Altro che Italia-Bosnia. Il vero dubbio è: tifare per Kimi Antonelli o per la Ferrari?

Martedì sera a Zenica lo spareggio in cui gli azzurri devono vincere per non mancare al terzo Mondiale di fila. Intanto il 19enne pilota italiano della Mercedes pone un problema coscienziale ai tifosi italiani
March 30, 2026
Altro che Italia-Bosnia. Il vero dubbio è: tifare per Kimi Antonelli o per la Ferrari?
Il pilota italiano della Mercedes Kimi Antonelli festeggiato dopo la vittoria del GP del Giappone in cui ha stabilito il record assoluto: a 19 anni e 216 giorni è il più giovane leader della classifica mondiale nella storia della Formula 1 (Foto AFP)
Domani sera a Zenica, si gioca Bosnia-Italia e se i “Ringhio Boys”, gli azzurri del ct Rino Gattuso non dovessero farcela, evitiamo almeno una cosa: il disfattismo da Repubblica fondata sul pallone. Sì perché oltre il calcio, in questo momento il Paese reale dello sport offre di meglio e di più. A Miami Jannik Sinner vince il suo 26° torneo in carriera, spazza via il ceco Lehecka e prepara il sorpasso ad Alcaraz. Se Sinner dovesse vincere il prossimo torneo, a Montecarlo, tornerebbe il n.1 del tennis mondiale. Con il pennarello indelebile a fine match Jannik ha scritto sul vetro della telecamera: «Bez Kimi Italia». Bez è Marco Bezzecchi, 27 anni, riminese, il reggente del Motomondiale che con il successo sul circuito americano di Austin scavalca in testa alla classifica generale lo spagnolo Acosta. Kimi è Andrea Kimi Antonelli il principe del circus su quattro ruote che vincendo il Gp del Giappone a 19 anni e 216 giorni è diventato il più giovane leader del Mondiale nella storia della Formula 1. Con tre assi del genere, ribadiamo, se dovessimo perdere ancora una volta l’ultimo treno che porta ai Mondiali di calcio di Usa, Messico e Canada 2026, sarebbe vietata la piangina nazionale per la disfatta dello sport italiano. Senza tirare ancora in ballo la nuova generazione di fenomeni del volley maschile e femminile italiano e tutte le altre discipline estive e invernali in cui ci confermiamo come autentica potenza olimpica, la nostra meglio gioventù sportiva ci rende orgogliosi e addirittura ci pone un problema coscienziale. Dobbiamo tifare il Kimi d’Italia che vince alla guida della crucchissima Mercedes, oppure restare nazionalisti e avere a cuore solo le sorti della Ferrari? Da tifosi italiani trepidare per il fenomenale Sinner, specie nel suo duello perenne con Alcaraz è scontato. Così come è naturale appassionarsi al Bez che piega e sgasa in sella alla sua italianissima motocicletta, l’Aprilia n.72. Ma con Kimi come la mettiamo? Il golden boy di Bologna quel record appena conquistato l’ha strappato niente meno che alla leggenda vivente Lewis Hamilton, il quale è stato il più giovane capolista della F.1 quando aveva 22 anni e 157 giorni. Oggi il 41enne pluricampione inglese guida una Ferrari e in classifica generale è 6° dietro all’altro pilota della Rossa di Maranello, il francese Charles Leclerc. Dinanzi a questo scenario si rischia di diventare come i napoletani che al Mondiale di Italia ’90 allo stadio San Paolo durante la sfida Italia-Argentina cominciarono a tifare per il loro idolo, l’argentino Diego Armando Maradona. Kimi sta facendo la gioia di una casa tedesca e il patriottismo imporrebbe il tifo a senso unico per l’italianissima Ferrari, ma tra un francese e un inglese al volante del bolide di Maranello e un giovane italiano che, dopo 72 anni dall’ultimo trionfo iridato di Alberto Ascari, potrebbe diventare il re della Formula 1, voi da che parte stareste? Ai “poster” l’ardua sentenza.

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