I miliardi per il riarmo, i nemici da cui difendersi, l'atomica: cosa ha scritto la Nato nel documento finale di Ankara

Nei 6 punti conclusivi, la Russia è definita come "minaccia a lungo termine". All'Ucraina 70 miliardi nel 2026 e altrettanti nel 2027. «L'Iran non dovrà mai possedere un'arma nucleare»
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July 8, 2026
I miliardi per il riarmo, i nemici da cui difendersi, l'atomica: cosa ha scritto la Nato nel documento finale di Ankara
Il vertice della Nato ad Ankara / ANSA
«Stiamo costruendo il futuro: un'Europa più forte in una Nato più forte - un'Alleanza modernizzata. Gli Alleati europei e il Canada, in collaborazione con gli Stati Uniti, si stanno assumendo maggiori responsabilità per la difesa dell'Alleanza». È quanto si legge nella dichiarazione conclusiva del summit della Nato. «La deterrenza e la difesa della Nato si basano su un mix appropriato di capacità nucleari, convenzionali e di difesa missilistica, integrate da risorse spaziali e cibernetiche. Ci impegniamo a mantenere il nostro vantaggio in combattimento. Stiamo investendo nella nostra capacità di schierare, potenziare e sostenere le nostre forze armate e di raggiungere i nostri obiettivi in tutti i domini, compresi gli attacchi di precisione in profondità, la difesa aerea e missilistica integrata, i sistemi senza equipaggio, le tecnologie all'avanguardia e le capacità di intelligence. Stiamo sviluppando una rete transatlantica interoperabile per le operazioni belliche e adottando potenti modelli di intelligenza artificiale», si legge ancora.
I leader della Nato hanno confermato nella dichiarazione conclusiva del summit la definizione della Russia come "minaccia a lungo termine" per l'Alleanza. «Per contrastare la minaccia a lungo termine che la Russia rappresenta per la sicurezza e la stabilità euro-atlantica, e la persistente minaccia del terrorismo, gli Alleati stanno onorando l'impegno assunto all'Aia in materia di difesa», si legge nel punto due del testo. nello stesso punto si annunciano oltre 50 miliardi di dollari in nuovi appalti per la difesa. «Nel 2025, gli Alleati europei e il Canada hanno aumentato i loro investimenti nei requisiti fondamentali per la difesa di oltre 139 miliardi di dollari. I nostri investimenti ci stanno fornendo le capacità di cui abbiamo bisogno, rafforzando al contempo la nostra base industriale e la nostra resilienza. Oggi ad Ankara annunciamo oltre 50 miliardi di dollari in nuovi appalti e ci impegniamo ad ampliare la capacità produttiva collettiva e a collaborare con l'industria per accelerare l'innovazione. Continueremo a lavorare per eliminare le barriere commerciali nel settore della difesa tra gli Alleati e a sfruttare le partnership della Nato per massimizzare la profondità e la cooperazione industriale nel settore della difesa"
Confermato l'impegno di destinare 70 miliardi di dollari all'Ucraina nel 2026 e almeno altrettanti nel 2027. «L'Ucraina contribuisce alla sicurezza transatlantica e gli Alleati sono uniti nel loro incrollabile sostegno all'Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale. Gli Alleati europei e il Canada finanziano attualmente la stragrande maggioranza dell'assistenza alla sicurezza fornita all'Ucraina attraverso mezzi bilaterali e multilaterali. Gli Alleati sottolineano che tale sostegno deve essere equo, prevedibile e sostenibile a lungo termine», si legge nel punto quattro della dichiarazione dai sei punti. «Per il 2026, gli Alleati si impegnano a fornire all'Ucraina 70 miliardi di euro in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento e riaffermano il loro impegno sovrano a mantenere almeno livelli equivalenti nel 2027. A tal fine, accogliamo con favore la decisione dell'Unione europea di fornire finanziamenti pluriennali all'Ucraina attraverso il prestito di sostegno all'Ucraina».
«L'Alleanza continua a rispondere e ad adattarsi alla competizione strategica, all'instabilità diffusa, alle minacce ibride e agli shock ricorrenti che caratterizzano il nostro più' ampio contesto di sicurezza. Gli Alleati ribadiscono che l'Iran non deve mai possedere un'arma nucleare e invitano l'Iran a rispettare pienamente  la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz».

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