sabato 21 maggio 2022
Quelle mani legate dietro la schiena, inerti. Sembrano mani da operaio, ma perché le unghie completamente nere? È stato torturato, l'uomo ucciso e abbandonato insieme ad altri sette in un cortile a Bucha, il 4 marzo scorso? Le immagini sul sito del New York Times vengono da una telecamera di un edificio e da un drone. Sono inequivocabilmente autentiche.
Guardi di nuovo - non vorresti, ma ti pare doveroso. Gli otto civili in fila sotto a un cielo livido camminano uno dietro l'altro, tenendosi per la cintura: camminano in fretta, sotto i mitra dei soldati russi. Poi spariscono fuori dal raggio della telecamera fissa. Ma un drone fotografa ciò che è accaduto dopo in un angolo appartato, l'angolo della spazzatura, si direbbe. Gli otto giacciono morti, la faccia a terra, scomposti, o mezzi nudi. Le mani legate. E, tra un corpo e l'altro, una sedia rotta, bottiglie, scatolette di cibo. Nell'angolo dei bidoni li hanno portati - quasi in attesa di un camion, che provveda allo smaltimento. Sono scene da 1944, da rastrellamenti tedeschi in Italia. Ne restano, in tanti nostri paesi, lapidi sui muri, che i ragazzi ignorano. Ma vederle datate oggi, sembra incredibile - come un tetro film, in cui la pellicola torni indietro. Il riaffacciarsi, in Europa, del male assoluto. «Liberaci dal male», diciamo nel Padre nostro. Più che preghiera, oggi, maggio 2022, un grido.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: