domenica 15 aprile 2018
La lettera arriva da una piccola città del Nord-Est ed è firmata da Giovanni, un giovane papà che sta attraversando un periodo difficilissimo. «È da un anno che ho perso la mia compagna per una malattia: inutili le corse per salvarla. Mi ha lasciato solo, a crescere due ragazzi di 12 e 14 anni senza l'aiuto di nessuno, perché anch'io a mio volta ho perso i genitori quando avevo 13 anni». Al dolore per la morte della moglie si aggiunge da qualche mese «una grande precarietà lavorativa: l'impresa di edilizia per la quale lavoravo è fallita. Cerco di andare avanti con lavoretti, ma non mi aiutano a saldare i debiti arretrati».
Ora il rischio per Giovanni e i suoi due figli è di trovarsi per strada: nella lettera lo esprime in modo un po' formale, ma si avverte la paura di non farcela. «Come posso dare un po' di serenità a loro due, che oggi vivono un grande vuoto per la mancanza della madre. I disagi per la mancanza di lavoro e il non poter far fronte alle loro necessità mi procura una grande sofferenza». Giovanni chiede un aiuto «per superare questo momento difficile», non smettendo di sperare in un lavoro stabile.
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