“L'ora della verità” tra Corsica e Canale 5

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September 1, 2020
Quando si dice la location, il posto dov'è ambientata la storia. Cosa sarebbe senza la Corsica la fiction francese L'ora della verità in onda su Canale 5? E poi chi conosce le strade dell'isola sa bene che un incidente è possibile. Dunque, nulla di più credibile che un thriller ambientato a Bastia e dintorni possa partire da un'auto che finisce in uno dei tanti dirupi che fiancheggiano strade strette, curve cieche e parapetti bassi. A maggior ragione, se ci fosse stato un sabotaggio meccanico il volo nella scarpata è garantito. Ed è appunto quello che è successo a metà degli anni Novanta alla quindicenne Clotilde Idrissi, unica sopravvissuta a un tragico sinistro costato la vita ai genitori e al fratello. Tornata in Corsica venticinque anni dopo con il marito e la figlia, Clotilde vuole scoprire la verità su quanto realmente accaduto e sulla possibilità che sua madre sia ancora viva. Nell'indagare emergono vicende fosche legate alla famiglia e non solo. Tra passato e presente, raccontati in parallelo, salta fuori di tutto: omicidi, sequestri, speculazioni, truffe, magia nera, malocchio, tradimenti, figli naturali, scontri generazionali, tradizioni infrante... Inoltre, a fronte di una prima puntata abbastanza lineare in cui si è ricostruita la vicenda dell'incidente (anche con buone soggettive) e si sono forniti gli elementi dell'intreccio, è seguita una seconda parte molto più concitata, con continui colpi di scena poco realistici e personaggi stereotipati come Orsu, che ricorda il Quasimodo di Notre Dame. Per di più, per fare appassionare i telespettatori, al di là delle suggestive immagini della Corsica, la prima puntata ha avuto poche interruzioni pubblicitarie, mentre la seconda è stata frammentata. Adesso, dopo le due serate in sequenza, domenica e lunedì, che hanno proposto i primi sei degli otto episodi previsti, non resta che aspettare domenica prossima alle 21.20 per vedere come il tutto sarà ricomposto. Certamente non mancheranno le sorprese. La situazione, come detto, è molto ingarbugliata e si potrebbe pure complicare. Del resto, raccontando contemporaneamente le vicende di 25 anni fa e quelle dei giorni nostri, le storie si possono facilmente contaminare.

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