A sei anni disegna cosa vuol fare da grande. Ma l'Ia dirotta il sogno di Harper
In una scuola americana il disegno di una bambina viene trasformato con l'Ia in una foto di una ragazza perfetta. La madre protesta: perché un compito sui sogni è diventato una lezione sulla bellezza?

Harper ha sei anni e da grande vuole fare l’infermiera. Nella sua scuola, in Carolina del Sud, ha raccontato quel desiderio con un disegno. A casa, però, è tornata anche con un’altra immagine, una foto generata dall’intelligenza artificiale che rappresenta una versione di sé a venticinque anni: una ragazza con un sorriso smagliante, in forma ottima, l’incarnato impeccabile, la piega perfetta e – sì – anche gli abiti da infermiera.
Nella foto il mestiere sognato dalla bambina è l’ultima cosa che si nota: la giovane creata con l’Ia è soprattutto una ragazza bellissima. Niente di male se non fosse che anche Harper se n’è accorta subito e alla madre Nikki Anderson ha detto di apprezzare i capelli della se stessa di un ipotetico futuro e di sperare, da grande, di diventare così bella.
Di fronte alla reazione della figlia la mamma – che ha poi raccontato la vicenda alla rivista People – si è stupita e arrabbiata: se il compito era immaginare il proprio lavoro da grandi, perché si è finiti a pensare all’aspetto che si avrà? Ha ragione: per i bambini, soprattutto se molto piccoli, non è utile avere dei “canoni estetici”, ovvero dei modelli che suggeriscono quali visi e corpi considerare belli.
Eppure, qualche anno fa uno studio americano ha scoperto che i canoni estetici entrano molto presto nella vita delle ragazze: fin dai tre anni le bambine, dopo aver visto centinaia di corpi snelli nella pubblicità e nei cartoni animati, desiderano essere magre e poi provano in ogni modo a ottenere l’obiettivo, magari trascurando cose più importanti.
La bellezza, però, non è tutto e non è uguale per tutti. L’Ia – con le sue immagini che sembrano fotografie – rischiano di farcelo dimenticare e a porre aspettative esagerate, a maggior ragione se dall'altra parte dello schermo c'è una bambina. Già, perché nessuna Ia può sapere come diventerà Harper. E nemmeno lei. È questo il bello: bambine e bambini hanno bisogno di spazio per crescere, cambiare idea e diventare persone che oggi nessuno sa ancora disegnare.
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