Nel 2009 il vino italiano nel mondo รจ stato venduto piรน dell'anno precedente, ma ha fatto guadagnare di meno i produttori. ร il risultato del gioco " spesso perverso " del mercato alimentare, ma anche delle caratteristiche, e dei problemi, che assillano il comparto. Per guardare il bicchiere mezzo pieno, bastano i dati Ismea sull'export vitivinicolo che hanno fatto registrare un incremento del +10,2% in volume. Per vedere la ยซparte vuotaยป dello stesso bicchiere, invece, sono sufficienti il calo del 5,4% in valore rispetto al 2008 e la constatazione che la gran parte dell'andamento positivo รจ da attribuirsi al +18% delle esportazioni di vini sfusi che rappresentano ormai un terzo del totale delle esportazioni di vino italiano (33% contro il 30% del 2008). Anche relativamente ai vini imbottigliati, l'andamento di mercato รจ stato positivo solo nei quantitativi (+5%) e negativo nei valori (-4% rispetto al 2008). Insomma, a voler essere sintetici, รจ vero che l'Italia รจ riuscita a vendere di piรน in quantitร , ma รจ anche vero che in qualitร e valore l'andamento รจ stato opposto. Mentre, dal lato delle importazioni, nel 2009 si รจ registrata, sempre secondo i dati Ismea, una riduzione del 25% rispetto al 2008.
Occorre quindi lavorare ancora proprio nella direzione della crescita dell'immagine del nostro prodotto all'estero, oltre che sui canali che possono veicolare le etichette in bottiglia e non solamente le botti. I segnali incoraggianti, d'altra parte, non mancano. Secondo quanto analizzato dal comitato di settore vitivinicolo di Fedagri-Confcooperative, per esempio, in Europa (che significa da sola il 56% del nostro export), la Germania รจ tornata a guardare con attenzione al nostro vino, al secondo posto รจ il Regno Unito, dove cresce la domanda di vini spumanti (+18%) e imbottigliati (+9% in volume) a fronte di un calo del 4% dei vini sfusi. Per quanto riguarda l'export verso i Paesi extra-Ue, ha fatto ancora notare Fedagri, รจ stata buona la crescita in volume (+6,6%), ma รจ stata importante la riduzione in termini di valore (-10,8%). In questo caso, l'obiettivo principale dei vini italiani resta gli Stati Uniti, nonostante la flessione della domanda registrata nel 2009 (-4% in volume e -10% in valore).
Ma cosa occorre fare? Secondo le cooperative ยซla leva fondamentale per il nostro export resta la promozioneยป. Soprattutto tenendo conto che il mercato รจ ormai sempre piรน stretto tra una politica di riduzione dei prezzi e un crescente potere contrattuale della grande distribuzione organizzata. Valorizzare e promuovere i risultati del comparto vitivinicolo italiano, tuttavia potrebbe non bastare. Senza adeguate organizzazioni di vendita, senza accordi solidi con la distribuzione estera, senza intese altrettanto solide fra produttori, difficilmente sarร possibile far prevalere la vendita di vini imbottigliati rispetto a quella degli sfusi e, quindi, recuperare quel valore aggiunto che in questi mesi รจ stato perso.
Occorre quindi lavorare ancora proprio nella direzione della crescita dell'immagine del nostro prodotto all'estero, oltre che sui canali che possono veicolare le etichette in bottiglia e non solamente le botti. I segnali incoraggianti, d'altra parte, non mancano. Secondo quanto analizzato dal comitato di settore vitivinicolo di Fedagri-Confcooperative, per esempio, in Europa (che significa da sola il 56% del nostro export), la Germania รจ tornata a guardare con attenzione al nostro vino, al secondo posto รจ il Regno Unito, dove cresce la domanda di vini spumanti (+18%) e imbottigliati (+9% in volume) a fronte di un calo del 4% dei vini sfusi. Per quanto riguarda l'export verso i Paesi extra-Ue, ha fatto ancora notare Fedagri, รจ stata buona la crescita in volume (+6,6%), ma รจ stata importante la riduzione in termini di valore (-10,8%). In questo caso, l'obiettivo principale dei vini italiani resta gli Stati Uniti, nonostante la flessione della domanda registrata nel 2009 (-4% in volume e -10% in valore).
Ma cosa occorre fare? Secondo le cooperative ยซla leva fondamentale per il nostro export resta la promozioneยป. Soprattutto tenendo conto che il mercato รจ ormai sempre piรน stretto tra una politica di riduzione dei prezzi e un crescente potere contrattuale della grande distribuzione organizzata. Valorizzare e promuovere i risultati del comparto vitivinicolo italiano, tuttavia potrebbe non bastare. Senza adeguate organizzazioni di vendita, senza accordi solidi con la distribuzione estera, senza intese altrettanto solide fra produttori, difficilmente sarร possibile far prevalere la vendita di vini imbottigliati rispetto a quella degli sfusi e, quindi, recuperare quel valore aggiunto che in questi mesi รจ stato perso.
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