«Pronta l’intesa fra Stati Uniti e Iran». Trump sente i Paesi del Golfo, l'enigma Israele

Potrebbe essere annunciato a breve un memorandum per porre fine alla guerra. Nella bozza la riapertura di Hormuz, lo sblocco di beni congelati di Teheran e la prosecuzione dei colloqui
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May 23, 2026
«Pronta l’intesa fra Stati Uniti e Iran». Trump sente i Paesi del Golfo, l'enigma Israele
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump / Ansa
Gli Stati Uniti e l’Iran sarebbero vicini a un accordo per estendere di 60 giorni il cessate il fuoco, tempo necessario a ridurre le divergenze sul programma nucleare iraniano e la fine dei blocchi navali sullo Stretto di Hormuz. A riferirlo, nella serata, diversi media internazionali informati sugli sviluppi delle trattative dai mediatori. L’annuncio, ha scritto il Washington Times , potrebbe arrivare già nel pomeriggio di domenica. L’accordo «è nelle mani degli americani per la revisione. È probabile che gli iraniani siano pronti a concedere di più sul fronte dell'energia nucleare, ma non lo faranno finché la guerra è in corso; questo accordo contribuisce a colmare il divario», affermano le fonti diplomatiche raggiunte dal Financial Times .
I mediatori stanno lavorando a una cornice negoziale che prevede un’attenuazione del blocco dei porti iraniani da parte americana, mentre Teheran sarebbe chiamata a riaprire gradualmente lo Stretto di Hormuz. Il prolungamento della tregua sarebbe fondamentale per discutere la diluizione o il trasferimento dell’uranio arricchito iraniano. Nel frattempo gli Usa potrebbero concedere un alleggerimento delle sanzioni e la sospensione del congelamento dei fondi iraniani depositati all’estero. A conferma di quanto riportato dal Financial Times le dichiarazioni del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, che ha parlato di un «memorandum d’intesa» dal quale far partire i colloqui, e di 30-60 giorni successivi per la definizione dei dettagli. Ulteriori elementi sulla concitata fase della trattativa sono stati aggiunti in serata dall’emittente saudita al-Arabiy a, secondo la quale «l'Iran si è offerto di sospendere l’arricchimento dell’uranio oltre il 3,6% per dieci anni, e di diluire l’uranio arricchito oltre il 20% all'interno del Paese; di aprire lo Stretto di Hormuz e di sospendere temporaneamente il pagamento dei pedaggi in cambio di un risarcimento da parte di Washington, chiedendo che la questione delle sanzioni e dei fondi congelati venga discussa prima della firma di qualsiasi accordo». «Un memorandum d’intesa è in fase di definizione», conferma Reuters , che cita una fonte militare pachistana, informata sull’esito della visita di un giorno a Teheran, fra venerdì e sabato, di Asim Munir, capo di stato maggiore dell’esercito di Islamabad, figura centrale delle trattative.
Il memorandum, rimarcano le fonti ascoltate da Reuters , è «abbastanza completo» nei contenuti da poter condurre alla fine della guerra. La sintesi sul complesso stato del negoziato offerta dal portavoce iraniano Baghaei, «siamo allo stesso tempo molto vicini e molto lontani da un accordo», è corrisposta in modo più diretto e brutale dal presidente americano Trump: «O arriviamo a un buon accordo o li faccio saltare in mille pezzi». Le probabilità sono «al 50-50», ha affermato il tycoon, che con un gesto provocatorio ha pubblicato sul suo social Truth una mappa del Medio Oriente dove l’Iran è contrassegnato da una bandiera americana, accompagnata dalla didascalia “Stati Uniti del Medio Oriente”. In serata Trump ha sentito in videoconferenza i leader di Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Egitto, Turchia e Pakistan.Ai media
israeliani Trump ha precisato che non raggiungerebbe l’intesa con l’Iran «se non fosse vantaggioso per Israele. Alcuni preferirebbero un accordo, altri la ripresa della guerra. Credo che Benjamin Netanyahu sia combattuto tra le due opzioni». L’agenzia americana Axios, ci tando una fonte israeliana autorevole, riferisce che Trump ha mantenuto contatto costante con il primo ministro Netanyahu sui temi legati all’accordo in via definizione. I due hanno avuto un colloquio telefonico in tarda serata. Il premier israeliano ha nel frattempo riunito il gabinetto di sicurezza.Il lingua
ggio del presidente americano, sempre marcato da contraddittoria ambiguità, muta anche a seconda dei destinatari e delle platee. Così, in un’ intervista rilasciata a Cbs, Trum p h a affermato che firmerà un accordo «solo se otterremo tutto quello che vogliamo», ma ha aggiunto che gli Stati Uniti si stanno «avvicinando notevolmente» all’intesa e che «ogni giorno va sempre meglio».

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