Il nodo Kiev per il Pd, l'enigma Renzi per la coalizione: tutti i tabù del centrosinistra

L'ultimo fine settimana ha visto M5s e Avs rompere gli indugi sul cantiere del programma: siamo pronti al confronto. Ma il Partito democratico non ha interesse ad accelerare, perché "riformisti" e "correntone" sono divisi su riarmo e diplomazia, mentre rimane aperto per il Campo largo il caso Italia Viva. Sulla gamba centrista manca ancora chiarezza
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October 26, 2026
Il nodo Kiev per il Pd, l'enigma Renzi per la coalizione: tutti i tabù del centrosinistra
Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Elly Schlein e Angelo Bonelli durante un'iniziativa comune del centrosinistra
L’indicazione temporale è vaga: «in settimana» i leader del centrosinistra si vedranno per iniziare a parlare di programma. Probabilmente quelli della fotografia - Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli - e con un diverso tasso di convinzione. Perché per Angelo Bonelli incontrarsi era ormai quasi una questione di principio, considerando come Pd e M5s stiano monopolizzando la discussione. Per Giuseppe Conte, invece, la convocazione del tavolo consente di allentare la tensione sulle primarie e sul suo rapporto con Elly Schlein. Per la leader dem, invece, la nuova futura fotografia di gruppo appare più come una gentile concessione agli alleati, ma non tale da produrre accelerazioni che al momento il suo stesso partito non può reggere (specie sulla politica estera).
La giornata di sabato ha visto i leader del centrosinistra distribuirsi lungo lo Stivale. La segretaria del Pd a Cagliari (alla Festa dell’Unità tematica sulle “intelligenze”, coordinata da Marco Meloni) si è presa, a sera, l’ultima parola: «Alle prossime elezioni non si gioca solo il futuro Paese, ma anche dell’Europa. Sono convinta che insieme riusciremo a vincere le prossime elezioni. Evviva l’alleanza progressista». Sembra un appello a spegnere i continui fuochi polemici che potrebbero favorire la coalizione meloniana.
Prima di lei, però, avevano parlato Conte e Bonelli, “bruciando” la notizia dell’incontro programmatico. Il tavolo, spiega l’ex premier, è pronto, si può riunire «già questa settimana». Parole che strappano l'applauso di Angelo Bonelli che, come rivendica, è stato tra i primi e più accorati sostenitori della necessità di accelerare sul tavolo di centrosinistra. Lo stesso Bonelli in giornata aveva cercato i due leader per avere il consenso sull’incontro, che è arrivato, spiega il co-leader di Avs, anche da Elly Schlein.
Da sapere c’è poco altro. Soprattutto, appare difficile che all’incontro possa partecipare Matteo Renzi. Anche perché la gamba centrista di sostegno alla coalizione è un cantiere aperto segnato da mille diffidenze. Conte, il più scettico sull’accordo con Italia Viva, ci scherza su: «Viene Renzi? Allora venite anche voi...», dice lasciando la kermesse di Alessandro Onorato, uno dei leader centristi in cerca della strada che porta al Parlamento.
Il Pd insomma accetta l’incontro, ma con cautela. «Il tavolo non è questione di tempi, il programma deve essere partecipato...» dice Marco Sarracino, tra i più vicini alla segretaria. Il timing Pd è già definito: programma entro fine anno e primarie a inizio 2027, in base alla data del voto.
E ribadire la tappa delle primarie per il Pd significa anche rispondere ai retroscena - smentiti da Conte - secondo cui l’ex premier starebbe per tornare alla carica sul “terzo nome”, dando la disponibilità al passo indietro poiché Schlein sarebbe ritenuta non adeguata alla sfida con Meloni. Conte, come detto, ha smentito tutto. Ma il rumore di fondo è rimasto.
Il Pd è cauto, anche perché internamente deve risolvere un po’ di problemi. Sabato a Montepulciano era riunito il cosiddetto “correntone” a sostegno della segretaria. A Orvieto, invece, l’ala riformista che dal punto di vista dei contenuti dialoga anche con Renzi. Le divergenze sono nello screzio a distanza tra l’orvetiano Guerini e il “correntonista” Orlando. «La diplomazia non significa rimuovere il sostegno a Kiev», dice Guerini. «Sinora diplomazia non ce n’è stata», ribatte Orlando. Distanze da ricucire, altrimenti dialogare con M5s e Avs sarà difficile.
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