domenica 30 gennaio 2022
Mia madre aveva una macchina per fare la pasta, d'acciaio, con la manovella, uguale a quella che c'era una volta in tante case. La usava in realtà solo a Natale. Quando installava la macchina sul tavolo di marmo della cucina, era il segno: era la Vigilia. Seguivo devotamente la preparazione della pasta, uova e farina che le mani fine e sapienti di mia madre amalgamavano rapidamente. Poi la pasta veniva immessa negli ingranaggi della magica macchina, ed ecco usciva in sottili tagliatelle, o in strisce larghe, che sarebbero diventate tortelli: tutti in fila, come soldatini. Era una liturgia, la preparazione dei tortelli, a Natale.
Io non ho mai imparato a cucinare, in casa siamo sopravvissuti a risotti in busta. Ma, con mio grande stupore, il figlio maggiore si è comprato una macchina per la pasta, esattamente uguale a quella di mia madre. E la figlia minore, domenica, gliela ha chiesta in prestito, è andata a comprare le uova e la farina per fare la pasta in casa, ed è venuta molto buona.
Non capisco come le sia venuto in mente. Che certe sapienze siano ereditarie? Le sue giovani mani che giocano dentro la farina, agili, in una capacità innata. Quanto somigliano alle belle mani di mia madre, danzanti dentro la pasta come sulla tastiera di un pianoforte.
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