Kiev sottoterra nella notte della super arma russa “Oreshnik”: 600 droni e 90 missili
di Nello Scavo, inviato a Kiev
Danni a case, metro, uffici e infrastrutture civili. Almeno 83 feriti e 4 morti. La corsa nei rifugi ha evitato la carneficina. Colpito anche il distretto governativo

La città era già sottoterra. Nelle stazioni della metropolitana, nei parcheggi sotterranei, nelle cantine. Migliaia di persone aspettavano la rappresaglia annunciata da Mosca dopo che Kiev, nei giorni precedenti, aveva colpito un centro di comando nella regione occupata di Kherson, uno stabilimento militare russo a 1.700 chilometri dal confine ucraino e, secondo fonti russe senza conferma indipendente, un dormitorio dove sarebbero morti una decina di ragazzi. Soprattutto, i droni ucraini avevano penetrato più volte la barriera di difesa sulla regione di Mosca, quella che il Cremlino aveva presentato come impenetrabile.
«È stato terrificante», dice un’anziana a metà notte, quando non sa ancora che il peggio deve venire. «Siamo qui da più di tre ore, ad ascoltare le esplosioni lassù». All’alba si conteranno, secondo fonti militari ucraine, 600 droni e almeno 90 missili. La concentrazione principale sulla capitale, in una delle più pesanti ondate sui quartieri centrali dalla fine del fallito assedio del 2022. Un’offensiva coordinata che ha investito quartieri residenziali, infrastrutture civili, uffici, depositi e aree commerciali in oltre 40 punti della città.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Bila Tserkva, nella regione di Kiev, è stata colpita con un missile balistico a raggio intermedio “Oreshnik”, il vettore che Mosca presenta come ipersonico, difficilmente intercettabile e capace di trasportare anche testate nucleari. Due media ucraini, citando il portavoce dell’aeronautica, hanno riferito che si trattava proprio del nuovo sistema d’arma russo. L’aeronautica ucraina ha confermato il lancio di un missile balistico a raggio intermedio, senza identificarlo ufficialmente. Il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno 4 morti. A Kiev, secondo il sindaco Vitali Klitschko, 2 persone sono state uccise e 56 ferite, 30 delle quali ricoverate. Tra i feriti ci sono almeno 2 bambini. Zelensky ha parlato complessivamente di 83 feriti, 62 solo nella capitale. Senza la discesa collettiva nei rifugi, il bilancio avrebbe potuto essere più pesante.
Colonne di fumo nero salgono da più punti della città. L’odore acre del fumo e della polvere resta tra i palazzi mentre i vigili del fuoco lavorano dentro edifici sventrati e i soccorritori cercano persone sotto le macerie. Il Servizio statale per le emergenze e l’amministrazione militare cittadina hanno confermato interventi in oltre 40 luoghi della metropoli.
Zelensky aveva lanciato l’allarme sabato: secondo informazioni d’intelligence ucraine, statunitensi ed europee, la Russia stava preparando un attacco con l’Oreshnik. Putin lo ha descritto come impossibile da intercettare per la velocità, dichiarata oltre 10 volte quella del suono, e compatibile con testate nucleari.
Nel distretto centrale di Shevchenkivskyi un ordigno ha colpito la sommità di un edificio residenziale di 9 piani: 1 morto e 3 feriti. Un palazzo vicino ha subito il crollo di intere sezioni. Un colpo diretto ha raggiunto anche un centro direzionale, dove un gruppo di lavoratori è rimasto intrappolato in un rifugio sotterraneo, poi liberato nella mattinata. L’onda d’urto ha colpito il padiglione d’ingresso della stazione metro Lukyanivska, costringendo i trasporti a sospendere temporaneamente il servizio per gli interventi d’emergenza. Nelle gallerie, dove migliaia di residenti avevano cercato riparo, il fumo ha invaso alcuni tunnel, obbligando chi era sceso sottoterra a riemergere in fretta sul piazzale mentre gli attacchi erano ancora in corso.
Su Maidan Nezalezhnosti, la piazza simbolo dell’indipendenza ucraina, la sede storica di Ukrposhta, il servizio postale nazionale, ha riportato ingenti danni a vetri e strutture. Nell’area storica di Podil, secondo l’amministrazione municipale, è stato colpito il Museo nazionale di Chernobyl, riaperto al pubblico pochi giorni prima dopo un lungo restauro. Danni anche alla vicina Casa dei Contratti.
L’operazione ha colpito quartieri residenziali ad alta densità su entrambe le sponde del Dnipro. Nel distretto di Pecherskyi, vicino all’area governativa, un missile ha raggiunto il 13° piano di un edificio di 20 piani. A Solomyanskyi un incendio si è sviluppato al 23° piano di un grattacielo, con cedimenti parziali delle pareti esterne. A Darnytskyi un drone ha colpito il tetto di un dormitorio studentesco: 10 residenti sono stati evacuati, 12 estratti dai corridoi invasi dal fumo, 5 trasportati in ospedale. Altri droni hanno colpito centri commerciali e supermercati a Desnyanskyi, un grattacielo di 16 piani a Obolon e un campo da tennis a Holosiivskyi, dove gli artificieri hanno dovuto disinnescare una submunizione inesplosa prima che i tecnici potessero intervenire.
«È stata una notte terribile per Kiev», ha scritto Klitschko su Telegram. «I soccorritori stanno spegnendo incendi e rimuovendo macerie. I medici stanno prestando assistenza alle vittime». L’attacco contro la capitale si inserisce in un’offensiva più ampia condotta nel fine settimana. Frammenti di droni e missili da crociera hanno danneggiato condomini e magazzini nella regione di Kiev: Fastiv, Bucha, Obukhiv, Brovary, Vyshhorod, Boryspil. Nella regione di Odessa missili da crociera hanno colpito infrastrutture civili di trasporto, ferendo 9 persone, tra cui 3 bambini. A Balakliia, nella regione di Kharkiv, droni russi hanno incendiato e distrutto una chiesa evangelica protestante.
Dai rifugi c’è chi è riemerso dopo l’alba. E chi dopo aver raccolto gli infissi volati via dal proprio appartamento ha preferito lasciare la famiglia ancora al riparo sottoterra dove sono stati attivati i filtri dell’aria. Perché nessuno sa cosa porti con se l’odore irrespirabile delle zone bombardate.
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