«Soldi alla scuola e non alla guerra»: da Livorno a Bologna, studenti in piazza

La mattinata di mobilitazione si è aperta con le prime iniziative: a Livorno e Trieste presidi nei porti contro i trasporti di armi. A Bologna bloccati gli ingressi di alcune scuole
Google preferred source
October 30, 2026
«Soldi alla scuola e non alla guerra»: da Livorno a Bologna, studenti in piazza
Lo striscione esposto dagli studenti milanesi / foto di Martino Mangalaviti
La giornata di sciopero generale si è aperta con decine di migliaia di persone in piazza e qualche preoccupazione per la tenuta dell'ordine pubblico. L'obiettivo del Viminale è garantire le proteste pacifiche e impedire che si ripetano i disordini e i saccheggi delle ultime mobilitazioni. 
A Bologna la mattinata è iniziata con il blocco degli ingressi di alcuni istituti superiori. Gruppi di studenti hanno chiuso gli accessi al Liceo Copernico, al Liceo Minghetti, al Liceo Fermi, al Liceo Arcangeli, al Liceo Laura Bassi e al liceo Righi e all'Istituto agrario Serpieri. Al Galvani, in via Castiglione, cassonetti sono stati piazzati davanti alle porte di ingresso. Da alcune scuole sono poi partiti i cortei, mentre in centro alcuni negozianti hanno provveduto a coprire le vetrine con pannelli di legno. A Milano alcuni studenti hanno occupato parte della sede stradale di via Pisani, tra piazza della Repubblica e la stazione Centrale, scandendo lo slogan "Noi le armi non le vogliamo". Poi hanno srotolato sull'asfalto uno striscione contro l'economia di guerra. In testa al corteo è stata esposta un'altra scritta: "Soldi alla scuola e non alla guerra".
A Livorno e Trieste si sono formati presidi davanti ai porti: i lavoratori partecipano alla mobilitazione internazionale contro le navi che trasportano armi. A Genova è stato bloccato l'accesso al varco Albertazzi.
(hanno collaborato Simone Marcer e Martino Mangalaviti da Milano)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire