La spiritualità dell'Umbria nel ritorno inedito di McCurry
Il fotoreporter americano dedica un nuovo lavoro alla terra di san Francesco con un workshop che ha coinvolto altri nove fotografi: «In Umbria, la spiritualità affiora nella vita quotidiana: in un gesto, in un volto, nella luce e nel legame tra le persone e la terra». La mostra "Spirituality" fino al 10 gennaio all'Accademia di Belle Arti di Perugia

Dopo l’Umbria delle meraviglie e quella sulle vie di san Francesco, Steve McCurry torna a raccontare il cuore verde d’Italia in maniera inedita, quasi intima, con un progetto sulla spiritualità. Quella delle chiese, dei monasteri e dei riti della tradizione che qui trovano una casa e una luce particolare. Ma anche quella che trasmette la quiete di un paesaggio, la dignità di un volto, un incontro casuale, la relazione silenziosa che lega le persone ai luoghi in cui vivono: una bambina che corre per le vie di Perugia, due donne che cuciono in strada a Panicale, i pescatori del Trasimeno. Il fotografo americano, autore di alcune delle immagini più riconoscibili del fotogiornalismo contemporaneo, a cominciare dal celebre ritratto della ragazza afghana dagli occhi verdi, è stato protagonista di un workshop con sette fotografi professionisti e due studenti dell'Accademia di Belle Arti di Perugia, in una esperienza di ricerca sul campo e il modo di osservare: imparare ad aspettare, avvicinarsi alle persone senza forzare la scena, riconoscere una storia anche dove apparentemente non accade nulla. Da questo percorso condiviso sono nate nove ricerche autonome che hanno dato vita alla mostra “Spirituality” (dal 30 ottobre al 10 gennaio all'Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, l'inaugurazione domani alla presenza dell'autore). Le foto del workshop, ma anche trenta immagini inedite di McCurry per raccontare l'Umbria attraverso paesaggi, volti e gesti quotidiani.












McCurry: «Una fotografia non può spiegare la spiritualità. Ma, a volte, può avvicinarci a essa»
«La spiritualità e la devozione non sono sempre visibili – dice Steve McCurry, anticipando in un video il senso del suo lavoro –. A volte si avvertono nel silenzio, in un gesto o nel modo in cui la luce entra in una stanza. San Francesco appartiene alla memoria di questa terra. La sua presenza vive ancora nel paesaggio, nelle persone e nella semplicità della vita quotidiana. Sono venuto in Umbria per guardare oltre. Volevo trovare la devozione nei momenti quotidiani, nel lavoro, nella solitudine e nei legami umani. La fotografia non può rendere visibile ciò che è invisibile. Ma può invitarci a guardare con maggiore attenzione. Può custodire un gesto, un incontro o un momento di quiete che, altrimenti, potrebbero scomparire. Una fotografia non può spiegare la spiritualità. Ma, a volte, può avvicinarci a essa». «La fotografia comincia allora dall'attenzione – conclude –. Prima di prendere in mano la macchina fotografica, dobbiamo fermarci, ascoltare e lasciare a una persona o a un luogo il tempo di rivelare qualcosa di sé. Questo workshop è nato da quella stessa attenzione».
Da Montefalco a Trevi, un viaggio fra luoghi inaspettati
Il risultato è il racconto di un’Umbria meno frequentata dai grandi itinerari turistici e spesso lontana dalle rappresentazioni più consuete della regione. Il lavoro fotografico coinvolge cinque ambiti territoriali, dalla Valnerina all'Orvietano, dal Nord Est dell'Umbria al Trasimeno, fino alla Media Valle del Tevere. Luoghi diversi per storia, paesaggi e tradizioni, nei quali la vita delle comunità conserva un rapporto profondo con il territorio. Qui la fotografia diventa anche un modo per portare l'attenzione sulle aree interne, sul loro patrimonio culturale e umano, sulle storie che raramente trovano spazio nei racconti più conosciuti.
Anche l'allestimento della mostra riflette questo spirito e il confronto fra i diversi osservatori. Al piano terra dell'Accademia saranno presentati i lavori dei nove partecipanti, mentre la Pinacoteca ospiterà le trenta nuove fotografie di McCurry, accanto a una selezione di immagini realizzate durante i suoi precedenti soggiorni in Umbria e scelte personalmente dall'autore. Un accostamento che permette di ripercorrere il suo rapporto con la regione attraverso stagioni diverse, ritrovando luoghi e atmosfere che continuano ad alimentarne l'immaginario. Più che una documentazione del paesaggio, un racconto costruito attorno alla memoria degli incontri e alla possibilità di scoprire qualcosa di nuovo anche in territori già attraversati. Da Montefalco a Gubbio, passando per Bevagna, Assisi, Perugia, Spoleto, Trevi e tanti luoghi inaspettati.
La mostra, con direzione creativa di Steve McCurry è a cura di Paul Henry Robb, sarà visitabile gratuitamente dal giovedì alla domenica, dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30, con aperture straordinarie durante le festività natalizie.
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