Avis: più risorse per rafforzare l'autosufficienza nella raccolta di sangue e plasma
di Redazione romana
Le richieste dell'associazione donatori al Governo, in vista della legge di bilancio, nel corso di un convegno al Senato. Il presidente Bianchi: all'ascolto seguano decisioni e una programmazione stabile

Sostenere le associazioni dei donatori e investire nella raccolta nazionale di plasma per ridurre la dipendenza dal mercato e rafforzare l’autosufficienza: sono le priorità che Avis Nazionale chiede di tradurre in impegni concreti nella prossima legge di bilancio. Le richieste sono state al centro del convegno “Gratuità, fiducia e innovazione. I principi che guidano il futuro del sistema trasfusionale italiano”, promosso in Senato dall’Intergruppo parlamentare dei donatori di sangue, su iniziativa del presidente Sandro Sisler, in collaborazione con Avis.
«Abbiamo fortemente voluto questo incontro e lo abbiamo proposto all’Intergruppo perché tutte le componenti del sistema potessero confrontarsi apertamente nelle sedi delle istituzioni – ha spiegato Oscar Bianchi, presidente di Avis nazionale –. Ora chiediamo che all’ascolto seguano decisioni, risorse e una programmazione stabile. Le associazioni devono poter accompagnare i donatori tenendo conto dei loro tempi e delle loro vite. Per farlo servono convenzioni stabili e un sostegno concreto, anche economico». Avis, perciò, chiede di rafforzare il modello previsto dalla legge 219 del 2005, che riconosce il ruolo delle associazioni nel Servizio sanitario nazionale e affida loro la chiamata alla donazione, secondo una programmazione concordata con le strutture trasfusionali. L’associazione propone, inoltre, di destinare progressivamente una parte delle risorse oggi impiegate per acquistare plasmaderivati sul mercato al potenziamento della raccolta e della lavorazione del plasma donato. «Investire nella raccolta può ridurre i costi e rafforzare l’autosufficienza. Proponiamo di riorientare risorse che il sistema già spende, costruendo capacità nel nostro Paese. Occorrono obiettivi verificabili e una valutazione di tutti i costi, dalla raccolta alla trasformazione industriale», ha proseguito Bianchi.
La gratuità del dono resta un principio irrinunciabile anche nell’attuazione del Regolamento europeo SoHO (Sostanze di origine umane). «Se al gesto fosse riconosciuto un corrispettivo economico, anche minimo e sotto qualsiasi forma, per noi si parlerebbe di dazione, non più di donazione. Rimuovere gli ostacoli e i costi sostenuti da chi dona deve rendere possibile il gesto, senza attribuirgli un prezzo», ha aggiunto Bianchi. Avis richiama anche l’importanza di tutelare i dati personali (perché non vengano usati per altri scopi) e valorizzare i giovani, che rappresentano una componente significativa dell’associazione: circa 350 mila soci hanno meno di 35 anni.
A portare i suoi saluti, il presidente del Senato, Ignazio La Russa. «Credo che un convegno come questo sia importante non soltanto per i temi affrontati, ma anche perché contribuisce ad accrescere la consapevolezza del ruolo fondamentale che oggi rivestono la trasfusione e, di conseguenza, la donazione del sangue – ha aggiunto il senatore - Quest’ultima è stata finora considerata quasi esclusivamente un atto di liberalità, mentre rappresenta un elemento essenziale per la tutela della salute dell’intera popolazione».
L’importanza del confronto è stata sottolineata dal presidente dell’Intergruppo parlamentare, il senatore Sandro Sisler. «Sono contento di essere riuscito a riunire attorno allo stesso tavolo tutti gli attori del sistema trasfusionale - ha detto - Abbiamo ruoli differenti, ma dobbiamo perseguire lo stesso obiettivo: un sistema trasfusionale gratuito, fondato sulla fiducia e con i donatori al centro. Soltanto attraverso una collaborazione sinergica tra tutti questi attori sia possibile affrontare e risolvere una delle sfide più importanti: garantire l’autosufficienza del nostro Paese in un settore così delicato come quello della raccolta del sangue e del plasma. Un obiettivo per il quale l’Avis, insieme alle altre associazioni di donatori, sta lavorando con grande impegno. Nell’interesse delle persone che hanno bisogno di cure, dobbiamo agire nel rispetto delle regole, assicurando trasparenza nelle responsabilità».
L’importanza del ruolo della politica è stata sottolineata anche dal senatore Franco Zaffini, presidente della commissione Sanità del Senato. «La politica ha bisogno delle evidenze e delle sollecitazioni che arrivano dal mondo della scienza e del volontariato, da tradurre in proposte sostenibili anche dal punto di vista economico – ha spiegato - È quello che tenteremo di fare nella prossima legge di bilancio, con l’obiettivo di cominciare a risolvere i problemi legati soprattutto alla disponibilità dei farmaci. Dobbiamo garantire la stessa assistenza in tutto il Paese, da Caltanissetta ad Aosta». Dal confronto è nato il percorso verso un “Manifesto della gratuità del dono”, promosso dall’Intergruppo parlamentare e aperto alla condivisione di tutte le componenti del sistema.
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