sabato 6 ottobre 2018
A Cosenza consegnati i riconoscimenti promossi dalla Fondazione Carical a intellettuali e scrittori testimoni di messaggi di apertura al dialogo e all'integrazione
Il Mediterraneo è cultura e premia le sue voci
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«Uso il web per parlare ai ragazzi dei temi di oggi, dal bullismo a quello dell’integrazione, che è un argomento centrale. E cerco di aiutarli a sapersi districare nel mare delle cosiddette fake news fornendo dati reali sulle migrazioni e sul loro contributo anche economico al nostro Paese». Enrico Galiano da Pordenone è un prof 2.0, insegnante nella scuola media di Pravendano, paesino dell’hinterland friulano dove le classi sono composte almeno per la metà da ragazzi italiani di origine straniera. Con la webserie Cose da prof è diventato una star di internet con oltre 10 milioni di visualizzazioni su Fb e nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d'Italia. Ben presto è diventato un caso editoriale col successo del primo romanzo Eppure cadiamo felici e il successivo Tutta la vita che vuoi, «mentre ora sto lavorando a un nuovo romanzo con protagonista una ragazzina non vedente» racconta all’Avvenire.

E la giura formata dagli studenti di nove scuole medie superiori calabresi e lucane hanno scelto proprio lui come vincitore per la Sezione Narrativa Giovani della dodicesima edizione del Premio per la cultura Mediterranea, assegnato ieri al Teatro Rendano di Cosenza dalla Fondazione Carical.Un evento, condotto da Lorena Bianchetti, che, sin dalla sua istituzione, ha premiato intellettuali e scrittori come testimoni di messaggi di apertura al dialogo e all’integrazione tra i popoli. La Giuria Internazionale, guidata dal Presidente della Fondazione, Mario Bozzo, ha quindi premiato per la Sezione Società Civile la sociologa turca Nilüfer Göle, Direttrice dell’École des hautes études en sciences sociales a Parigi; per la Sezione Scienze dell’Uomo lo storico e saggista Sergio Luzzatto; per la Sezione Cultura dell’Informazione il giornalista e scrittore Paolo Rumiz, inviato di guerra; per la Sezione Narrativa il pluripremiato scrittore spagnolo Fernando Aramburu, con il romanzo Patria; per la Sezione Traduzione Mario Casari, esperto di letteratura araba e persiana; per la Sezione Premio Speciale della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania, l’astrofisico Salvatore Vitale, scienziato di origini calabresi che ha creato uno dei due algoritmi per la comprensione delle onde gravitazionali.

In una serata che ha ricordato le vittime di Lamezia Terme flagellata dal maltempo e la vicenda del sindaco di Riace, Domenico Lucano, premiato due anni fa dalla manifestazione. “Al di là delle vicende giudiziarie che andranno chiarite, Riace è stato un esempio della cultura del dialogo e dell’accoglienza dentro al clima plumbeo che si respira in questi giorni” ha sottolineato il premiato Sergio Luzzatto, insieme a Paolo Rumiz che vede all’orizzonte invece “una dissoluzione dell’Europa come quella che vidi nei Balcani. Le contrapposizioni, inoltre, hanno messo a rischi quell’Islam europeo aperto che era parte integrante della società”. Un invito “al dialogo ma anche al superamento dei pregiudizi reciproci, basato su una parità di diritti” arriva dalla sociologa turca Nilufer Gole, convinta “dell’importanza delle donne in una politica globale che vede sempre più affermarsi il neopopulismo in Europa come in Turchia”. “Non si può imporre il patriottismo agli altri” conclude Fernando Aramburu che proprio sulle violenze del terrorismo basco ha basato il romanzo di successo “Patria” che diventerà una serie tv girata da Hbo. “C’è differenza tra nazionalismo e il giusto amore per la propria terra e la propria cultura – aggiunge – Il problema è quando questo sentimento diventa un progetto politico”.

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