Youssef Siher di nuovo libero dopo la decisione dei giudici. Meloni: decisione vergognosa

La giudice per le indagini preliminari Tiziana Landoni ha rigettato la richiesta di convalida del fermo per l'amministratore del canale Telegram "Movimento 17 ottobre". «Non voleva arrecare danno allo Stato». La premier: così si mortificano forze dell'ordine, inquirenti e ministero dell'Interno
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October 28, 2026
Youssef Siher di nuovo libero dopo la decisione dei giudici. Meloni: decisione vergognosa
Youssef Siher / Ansa
È di nuovo scontro tra il governo e la magistratura. A far da detonatore questa volta è stato il caso Siher, la cosiddetta "mente" del Movimento 17 ottobre, rimesso in libertà dai giudici questa mattina. In campo è scesa anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha parlato di «vergogna».
La gip Tiziana Landoni ha infatti rigettato la richiesta di convalida del fermo del 30enne di origini marocchine e l'applicazione della misura cautelare in carcere proposta dalla pm Francesca Crupi, titolare dell'inchiesta con il procuratore Marcello Viola. Youssef Siher è il ricercatore italiano fermato la notte di sabato scorso in qualità di amministratore del canale Telegram "Movimento 17 ottobre", che era stato aperto dopo la due giorni di saccheggi e devastazioni a Milano.
Secondo Landoni, i messaggi diffusi via Telegram da Siher avrebbero avuto lo scopo di «promuovere la formazione di una coscienza collettiva» e non di «arrecare un grave danno allo Stato» o di «intimidire la popolazione (...) suscitando nella società nel suo complesso un turbamento profondo e perdurante». La giudice ha poi riconosciuto che «le affermazioni di critica rivolta allo Stato, all'attuale Governo e ai media» erano «connotate da toni aspri ed espressioni volgari» .
Si tratta di «una decisione vergognosa» ha commentato la premier in un video sui social. «Penso - aggiunge la premier - che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell'ordine, degli inquirenti, del ministero dell'Interno e in generale di tutti coloro che si adoperano per difendere la gente perbene dal rischio di vedere devastate le proprie città e i propri esercizi commerciali».   

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