sabato 11 agosto 2018
Esce in Italia l’autobiografia del chitarrista dei Korn: «Ero in preda a droghe e alcol, ho visto la luce solo grazie all’esperienza di Gesù e all’amore di mia figlia. Il rock satanico? Una bufala»
Il chitarrista dei Korn Brian Welch

Il chitarrista dei Korn Brian Welch

«Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò ». Matteo 11,28. È la prima frase del Vangelo che Brian “Head” Welch si è fatto tatuare dopo la sua folgorante conversione. Una conversione che ha salvato il chitarrista del celebre gruppo heavy metal dei Korn dalla droga e da una vita di eccessi proprio quando era all’apice della fama con una band da 30 milioni di dischi. Brian Welch, nato nel 1970 a Bakersfield, in California, era ormai da anni dipendente dalla metanfetamina e la sua vita era talmente devastata da rischiare più volte di morire, nonostante vari tentativi falliti di riabilitazione.

A risvegliarlo dall’abisso furono due cose: la voce della sua figlia di 5 anni, Jennea, e l’ingresso di Cristo nella sua vita grazie a degli amici. La forza della preghiera lo ha aiutato a liberarsi dalle droghe: lascia il gruppo e nel 2005 viene battezzato nel Giordano come “cristiano rinato”. Da allora la sua vita è cambiata, ha iniziato a scrivere e pubblicare brani di christian music e ha ritrovato un equilibrio e un rapporto con la figlia con cui vive a Nashville, conducendo una vita diversa anche oggi che è tornato a suonare con i Korn. Tutto questo racconta nella sincera e spiazzante autobiografia Salvami da me stesso (Chinaski, pagine 203, euro 18,00) appena uscita in Italia dopo essere stata un caso letterario negli Stati Uniti alla sua uscita nel 2007. Il cantante e polistrumentista si racconta in esclusiva ad “Avvenire”.

Lei è stato coraggioso a raccontare la sua storia fatta di cadute e risalite, dannazione e redenzione. Oggi i suoi libri e le sue canzoni che messaggio intendono dare?

«Finché respiri, non è mai finita, non importa che cosa tu abbia fatto, o cosa gli altri hanno fatto a te, tutti abbiamo una forza tale in noi da farci lasciare alle spalle tutto e tutti».

Molti giovani, sotto l’influenza dei media, sognano di diventare famosi e ricchi come le rockstar. Lei ha raccontato invece una storia diversa, una sorta di girone infernale.

«Sì, la ricchezza e la fama sono insignificanti se tu non hai la base della tua vita interiore in ordine e non metti al centro la persona positiva che vuoi essere».

La pericolosità delle droghe: lei racconta che non riusciva a uscire da una dipendenza che poteva ucciderla. Cosa le ha dato la forza?

«Vincere la dipendenza è stato estremamente difficile perché ero sotto l’effetto di una delle droghe più potenti degli Stati Uniti. Non potevo lasciarla da solo, ma appena Cristo è entrato nella mia vita quel buco vuoto è stato riempito dall’amore di Dio e sono riuscito a uscire dalla dipendenza velocemente».

Si capisce dal suo sofferto racconto quanto dolore abbia provato nella vita, soprattutto come padre, cosa che l’ha portata alla depressione. Come è stato risanato?

«San Paolo in Romani 8,28 dice che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio. Ciò significa che il dolore ha uno scopo. Camminando nella sofferenza con Cristo, e avendo diretto contatto con Cristo che ha dispensato luce, ogni singola cosa attraverso cui sono passato, non importa quanto buona o difficile, ha avuto pieno significato».

Dalla frequentazione della chiesa e dal battesimo nel Giordano lei mostra di non essere solo, ma che molti amici cristiani l’hanno guidata: quindi c’è un mondo sommerso fatto di fede e di bene di cui non si parla mai?

«Camminando senza Dio ho attratto molte persone e circostanze negative nel mio passato. Camminando con Dio ha attratto persone infinitamente positive attorno alla mia vita e alla mia situazione. È semplice».

Quanto importanti la preghiera e le parole della Bibbia?

«Le parole scritte nella Bibbia sono le fondamenta per il significato di ogni singola vita. È importante conoscere la Bibbia da cima a fondo per avere le sue parole in te, ma è anche importante lasciare che Dio ti mostri come quelle parole si possono tradurre nel nostro mondo moderno».

Il chitarrista dei Korn Brian Welch con la figlia Jeanna

Il chitarrista dei Korn Brian Welch con la figlia Jeanna

Lei ha deciso di uscire dal tunnel grazie a sua figlia. La quale, però, ha avuto dei problemi durante la sua adolescenza inquieta. Come li avete superati?

«Ero totalmente spezzato e confuso nei confronti dell’amore di Dio quando stavo perdendo mia figlia per i suoi problemi, ma ho continuato ad essere paziente per vedere cosa sarebbe successo perché so che chiunque dia la sua vita a Dio vedrà ogni cosa finire bene grazie alla pazienza».

Lei ha parlato dell’incontro con Dio, ma anche col diavolo. L’heavy metal è talvolta accusato, per durezza dei testi e aggressività del suono, di essere una musica demoniaca. Lei cosa ne pensa?

«Non so se ho incontrato il diavolo, probabilmente era un demone, ma era veramente reale. La musica rock’n roll è lontana dall’essere demoniaca. Piuttosto ogni fan del rock è un essere umano spezzato proprio come lo siamo tutti, quindi noi dobbiamo smetterla di emettere giudizi e invece guardare a quelle persone con compassione».

Ora che suona di nuovo con i Korn cosa è cambiato?

«Ognuno dei miei compagni della band e i miei fan possono vedere che la mia vita è cambiata drasticamente e sanno che la ragione è Cristo».

Come riesce a conciliare i tour e le tentazioni del mondo dello spettacolo con i suoi principi? «Io ero dipendente dall’alcol e dalle droghe e dal sesso, e adesso sono dipendente dall’amore di Dio. Ne faccio esperienza profonda sempre, così le tentazioni del mondo sono spazzatura comparate all’amore divino. Ci sono molti musicisti rock che sono venuti a conoscere Cristo a fianco a me».

A quali progetti futuri sta lavorando?

«È stato presentato da da poco un nuovo film chiamato Loud crazy love (Forte pazzo amore), un documentario che racconta il mio viaggio con mia figlia Jennea, il rapporto fra un padre e una figlia adolescente. E ci sarà anche un nuovo disco registrato con i Korn, Love and death (Amore e morte), che uscirà a fine anno».

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