Da qui a gennaio attese 227 manifestazioni; per il Viminale è allerta continua

Per venerdì, sono 102 le manifestazioni attese, insieme allo sciopero generale dei sindacati di base. Scuola, crescono le occupazioni: in un liceo di Roma identificati diversi minori
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October 26, 2026
Da qui a gennaio attese 227 manifestazioni; per il Viminale è allerta continua
La manifestazione di sabato 24 ottobre 2026 contro il carovita a Milano/ FOTOGRAMMA
Al secondo piano del palazzo del Viminale, dove si trova il Centro situazioni del Dipartimento di pubblica sicurezza, è una giornata impegnativa ma, almeno in apparenza, di quelle non troppo roventi. L’attenzione di dirigenti e funzionari resta alta, davanti ai computer che raccolgono e analizzano le informazioni provenienti da tutta Italia sull’ordine pubblico e gli alert su eventuali situazioni di emergenza. Lo scoglio delle manifestazioni di sabato è stato superato, con un primo bilancio che riferisce di quasi 5mila identificati, 371 fermati (fra cui 110 minorenni), 9 persone arrestate nel corso di tensioni e scontri in diverse piazze italiane. Il prossimo giorno caldo potrebbe essere venerdì, quando sono attese nuove manifestazioni lungo la penisola. La linea del Governo è chiara e la presidente del Consiglio l’ha ribadita più volte in questi giorni: «Il diritto di manifestare va sempre garantito, come il diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza», argomenta Giorgia Meloni, precisando che in quella direzione va il nuovo decreto legge approvato dal Cdm per «dare allo Stato strumenti più efficaci per prevenire le violenze».

Sul sito «Mappadellarivolta,org»
previsti 102 eventi solo per venerdì

Di certo, previsioni alla mano, l’autunno da poco iniziato da caldo rischia di farsi rovente. Il malessere generato dal caro vita dovuto all’inflazione, la rabbia degli autotrasportatori e di altre categoria per i continui rincari dei carburanti, il ribollire del mondo studentesco finiscono per affiancarsi o perfino sommarsi, mescolandosi nel calderone generale delle proteste, che - fra quelle annunciate in questura, auto convocate sui social e perfino improvvisate - continuano ad aumentare di numero. Per averne un’idea, si può scorrere l’elenco di eventi, sit-in, occupazioni e cortei «segnalati da chi li organizza e da chi partecipa», costantemente aggiornato sulla home page di un sito web dal nome emblematico: mappadellarivolta.org . Il suo contatore indica sino a fine gennaio, «227 mobilitazioni in programma», fra cui «50 cortei, 24 presidi, 54 scioperi generali, 37 scioperi di categoria, 1 picchetto, 21 assemblee e 40 altre iniziative». Il sito, da quel che si legge, funziona come una sorta di bacheca, raccogliendo - avvertono le sue regole - «solo iniziative pubbliche e pacifiche, con una fonte (comunicato, locandina, calendario ufficiale)», niente dati personali (»chi organizza si indica con la sigla») e niente «inviti a bloccare, occupare o scontrarsi», tanto che blocchi e occupazioni possono essere inseriti solo «come avviso» su «possibili disagi». Ebbene, solo ieri, sul sito erano indicati 31 eventi, da Ventimiglia fino a Palermo, con diverse categorie in strada (autotrasportatori in Sicilia e nel Foggiano; agricoltori in Calabria; studenti in diversi atenei) e la voce «possibili disagi» piuttosto ricorrente. Oggi il contatore del sito annuncia altri 22 fra blocchi e sit-in, domani 14, giovedì 7 e poi venerdì l’impennata: ben «102» manifestazioni. L’elenco è lungo e contiene un po’ di tutto: dallo sciopero generale proclamato in diversi settori privati e pubblici (come trasporti, sanità e scuola) dalle sigle del sindacato di base ai «cortei» di lavoratori, studenti e cittadini «contro il caro vita, i tagli all’istruzione e il riarmo», previsti in diverse città (da Milano a Torino; da Genova a Roma fino a Siracusa e altre ancora). Eventi noti anche a questure e prefetture, che hanno predisposto o stanno predisponendo adeguati servizi di ordine pubblico, confidando che la natura di ogni singola manifestazione rimanga tale e non vi si infiltrino elementi facinorosi intenzionati a innescare tensioni o scontri di piazza.

Le occupazioni scolastiche crescono

Sulla cartina dell’Italia spiccano anche diverse occupazioni studentesche in atto in scuole e facoltà universitarie: da Roma a Milano, Napoli, Bologna e Torino, fino alle assemblee nei licei di Palermo e a un corteo a Firenze. Non senza qualche frizione: nel liceo romano Giordano Bruno sono intervenuti gli agenti della Digos, chiamati forse dalla dirigente scolastica dopo un tentativo di occupazione. Sono stati identificati prima 7 ragazzi non iscritti alla scuola - accompagnati in commissariato per poi essere riaffidati ai genitori - e poi altri 5 giovani a volto coperto e con catene, estranei al liceo ma presenti nel giardino. «I ragazzi sono stati portati via e scortati in commissariato mentre stavano portando avanti la protesta e l’occupazione dell’istituto», afferma Simone Montori, della Rete degli Studenti Medi del Lazio, protestando per la «risposta repressiva di gravità inaudita di fronte alla mobilitazione studentesca».

L’affondo di Mantovano: c'è pure l'uso di droghe dietro scontri del 17 ottobre

La convinzione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano è che «nei disordini del 17 e 18 ottobre e anche in quelli più contenuti dell’ultimo fine settimana» non vada trascurato «un aspetto e cioè che molti di questi ragazzi, o almeno una fascia, prima di darsi alle devastazioni e ai saccheggi hanno assunto sostanze stupefacenti». Considerazioni che fanno infuriare le opposizioni: «Parole vergognose, che mirano a delegittimare ogni protesta sociale», lamenta il capogruppo di M5s alla Camera, Riccardo Ricciardi, ritenendo che Mantovano faccia parte di «una crociata» contro «milioni di ragazzi e ragazze del nostro Paese», accusati dalla destra di essere «nullafacenti e sfaticati, ora anche drogati» solo «per distogliere l'attenzione dai problemi quotidiani , a partire dalla casa e dai salari».

La lente sui social, l’intelligence
e i blitz preventivi

In attesa che la magistratura accerti l’effettivo profilo e le reali intenzioni della presunta “mente” di alcune proteste - il ricercatore bresciano Youssef Siher, in carcere con l’accusa d’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e di violenza organizzata - l’Aisi e la Polizia postale continuano a monitorare le piattaforme social (da Instagram, a Tiktok e Telegram) su cui molti giovani, alcuni anche connessi al Movimento 17 ottobre, organizzano eventi. I violenti vanno «isolati» prima che facciano danni, è la parola d’ordine del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Prima di sabato, a scopo preventivo, in tutta Italia sono state eseguite centinaia d fermi e perquisizioni (oltre a fogli di via, Daspo e altri provvedimenti dei questori), utilizzando anche le norme del recente decreto legge. E non è escluso che altri blitz arrivino nei prossimi giorni. Intanto, la lista di proteste segnalate sulla mappa della rivolta si allunga. Disagio giovanile e maranza a parte, è la miccia del caro vita e dei prezzi alle stelle di diesel e benzina a tenere accesa nel Paese la tensione sociale.

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