A Patriciello il premio giornalistico “Pirovano-Liverani” del Movimento per la Vita

di Redazione "è vita"
Del parroco di Caivano, editorialista di Avvenire e promotore di tante iniziative per custodire e promuovere la vita nascente, riconosciuta l’instancabile e coraggioso impegno per sostenere e diffondere con la forza della sua testimonianza e dei suoi articoli la dignità della vita umana sempre
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November 7, 2026
A Patriciello il premio giornalistico “Pirovano-Liverani” del Movimento per la Vita
Don Maurizio Patriciello con un neonato nella sua parrocchia di San Paolo a Caivano
Il Premio giornalistico “Sì alla vita Pirovano-Liverani” è stato conferito a don Maurizio Patriciello per la sua instancabile testimonianza a difesa di ogni persona sin dal concepimento e del diritto di ogni comunità a un futuro di salute, giustizia e speranza. La consegna del riconoscimento – intitolato a Pier Giorgio Liverani, che fu direttore di Avvenire e protagonista nella storia del Movimento per la Vita, e a Piero Pirovano, anch’egli giornalista del quotidiano dei cattolici e animatore del Mpv di cui fu tra gli iniziatori a Milano – da parte della presidente Marina Casini al termine della prima giornata del convegno nazionale del Movimento per la Vita a Lecce.
La consegna del premio a Lecce: da sinistra, Elisabetta Pittino (che ha letto le motivazioni), Marina Casini, don Maurizio Patriciello e don Francesco Coluccia
La consegna del premio a Lecce: da sinistra, Elisabetta Pittino (che ha letto le motivazioni), Marina Casini, don Maurizio Patriciello e don Francesco Coluccia
Sacerdote e parroco a Caivano, padre Patriciello ha fatto della difesa della vita umana una missione che supera i confini della cura pastorale per diventare impegno civile e testimonianza pubblica. Con voce ferma e coraggiosa, vive la massima prossimità nei confronti delle donne che si trovano ad affrontare una gravidanza difficile o inattesa, affinché i figli che portano in grembo possano venire alla luce. A questo impegno concreto si accompagna la sua opera di sensibilizzazione sul valore della vita nascente, affidata anche alla parola scritta: nei suoi interventi e nei suoi scritti ha richiamato l'attenzione sulla dignità di ogni bambino non ancora nato e sulla necessità di sostenere le madri, perché nessuna donna debba sentirsi sola di fronte alle difficoltà e nessun figlio sia considerato una vita di minor valore. Con la stessa passione ha denunciato e denuncia le ferite inferte dalla criminalità organizzata, dall'inquinamento ambientale e dall'indifferenza, facendosi interprete del dolore di tante famiglie e dando voce a chi troppo spesso non ha avuto la forza o la possibilità di essere ascoltato.
Nella sua opera, la vita non è un principio astratto, ma un bene concreto da custodire e difendere: è il diritto a nascere dei bambini altrimenti scartati, è la salute dei bambini già nati, il diritto degli ammalati a non essere dimenticati, la speranza dei genitori, la dignità degli anziani, la libertà dei giovani di crescere in territori sottratti alla violenza e al degrado. È il diritto di ogni essere umano a non essere considerato sacrificabile in nome di ideologie che non ne riconoscono il valore, di interessi economici, dell'illegalità o del disinteresse collettivo.
Don Maurizio Patriciello con la presidente del Movimento per la Vita italiano Marina Casini
Don Maurizio Patriciello con la presidente del Movimento per la Vita italiano Marina Casini
Il suo impegno nella Terra dei Fuochi rappresenta una testimonianza particolarmente significativa di questa responsabilità. Salvaguardare i bambini in viaggio verso la nascita, aiutando le loro madri, denunciare l'inquinamento, richiamare l'attenzione sui rischi per la salute e chiedere verità e giustizia significa affermare che nessuna vita può essere ignorata o calpestata.
Guardando all'impegno di padre Patriciello, viene in mente quanto affermava Carlo Casini, richiamando la missione del Movimento per la Vita:
«Il Movimento per la Vita oltre a promuovere solidarietà ed assistenza, vuole contribuire al diffondersi di una cultura che riconosca sempre il diritto alla vita ad ogni essere umano, dal primo istante del concepimento fino alla morte naturale, in qualsiasi condizione egli si trovi, avendo particolare riguardo a coloro che sembrano “contare di meno” e rifiutando l’idea che esistano vite umane senza valore. La difesa del bambino non ancora nato, che è il più povero di tutti, l'ultimo in senso assoluto, non solo perché il più debole e piccolo, ma anche perché non visibile ad occhio nudo, non è estranea ai grandi problemi del mondo. La dignità umana appartiene a tutti, nati e ancora non nati: essa sospinge quindi a riflettere in tutte le direzioni. Non avrebbe senso avere premura per l'uomo non ancora nato e poi dimenticare quelli già nati, ma è vero anche l'inverso, che, cioè, non è vera una cultura che proclama il valore dell'uomo e poi dimentica una parte della sua vita, quella più debole e bisognosa di cure. Tutto si tiene. Una cultura della vita non può essere che complessiva». (Dal dossier del Concorso europeo “La famiglia giusta”, 1993-1994).
Attraverso la parola, la scrittura e la presenza nel dibattito pubblico, padre Patriciello ha dato voce a una forma alta di comunicazione civile, nella quale la verità non è disgiunta dalla responsabilità e l'informazione si fa strumento di coscienza. Anche di fronte alle intimidazioni e alle minacce, ha continuato a testimoniare che il silenzio non può essere la risposta al sopruso e che la difesa dei più vulnerabili esige una fedeltà senza compromessi ai valori della giustizia e della solidarietà.
La sua testimonianza interpreta profondamente il significato del «Sì alla vita»: un'affermazione che diventa scelta quotidiana, impegno concreto e responsabilità verso ogni essere umano, soprattutto verso chi è più fragile, esposto e indifeso. Una cultura della vita autentica non conosce esclusioni: riconosce il valore di ogni persona, dal concepimento fino alla morte naturale, e si traduce nella cura concreta di ciascuno, senza dimenticare nessuno.
Per aver posto la difesa della vita umana al centro della propria missione sacerdotale e civile; per aver accompagnato le donne in difficoltà dando voce ai bimbi in grembo, anche attraverso la scrittura e denunciato le ingiustizie che minacciano la vita e la salute delle comunità; per aver trasformato la parola in strumento di verità, denuncia e speranza; per aver ricordato alle istituzioni e alla società che la dignità umana non ammette indifferenza né rinunce, il Premio giornalistico “Sì alla vita Pirovano-Liverani” è stato conferito a padre Maurizio Patriciello – da anni editorialista di Avvenire – quale riconoscimento di una testimonianza che richiama tutti al dovere fondamentale di custodire, rispettare e difendere la vita, sempre e senza eccezioni, dal concepimento fino alla morte naturale.

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