Se fossimo al posto dei magi: doni da bambini e da giornalisti
domenica 6 gennaio 2019
Ho già parlato un'altra volta dell'analogia che vedo tra giornalismo e insegnamento e della qualità che ho riscontrato nella pattuglia di insegnanti ed ex insegnanti di religione che si cimenta, particolarmente in Rete, ma anche sulla carta dei giornali e dei libri, nel comunicare le cose che sa e che pensa della fede e della Chiesa. A maggior ragione credo lo si possa dire ora che uno di questa pattuglia, Andrea Monda, è stato chiamato a lasciare le aule scolastiche e tutto il resto per passare a tempo pieno a dirigere una redazione carica di storia e di prestigio come quella dell'"Osservatore Romano".
Volentieri perciò mi sono lasciato accompagnare a vivere l'Epifania odierna da un altro insegnante di religione, che si chiama Andrea Gironda (chissà che l'assonanza con l'ex collega romano non gli porti fortuna…) e che tiene – ovviamente – un sito abbondante di contenuti, oltre a contribuire settimanalmente al blog "Bibbiagiovane.it". È appunto qui che ho letto il suo post «Oro incenso e giochi... i bambini nei panni dei magi» (tinyurl.com/y7jsfq5t'' target='_blank'>tinyurl.com/y7jsfq5t' target='_blank'>https://tinyurl.com/y7jsfq5t ). Lo spunto viene dalle risposte che gli alunni delle sue classi (7-9 anni) hanno dato a una domanda stimolante: «Se foste uno dei magi, cosa portereste a Gesù Bambino?». Delle otto riportate, segnalo l'enorme senso pratico di Filippo, che gli lascerebbe «dei pannolini», e il livello teologico già raggiunto da Anita, che gli donerebbe «il pane e il vino, visto che poi lui ce li ridarà».
Ma il gioco del «se fossi uno dei magi» è troppo intrigante per non tentare, attraverso una bambina, lo stesso Gironda, i cui doni peraltro sono preghiere: un mappamondo, perché pensi Gesù a proteggere il mondo e a vegliare su di esso; tantissime fotografie di bambini, perché ricordi le sofferenze che subiscono; un vocabolario, perché non smetta di donarci parole buone, «che sappiano costruire ed edificare». Un mondo, delle immagini e delle parole: tre arnesi da (e per) giornalisti. Come volevasi dimostrare.
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