Recanati . Apre la casa di Teresa Fattorini, la Silvia di Leopardi


Luca Liverani venerdì 14 luglio 2017
Restaurata l'abitazione della figlia del cocchiere cui è dedicato l'omonimo canto. Giacomo la guardava tessere alla finestra dell'edificio che sorge davanti al palazzo nobiliare. Domenica l'apertura
"Giacomo Leopardi" di A. Ferrazzi, 1820 circa, olio su tela, Recanati, Casa Leopardi

"Giacomo Leopardi" di A. Ferrazzi, 1820 circa, olio su tela, Recanati, Casa Leopardi

Apre al pubblico domenica 16 luglio a Recanati (Macerata) la casa dove visse Teresa Fattorini, la Silvia del celebre canto del poeta Giacomo Leopardi, figlia del cocchiere al servizio della famiglia. La casa, che sorge dirimpetto alla palazzina nobiliare del grande poeta, è stata appena restaurata con il ripristino della tinteggiatura originale di color rosato della facciata. Per la prima volta nella storia di Casa Leopardi, i visitatori potranno sperimentare una prospettiva insolita e del tutto inedita: non più Silvia con gli occhi di Giacomo, ma Giacomo con gli occhi di Silvia.

È l'obiettivo raggiunto dalla famiglia dei discendenti di Giacomo Leopardi che, lo scorso autunno, in un periodo di particolare difficoltà per le Marche dovuto al sisma, aveva avviato la ristrutturazione dello stabile fatto costruire dal conte Monaldo nel
1796. Il restauro delle scuderie, oltre alla messa in sicurezza dell'edificio e al ripristino del colore originale dei prospetti, ha
permesso di recuperare ambienti che amplieranno i percorsi di visita di Casa Leopardi
con nuove sale espositive e l'abitazione dove, al tempo del poeta, viveva Teresa Fattorini, la "tessitora" cantata da Giacomo in "A Silvia".

'A Silvia', autografo di Giacomo Leopardi

"A Silvia", autografo di Giacomo Leopardi

Il restauro dell'immobile nella Piazzetta del Sabato del Villaggio ha permesso di recuperare vari ambienti che amplieranno il percorso di visita ai luoghi leopardiani e, in particolare, le tre stanze abitate dalla famiglia Fattorini: due camere e una cucina arredate con suppellettili d'epoca, tra cui i resti di attrezzi per la tessitura e il lavoro al tombolo.

«Questo primo passo è solo un punto di partenza - dichiara la contessa Olimpia Leopardi - sul cammino che ci porterà alla completa messa in sicurezza e al restauro di tutti i luoghi simbolo della poetica leopardiana». «L'importanza di questa riscoperta di Silvia da un'altra prospettiva ci riporta ad un periodo di grande serenità nella vita di Giacomo che
è sconosciuto ai più - aggiunge il conte Vanni Leopardi - un momento di speranze e di aspettative giovanili proiettate in un futuro
tutto da costruire, condivise dai due ragazzi, che possono simbolicamente essere tradotte nella figura del telaio, reale quello
di lei, virtuale e di pensiero quello di lui». Fino al 15 settembre 2017 si potrà accedere alla "Casa di Silvia" con lo stesso biglietto della visita alla biblioteca, dal giovedì alla domenica, visitabile con una guida in gruppi di massimo 7 persone.

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