Fabbri, carpentieri, operai: chi sono i morti sul lavoro. «La sicurezza non può essere affidata al caso»

La cronaca delle ultime ventiquattr'ore spiega bene come esista un problema trasversale di protezione e garanzie, a tutte le età e in tutti i settori. Uil: si istituisca il reato di omicidio sul lavoro, nasca una Procura ad hoc. L'Anmil: no all'indifferenza delle istituzioni
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October 29, 2026
Fabbri, carpentieri, operai: chi sono i morti sul lavoro. «La sicurezza non può essere affidata al caso»
Chi sono i morti sul lavoro in Italia? Quali sono le loro storie, che quotidianamente si affacciano nelle brevi in cronaca? Le ultime ventiquattr'ore dicono molto, da questo punto di vista. Ieri a Pisa, al Centro grandi ustionati è deceduto Kabir Mohidul, operaio bengalese di 29 anni rimasto gravemente ferito nell’incendio avvenuto il 29 settembre nello stabilimento Fincantieri di Ancona. Il giovane era stato soccorso dopo l’esplosione di fiamme durante un intervento di carpenteria. Nello stesso incidente aveva perso la vita il collega Sofiane Boutraa, 55 anni, tunisino e padre di tre figli. Entrambi lavoravano per una ditta appaltatrice. Sempre ieri un operaio di 65 anni è morto folgorato in un’azienda del polo avicolo di Modica, nel Ragusano. A Villafrati, nel Palermitano, è deceduto il fabbro 39enne Giovanni Patricola, precipitato dopo il crollo di un balcone durante lavori di ristrutturazione.
Fabbri, carpentieri, operai. Persone che lavorano nei cantieri edili o nelle grandi fabbriche, addetti alla manutenzione o giovani precari. Spesso, anche persone anziane che perdono la vita in contesti difficilmente spiegabili. «Serve una procura speciale che indaghi, come esiste in altri casi, e che ci sia l'omicidio sul lavoro» ha detto Claudia Mazzucchelli, segretaria generale della Uil Marche, dopo la morte di Kabir. «Nessuna produzione, nessuna scadenza e nessun modello organizzativo possono giustificare condizioni in cui la sicurezza dei lavoratori non sia pienamente garantita - aggiunge la sindacalista - vanno invece rafforzate concretamente prevenzione, formazione, coordinamento delle attività e gestione dei rischi interferenziali, soprattutto nei grandi cantieri e nelle filiere dell'appalto»
In certe zone, poi, la situazione della sicurezza sul lavoro è drammatica. Questa mattina lo ha ricordato Giorgia Lauretta, reggente dell'Anmil Sicilia. «In una Sicilia già profondamente colpita da un'altra tragedia sul lavoro, con la morte dei quattro braccianti di Canicattì di lunedì scorso, la morte di Giovanni Patricola richiama ancora una volta l'attenzione sulla gravità dell'emergenza infortuni e la necessità di interventi concreti e immediati». Nella regione, le denunce di infortunio sul lavoro sono state 18.909, contro le 17.272 dello stesso periodo del 2025, con un aumento del 9,5%. Le denunce di infortunio mortale sono passate da 57 a 61, mentre quelle relative alle malattie professionali sono salite da 1.061 a 1.481, con un incremento del 39,6%. «Dietro questi numeri - sottolinea Anmil - ci sono lavoratori esposti a rischi, famiglie coinvolte e conseguenze È indispensabile rafforzare la prevenzione e fare in modo che la tutela della salute e della sicurezza diventi una priorità effettiva in ogni ambiente di lavoro».
Particolarmente preoccupante è il quadro della provincia di Palermo, dove gli indicatori evidenziano un ulteriore peggioramento. «Non possiamo rimanere indifferenti di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro, di fronte all’ennesimo operaio che precipita nel vuoto mentre svolge la propria attività. Dietro ogni incidente ci sono una persona, una famiglia e un futuro spezzato. Non è accettabile che si continui a morire o a rimanere gravemente feriti mentre si lavora. La sicurezza non può essere affidata al caso» ha sottolineato Lauretta dell'Anmil. 

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