Leone XIV: la difesa della vita, meta di civiltà

Messaggio del Papa al convegno nazionale del Movimento per la Vita a Lecce: ogni concepito ha una dignità infinita. Dal presidente della Cei Zuppi: la pace nasce dalla custodia della vita più fragile e inerme
Google preferred source
November 7, 2026
Leone XIV: la difesa della vita, meta di civiltà
L'inizio del convegno nazionale di Lecce con la lettura dei messaggi del Papa e del cardinale Zuppi
Si è aperto sotto il segno della pace, della speranza e della custodia della vita il 46° Convegno Nazionale “Carlo Casini” del Movimento per la Vita Italiano, dedicato a un tema che racchiude una prospettiva culturale e antropologica tanto semplice quanto profonda: “Pace nel grembo è pace nel mondo”.
L'inaugurazione dell'appuntamento nazionale, che riunisce volontari, responsabili dei Centri di Aiuto alla Vita, delle Case di Accoglienza, dei servizi SOS Vita e Progetto Gemma provenienti da tutta Italia, dopo il saluto iniziale di Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita italiano e di don Francesco Coluccia, componente della giunta esecutiva del MpVI e Consultore del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, è stata illuminata da due messaggi di particolare rilevanza ecclesiale: quello di papa Leone XIV, giunto attraverso il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, e quello del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana.
Due interventi che convergono nel richiamare il legame inscindibile tra promozione della pace e tutela della vita umana, soprattutto quando essa è più fragile e indifesa.
Nel messaggio inviato ai partecipanti, Papa Leone XIV ha incoraggiato il Movimento per la Vita a proseguire il proprio impegno in favore della vita nascente, richiamando il valore dell'«infinita dignità di ogni concepito». Un'affermazione che si inserisce nel solco più autentico della dottrina sociale della Chiesa e che il Pontefice sintetizza con parole che incoraggiano il cammino del Movimento: «La difesa della vita umana non è una questione di interesse particolare né confessionale: è una meta di civiltà. Ogni vita umana dev'essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto». Quando questa certezza si offusca, osserva il Papa, «i più vulnerabili sono le prime vittime».
Parole accolte con particolare commozione dai partecipanti al Convegno, che vedono riconosciuta la dimensione universale del loro servizio. La tutela della vita non viene infatti presentata come una battaglia identitaria, ma come una responsabilità che riguarda l'intera società e misura il grado di umanità delle comunità civili.
A raccogliere questa prospettiva è il cardinale Matteo Zuppi, il cui messaggio ha rappresentato una vera e propria meditazione sul rapporto tra vita e pace. «La pace non è soltanto l'assenza di armi o il frutto di un accordo politico», scrive il presidente della Cei, «ma è prima di tutto un atteggiamento del cuore che parte dalla custodia della vita più fragile e inerme».
In un tempo segnato da guerre e conflitti che attraversano numerose regioni del mondo, Zuppi ha indicato una strada controcorrente: guardare al grembo materno come al primo luogo in cui si costruisce la pace. «La pace comincia proprio lì», afferma, «quando una donna e un bambino vengono accolti, custoditi e sostenuti, senza essere lasciati soli di fronte al dubbio, alla paura o alla difficoltà».
Il cardinale ha richiamato anche le parole pronunciate da Papa Leone durante l'udienza dello scorso 21 ottobre, secondo cui «la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura», collegando la difesa della vita alla costruzione di una cultura dell'accoglienza e della solidarietà. Una cultura che si oppone a ogni forma di scarto e che trova nei volontari del Movimento per la Vita una testimonianza concreta e quotidiana.
Non è mancato nel messaggio un affettuoso riferimento al Servo di Dio Carlo Casini, fondatore del Movimento per la Vita Italiano, la cui eredità continua a orientare il cammino dell'associazione. Per Zuppi, Casini ha mostrato con la propria vita che il diritto alla vita rappresenta la pietra angolare di una società «giusta, solidale, riconciliata, pacifica e pacificante».
L'apertura del 46° Convegno Nazionale assume così un significato che va oltre i confini associativi. Mentre il mondo continua a interrogarsi sulle vie della pace, il Movimento per la Vita rilancia una convinzione maturata in cinquant'anni di esperienza accanto alle madri e ai bambini: non può esistere una pace autentica se non si custodisce la vita laddove essa nasce. Dal grembo materno alla società intera, la pace si costruisce attraverso relazioni di cura, accoglienza e responsabilità.
È questa la sfida affidata ai partecipanti dal Papa e dal presidente della Cei: continuare a essere, spesso nel silenzio e lontano dai riflettori, operatori di pace attraverso il servizio alla vita nascente, ai più fragili e a chi si trova in situazioni di difficoltà. Perché, come ricorda il tema stesso del Convegno, la pace del mondo inizia dal sì pronunciato alla vita.
Momento particolarmente intenso della giornata inaugurale è stato infine l’intervento di don Maurizio Patriciello, sacerdote da anni impegnato nelle periferie umane e sociali del Paese, nel panel inaugurale che l’ha visto protagonista insieme a Marcella Reni, notaio calabrese, a lungo direttrice nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo e oggi presidente dell’associazione “Prison Fellowship”.
Con la forza della sua testimonianza Patriciello ha richiamato i partecipanti alla responsabilità di non abituarsi mai alle ferite della società e di continuare a stare accanto alle persone più fragili. Don Maurizio Patriciello è stato inoltre insignito del Premio giornalistico “Sì alla Vita Pirovano-Liverani”, intotolato a due firme storiche di Avvenire e giunto quest'anno alla sua terza edizione. Il riconoscimento gli è stato attribuito per la sua «instancabile testimonianza a difesa di ogni persona sin dal concepimento e del diritto di ogni comunità a un futuro di salute, giustizia e speranza».
Soemia Sibillo è vicepresidente del Movimento per la Vita italiano

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire