Un albanese a Firenze

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July 22, 2025
Il giorno che aveva bussato alla porta di una parrocchia di Firenze, non poteva neppure immaginare che sarebbe stato l’inizio della sua ripartenza. Bledar Xhuli a 16 anni era fuggito dall’Albania e la realtà che aveva trovato in Italia era ben diversa da quella immaginata. Dopo qualche settimana a zonzo, era finito a dormire sotto i ponti. Poi l’incontro con don Giancarlo Setti, prete ardente di carità che si era dato da fare per aiutare il giovanotto a trovare una sistemazione. Non essendoci riuscito gli disse: «Figliolo, con te alla mia porta ha bussato Gesù, vieni e stai in casa mia». Bledar vive con lui come un figlio per nove anni, grazie al suo aiuto trova lavoro, poi si iscrive a ragioneria e all’università. Frequentando i ragazzi della parrocchia, conosce una realtà ignota per un giovane cresciuto nell’ateismo di Stato del regime comunista albanese: il cristianesimo. Si incuriosisce e se ne innamora, riceve il battesimo, scopre la chiamata al sacerdozio, nel 2010 viene ordinato prete e oggi è parroco a Santa Maria Campi Bisenzio, amatissimo dalla sua gente con la quale parla in dialetto fiorentino. Raccontando la sua testimonianza davanti a Papa Francesco ha detto: «Quel giorno Gesù era presente non in chi bussava a quella porta, ma in chi l’aveva aperta». © riproduzione riservata

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