Il giorno dei cento cortei e la strategia del Viminale: «Isolare i violenti»
«Gli allarmi ci sono», valuta il ministro Piantedosi, che ha disposto l’invio di «rinforzi» nelle città italiane (dove, secondo il sito mappadellarivolta.org, sono in programma 128 mobilitazioni) per «tutelare il diritto a manifestare» di chi scenderà in piazza pacificamente per lo sciopero generale dei sindacati di base, per la pace e contro il caro vita. La sfida del dispositivo di prevenzione messo in campo dall'Interno, con migliaia di agenti, sarà quella di provare a individuare facinorosi e infiltrati prima che attuino gesti violenti.

«Gli allarmi ci sono, perché avete visto questo modo molto insidioso di attivazione delle piazze. Ma non è nulla di diverso rispetto a quello che abbiamo trattato finora...». È il ministro dell’Interno in persona, al mattino, mentre arriva all’Auditorium di Roma per la cerimonia del 35esimo anniversario della fondazione delle Direzione investigativa antimafia, a confermare la linea della cautela e della massima attenzione del Governo rispetto allo sciopero generale proclamato dai sindacati di base e a un altro centinaio di eventi e manifestazioni in programma per oggi. In ogni provincia, il Viminale ha allertato le autorità di pubblica sicurezza: «Confido nella capacità di prefetti, questori e rappresentanti di vertice delle forze di polizia a livello territoriale di saper gestire anche i margini di imprevedibilità di questi fenomeni», argomenta ancora Matteo Piantedosi, «ci lavoriamo». La tensione sociale resta alta. Il sito web mappadellarivolta.org ha raccolto finora da organizzatori e partecipanti «128» segnalazioni di «mobilitazioni», segnate per la giornata odierna sulla cartina della Penisola, indicate come pacifiche ma in parte accompagnate dalla dicitura «possibili disagi». Un venerdì movimentato: dallo sciopero dei sindacati in diverse città ai presidi e ai cortei contro la guerra e contro il carovita (da Genova a Modena, da Brescia a Treviso, da Milano a Torino, Roma, Bari e altri capoluoghi) fino alle proteste e alle occupazioni studentesche in corso.
Il vertice al Viminale per concordare la linea
Al termine dell’evento per la Dia, il ministro rientra subito al Viminale: «Adesso torno in ufficio e incontrerò in una videocall tutti i prefetti, questori e rappresentanti delle forze di polizia di tutte le città potenzialmente impegnate in questo ennesimo fine settimana che si rivela problematico», spiega ai cronisti, ribadendo la propria fiducia nella «professionalità» dimostrata finora da «forze di polizia e autorità provinciali pubbliche». Più tardi la riunione ha luogo, con l’obiettivo - viene fatto filtrare - di «assicurare il massimo supporto a chi è impegnato sul campo e garantire che la libertà di manifestare non venga strumentalizzata da frange estremiste, attraverso violenze gratuite e preordinate».
La sfida della prevenzione: «Tutelare chi manifesta, isolando i violenti»
Al vertice, presieduto dal ministro, sono presenti le autorità di Ps di tutti i capoluoghi di Regione. Al termine, viene annunciata la messa a punto di un «articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente e garantire la sicurezza di tutta la comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze». Con quali misure potrebbero essere individuati eventuali infiltrati? In alcune città, si pensa al divieto prefettizio di sfilare indossando caschi o sciarpe per camuffarsi. Le forze dell’ordine si avvarranno presumibilmente di schieramenti di agenti e blindati, di agenti in borghese, elicotteri o droni per la vigilanza e di tutti gli strumenti normativi (identificazioni, arresti, Daspo e altro) presenti nel Codice e introdotti nella legislazione coi vari pacchetti sicurezza. E, come per gli ultimi eventi, potrebbero scattare all’alba anche fermi preventivi: «Il nuovo decreto ha mostrato di funzionare», considera il Guardasigilli Carlo Nordio, convinto inoltre che quando manifestazioni simili avvengono in più nazioni contemporaneamente, «il sospetto è che dietro vi siano forme di organizzazione nonspontaneistiche». Al Viminale, è stata effettuata un’analisi degli scenari ipotetici «nelle aree più sensibili delle città, interessate da proteste e mobilitazioni». Il numero complessivo delle migliaia di agenti che oggi saranno schierati non è noto, ma il Viminale assicura l’invio di «rinforzi» che «garantiranno un capillare presidio del territorio per la gestione dei numerosi eventi in programma».
L'interrogazione parlamentare del Pd: «Il ministro Piantedosi sapeva in anticipo dei disordini del 17-18 ottobre?»
Intanto, in Parlamento le opposizioni chiedono conto delle ricostruzioni giornalistiche secondo cui gli apparati di sicurezza avrebbero avvisato il Governo 48 prima in merito alle violenze giovanili avvenute a Milano: «Abbiamo depositato un’interrogazione al ministro dell’Interno per sapere se fosse stato informato e quali misure siano stato adottate», incalzano i dem Matteo Mauri e Debora Serracchiani. Ma una prima risposta arriva dal direttore centrale della Polizia di Prevenzione, Lucio Pifferi: «Nessun allarme è stato sottovalutato», afferma, aggiungendo che le azioni «diffuse e frastagliate di devastazione e saccheggio del 17 e 18 ottobre» non erano «completamente prevenibili per le dimensioni e per le modalità con cui, per la prima volta, sono state poste in essere».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di AvvenireTemi






