Rai, Sky Arte e la storia della prima regista italiana

Rai 3 anticipa Sky Arte e riporta alla luce Elvira Notari, prima regista italiana: un’immensa opera quasi scomparsa e una vita segnata da censura e silenzi.
February 12, 2026
Rai, Sky Arte e la storia della prima regista italiana
La Rai che precede Sky, ovvero la tv in chiaro che anticipa la pay tv è una notizia. Fatto sta che il documentario Elvira Notari. Oltre il silenzio, annunciato in prima visione su Sky Arte per la sera di venerdì 13 febbraio, è andato in onda tre giorni prima su Rai 3, nel pomeriggio di martedì 10. In ogni caso, per chi l’ha visto l’altro ieri o per chi lo vedrà domani sera, il documentario realizzato da Valerio Ciriaci merita un pensiero perché racconta la storia non molto conosciuta della prima regista cinematografica italiana, una delle prime della storia del cinema mondiale, nata a Salerno nel 1875, poi trasferita a Napoli, autrice di ben sessanta lungometraggi e centinaia di cortometraggi e documentari, tutti usciti tra il 1906 e il 1929 dalla casa cinematografica da lei fondata, la Dora Film.
Eppure, sembra impossibile, ma di questa vastissima produzione sono rimasti solo tre film completi e alcuni frammenti. Per di più la regista, che prese il cognome dal marito, il fotografo Nicola Notari, non ha lasciato lettere né diari e poche sono le fotografie che la ritraggono. Ciò non ha comunque impedito l’avvio di una sua riscoperta grazie anche a un documentario come questo (presentato all’ultima Mostra internazionale d’arte cinematografica a Venezia e inserito nella lista dei candidati per il Miglior documentario ai David di Donatello 2026) che affronta anche la questione dell’oblio conseguente al ritiro della cineasta campana a vita privata a Cava de’ Tirreni, nel 1930, per il peso della censura fascista, per le difficoltà nell’adattarsi al cinema sonoro, ma anche per le tensioni familiari mai risolte, come suggerisce la recente scoperta di documenti che rivelano che Elvira e Nicola ebbero una terza figlia, Maria, affidata a un orfanotrofio e mai più incontrata.
Forse proprio questa scelta, presa per salvaguardare l’attività professionale, non fu mai perdonata alla regista. Di contro, uno degli altri due figli, il primogenito Eduardo (alias Gennariello), risulta onnipresente nei film della madre. Di lui, scomparso nel 1986, il regista Ciriaci ha recuperato anche una vecchia intervista nella quale ricorda tra l’altro come la Dora Film fosse specializzata nella colorazione delle pellicole fotogramma per fotogramma, secondo una tecnica artigianale comunque piuttosto usata e i cui primi esperimenti risalgono addirittura alla fine dell’Ottocento.
Ma è pur sempre una curiosità, come il fatto che nella realizzazione dei suoi film la Notari (morta lontano dai riflettori nel 1946) coinvolgesse nel cast e nella troupe, oltre al figlio come attore e al marito come operatore di macchina, anche altri parenti e amici per portare sullo schermo vicende ispirate alla vita popolare di Napoli, con soprattutto donne protagoniste e uno stile che anticipava in qualche modo il neorealismo e se vogliamo anche il femminismo.

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