Ritorno alle urne, governo di minoranza o di unità nazionale: i tre scenari per il dopo voto in Israele

di Redazione Esteri
Un accordo con i partiti arabi porterebbe Eisenkot, leader di Yashar, arrivato secondo dopo il Likud, alla formazione di un esecutivo. Ma il presidente Herzog parrebbe più propenso a un governo di unità
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October 29, 2026
Ritorno alle urne, governo di minoranza o di unità nazionale: i tre scenari per il dopo voto in Israele
Gadi Eisenkot a Tel Aviv all'apertura dei seggi / FOTOGRAMMA
Dopo le elezioni di martedì in Israele, ecco quali sono i tre possibili scenari per il dopo voto. 
1) GOVERNO DI MINORANZA DI EISENKOT (Servirebbe però il sostegno dei partiti arabi)
Visto che nessuna delle due coalizioni ha la maggioranza, sarebbe possibile un governo di minoranza. Per farlo servirebbe la collaborazione dei partiti arabi, con un sostegno esterno o comunque un’astensione e almeno un deputato arabo dovrebbe votare a favore. Vista l’animosità del premier uscente Benjamin Natanyahu contro di loro, questo scenario sarebbe possibile solo con Gadi Eisenkot, il leader di Yashar, arrivato secondo dietro il Likud. È considerato uno scenario poco probabile, anche perché contrari a un governo di minoranza si sono già detti gli altri leader dell’opposizione. Inoltre un appoggio esterno dei partiti arabi sarebbe un passo molto drastico che Eisenkot e i suoi alleati non paiono disposti a compiere.
2) GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE (È lo scenario preferito del presidente Herzog)
Un’altra possibilità è la formazione di un governo di unità nazionale, guidato da Benjamin Netanyahu, il cui Likud è comunque rimasto primo partito, con l’adesione di Yashar di Eisenkot. I partiti dell’ultradestra ora alleati con Netanyahu sarebbero esclusi. A premere secondo vari media israeliani è lo stesso presidente Isaac Herzog, che vuole evitare un ritorno alle urne. Secondo fonti politiche citate da vari media anche la Casa Bianca preferirebbe questo scenario, che manterrebbe Netanyahu, alleato di Donald Trump, come premier. Le pressioni sono insomma forti, per tutta la campagna elettorale, però, l’opposizione ha escluso categoricamente di far parte di un governo guidato da Netanyahu, o anche di cui ne faccia solo parte. Le cose potrebbero cambiare se il Likud proponesse un altro nome, ma è molto improbabile.per i
3) RITORNO ALLE URNE (Scenario preferito da Netanyahu)
Sono molti i commentatori che ritengono nuove elezioni una chiara possibilità. Secondo molti sarebbe lo scenario preferito del premier uscente. Il quale starebbe scommettendo su una più bassa affluenza. E cioè che non si ripeterebbero né l’altissima affluenza degli elettori arabi, né il grande flusso di israeliani arrivati dall’estero per votare. Oltretutto Netanyahu fino al voto resterebbe premier facente funzioni con la sua attuale coalizione. In teoria l’opposizione potrebbe obbligarlo a dimettersi, per farlo però avrebbe bisogno del sostegno dei partiti arabi, fatto che il Likud sicuramente si giocherebbe in campagna elettorale.

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