Addio a Mario Iannaccone, un irregolare tra mistica, esoterismo e letteratura
di Andrea Galli
Saggista prolifico, ma anche narratore, aveva 62 anni. Tra le sue numerose collaborazioni in passato anche quella con Avvenire. La sua ultima fatica, la biografia di Herman Melville, uscirà a giugno per le edizioni Ares

Mario Arturo Iannaccone, morto oggi all’ospedale San Gerardo di Monza all’età di 62 anni per un tumore al cervello diagnosticatogli poco più di due anni fa, apparteneva a quella schiera di protagonisti della cultura italiana che si possono definire, nel senso più pieno del termine, degli irregolari. Si era laureato in Storia del cristianesimo all’Università Statale di Milano nella metà degli anni Novanta, con Remo Cacitti, discutendo una tesi sul potere dell’immaginazione e sull’arte della memoria negli Esercizi spirituali di sant’Ignazio di Loyola: un lavoro che aveva già la caratura di una ricerca dottorale.
Fin da subito, però, aveva maturato una certa insofferenza verso il mondo accademico. Così, davanti alle opportunità che gli si aprivano nella ricerca universitaria, preferì ritagliarsi una strada autonoma. Visse da intellettuale freelance, dividendosi tra docenze in corsi di scrittura creativa, traduzioni, curatele e consulenze editoriali, ricerche genealogiche su commissione, collaborazioni con riviste e quotidiani – per un certo periodo anche con questo giornale – e soprattutto libri. Moltissimi libri.
I suoi interessi così variegati – dall’esoterismo alla mistica cristiana, dalla critica televisiva alle biografie di grandi romanzieri, fino ai carotaggi nella storia contemporanea – erano tenuti insieme da un filo d’Arianna, anzi da un fascio di fili: la profonda fede cattolica, la volontà di comprendere le forze spirituali che si muovevano dietro i fenomeni culturali, la contemplazione della bellezza, soprattutto letteraria. Lascia dietro di sé un’enorme opera di saggistica e, in misura minore, di narrativa, di cui può dare un’idea questo elenco parziale: Rennes-le-Château. Una decifrazione. La genesi occulta del mito (SugarCo, 2004), vincitore nel 2005 del Premio della Sezione Critica del Premio Capri-San Michele; Storia segreta. Adam Weishaupt e gli Illuminati (SugarCo, 2005); Templari. Il martirio della memoria. Mitologia dei cavalieri del tempio (SugarCo, 2005); Maria Maddalena e la dea dell’ombra. Il sacro femminile, la spiritualità della dea e l’immaginario contemporaneo (SugarCo, 2006); La spada e la roccia. San Galgano: la storia, le leggende (SugarCo, 2007, con Andrea Conti); Il caso Giordano Bruno (Edizioni Art, Roma, 2008); Rivoluzione psichedelica. La CIA, gli hippies, gli psichiatri e la rivoluzione culturale degli anni Sessanta (SugarCo, 2008; nuova edizione ampliata Ares, 2022); La cospirazione (SugarCo, 2009), finalista al Premio Calvino 2003; Il giro di vite di Henry James. Analisi, tecniche narrative, struttura (SugarCo, 2011); Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald (SugarCo, 2011); “Ritratto di signora” di Henry James. Analisi, tecniche narrative, struttura (SugarCo, 2012); Persecuzione. La repressione della Chiesa in Spagna fra seconda repubblica e guerra civile (1931-1939) (Lindau, 2015), finalista al Premio Acqui Storia 2015; Cristiada. L’epopea dei Cristeros in Messico (Lindau, 2016); Dizionario elementare del pensiero pericoloso (Il Timone, 2016, con Gianpaolo Barra e Marco Respinti); Meglio regnare all’inferno. Perché i serial killer popolano il cinema, la letteratura e la televisione (Lindau, 2017); Benché sia notte. Vita & opere di san Giovanni della Croce (Ares, 2018); Dizionario elementare della civiltà cattolica. Scoperte, conquiste, traguardi (Il Timone, 2018, con Gianpaolo Barra e Marco Respinti); Nebbia mortale. La prima indagine del vicecommissario Brigante (Ares, 2021); Charles Dickens. Una vita (Ares, 2022); La fuga (Il Timone, 2022); Le orme dello spettro. La seconda indagine del vicecommissario Brigante (Ares, 2022); Aldous Huxley. Profeta del “Mondo nuovo” (Ares, 2023).
Dopo la diagnosi della malattia, Iannaccone aveva cercato di utilizzare le sue ultime energie per completare i numerosi progetti che aveva in cantiere. Uno a lui particolarmente caro, la biografia di Herman Melville, uscirà a giugno per le edizioni Ares con il titolo Herman Melville. Il magnifico naufrago. Non ha fatto in tempo a portarne a termine altri a lui cari, come la ricostruzione storica delle possibili apparizioni mariane a Ghiaie di Bonate, nella Bergamasca, nel 1944, o l’analisi critica della vita e dell’opera noir di René Guénon, uno dei maggiori riferimenti dell’esoterismo novecentesco.
Lascia dietro di sé anche un’opera informale, di carattere orale: la condivisione dei frutti delle sue sterminate letture con amici, studenti, giornalisti e ricercatori che lo avvicinavano per chiedergli consigli e lumi. Una parte di questo patrimonio è stata salvata in video e interviste oggi reperibili su YouTube.
Scriveva Iannaccone nella sua biografia di Giovanni della Croce, commentando uno dei testi poetici più noti del santo carmelitano, Vivo sin vivir en mí, a sua volta meditazione sul passo paolino di Galati 2,20: «La frase esprime il paradosso del cristiano che, conscio che la propria esistenza è ombra della vera vita, sa bene di vivere nel provvisorio. Se la morte non è conclusione di tutto, il trionfo del nulla, ma un varco verso la vera vita, allora il vivere quotidiano è provvisorio, recita della vera vita. La vita, per quanto pienamente vissuta, non è che privazione del vivere vero». Con questa consapevolezza Iannaccone ha salito il suo Monte Carmelo, con la malinconia di lasciare i suoi affetti terreni, soprattutto sua moglie e suo figlio, ma anche con una soprannaturale serenità e fiducia verso la vita vera che lo attendeva.
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