Droni e sensori termici scoprono una città perduta sulla Via Appia
Si tratta di Fioccaglia di Flumeri, insediamento romano (identificato da alcuni studiosi come l'antica Forum Aemilii) risalente al II-I secolo a.C.

Un’antica città romana, situata in un punto strategico lungo la via Appia, recentemente riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità, è la scoperta frutto di una campagna di ricerca condotta dall’Università del Salento nel sito archeologico di Fioccaglia, territorio di Flumeri in provincia di Avellino, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, e con l’amministrazione comunale di Flumeri.
L'équipe di ricerca, diretta dal professor Giuseppe Ceraudo del Dipartimento Beni Culturali dell’ateneo salentino, per tradizione conduce scavi per ricostruire la viabilità romana sulle vie Appia e Traiana. “Abbiamo utilizzato – spiega il professor Ceraudo - tecnologie avanzate non invasive, ossia indagini geofisiche e rilievi con droni dotati di sensori termici e multispettrali, una sorta di radiografia del terreno, che consente un risparmio di energie e risorse economiche, identificando le strutture sepolte grazie alla variazioni nella crescita della vegetazione e alla composizione magnetica del sottosuolo, altrimenti non percepibili con metodi tradizionali. Il percorso della via Appia si perde purtroppo in Irpinia fino a Benevento, ne conosciamo solo l’uno per cento, mentre si ricostruisce facilmente in Basilicata e in Puglia fino al porto terminale di Brindisi”.

Il sito di Fioccaglia di Flumeri è noto per essere un insediamento romano (identificato da alcuni studiosi come l'antica Forum Aemilii) risalente al II-I secolo a.C., tra l’età dei Gracchi e Silla, la cui vita fu presumibilmente interrotta e ridimensionata in seguito alla Guerra Sociale. La rilevanza del luogo è anche legata al fatto che il sito, oltre ad essere attraversato dalla Regina viarum, era il punto di origine di una Via Aemilia voluta dal console del 126 a.C. Marco Emilio Lepido. Precedenti campagne di scavo condotte nella seconda metà degli anni ’80 del secolo scorso avevano già permesso di mettere in luce la ricchezza del luogo, con la scoperta di un decumano basolato della città e di una domus di lusso con decorazioni in “primo stile pompeiano". Oggi è possibile con chiarezza riconoscere le strutture fondamentali dell’insediamento: una serie di assi stradali che confermano la struttura dell’impianto ortogonale - tipico delle città romane di nuova fondazione - e la pianificazione di ampi isolati urbani con edifici pubblici e privati; il Foro, il cuore civile e commerciale della città, di cui è stata delineata la vasta piazza centrale e il perimetro degli edifici pubblici che vi si affacciavano; il Teatro di medie dimensioni (7mila spettatori), una struttura votata agli spettacoli e alla vita pubblica, finora ignota, è essenziale per attestare l'importanza per la vita sociale e culturale di un centro urbano romano. Queste nuove evidenze rafforzano la convinzione che Fioccaglia fosse un centro organizzato e dotato di strutture monumentali, un dato che ne rivaluta il ruolo storico e strategico in relazione al tracciato della Via Appia e sarà di fondamentale importanza per la pianificazione delle future attività sul sito. I risultati delle ricerche saranno presentati venerdi 27 febbraio a Lecce in un convegno pubblico del dipartimento di studi salentino d’intesa con il Cnr, mentre durante l’estate 2026 comincerà la campagna di scavo per portare alla luce tutta la città romana.
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