniglio, virtuosistico e divertito omaggio-parodia al capolavoro di Paasilinna. Ma il gusto per il pastiche contraddistingue anche La Società Letteraria Sella di Lepre (in uscita da Salani), dove Pasi Ilmari Jääskeläinen immagina una biblioteca i cui libri sembrano vivere di vita propria: trame rivoluzionate, finali sovvertiti e, su tutto, il sospetto di un delitto.No, non ci sono solo i paesaggi innevati e le aurore boreali nei romanzi finlandesi. La complessità, del resto, è una caratteristica storica e culturale di un Paese che si affaccia sul Baltico e guarda verso la Russia, assimila in sé la componente lappone e ha un rapporto privilegiato con la minoranza svedese, la quale esprime a sua volta scrittori tutt’altro che trascurabili. Per provare ad ambientarsi in questo mosaico si può nuovamente ricorrere a un’accoppiata di romanzi, uno recentissimo e l’altro classico. In Scompartimento n. 6 Rosa Liksom propone un apologo geopolitico retrodatato agli anni Ottanta: il convoglio della Transiberiana sferraglia tra i ghiacci, una ragazza cerca di fronteggiare la brutale retorica un ubriacone sovietico, l’impero dell’Urss inizia silenziosamente a vacillare... Artista visiva oltre che scrittrice, Rosa Liksom è una delle personalità più attese a Francoforte: in margine alla Buchmesse il centro culturale attiguo alla cattedrale cattolica ospiterà le fotografie di “Burqa”, un suo progetto che ritrae donne vestite dell’abito tradizionale afghano sullo sfondo di paesaggi nordici o, comunque, in situazioni inattese. Uno scontro di civiltà, in fondo, è anche quello rievocato da Panu, uno dei libri più celebri del prolifico Juhani Aho (1861-1921). Siamo agli inizi del XVII secolo e a fronteggiarsi sono la sapienza ancestrale degli stregoni-cacciatori, di cui il capoclan Panu si considera l’ultimo e più potente depositario, e la fede in «Gesù della Croce», il Dio sofferente e risorto la cui grandezza non può essere costretta in alcun incantesimo. Lettura istruttiva per molte ragioni, non ultima l’assimilazione – da parte del pastore luterano inviato a evangelizzare l’inospitale Carelia – dei culti pagani alle “superstizioni” cattoliche, compresa la devozione per i santi. Pubblica Vocifuoriscena, questa volta, piccola sigla viterbese che ha in catalogo, tra l’altro, un accurato saggio dell’etnografo Juha Pentikäinen sulla Mitologia del “Kalevala”, vale a dire il poema nazionale finlandese allestito nella prima metà dell’Ottocento dall’erudito Elias Lönnrot. Ultima fra le grandi epopee del passato a essere fissata in forma scritta, il Kalevala è disponibile in italiano presso le Edizioni Mediterranee, nella bella versione di Marcello Ganassini, uno dei più attivi fra i nostri traduttori dal finlandese. È sua, tra l’altro, la resa italiana di Panu, della Società Letteraria Sella di Lepre e di un paio di Paasilinna.Dalle parti di Helsinki, finora, è arrivato un solo premio Nobel per la letteratura, quello attribuito nel 1939 a Frans Emil Sillanpää (una scelta delle sue opere era apparsa, a suo tempo, nella meritoria collana Utet). Tuttavia, non diversamente da quanto accade in altri Stati della stessa area geografica, la promozione di autori e libri finlandesi è condotta con estrema convinzione. Il Governo stanzia 600mila euro ogni anno (cifra non disprezzabile, per un Paese che non conta neppure sei milioni di abitanti), destinati a finanziare 300 progetti di traduzione nel mondo. Ne beneficiano i classici, tra cui va annoverata Tove Jansson (1914-2001), popolarissima grazie ai racconti per l’infanzia di cui sono protagonisti i buffi Mumin, oltre che per romanzi quali Il libro dell’estate e Viaggio con bagaglio leggero. Ma vengono diffuse anche le voci delle ultime generazioni, come Sofi Oksanen, acclamata a livello internazionale per La purga (Guanda) e per Quando i colombi scomparvero (Feltrinelli).Lo sforzo è notevole, eppure anche in Finlandia il mercato del libro continua a segnare il passo (nel 2013 le vendite sono calate del 3,6% rispetto al 2012). A farne le spese sono soprattutto le librerie, già ampiamente penalizzate dall’abolizione del prezzo fisso di copertina. Il provvedimento, in realtà, risale al 1971, ma le disparità che ne sono derivate hanno fatto sentire il loro effetto anche negli ultimi anni. Le oscillazioni, infatti, sono consistenti e lo stesso volume può costare 20 euro in un punto vendita e 40 in un altro. Il risultato è che dagli anni Sessanta a oggi le librerie si sono ridotte da oltre 750 a circa 450. Prosperano, in compenso, le vendite per corrispondenza a cura dei vari club del libro. Questo, però, è meglio che Amazon non venga a saperlo.
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