Milano Cortina, Toninelli il cacciatore di medaglie
L’azzurro, nato con una focomelia alla mano destra, gareggerà nel biathlon e nello sci di fondo: «Sono sempre andato a caccia, sapevo già maneggiare il fucile»

Sciare soltanto non gli bastava più, così da esperto cacciatore nei boschi della Valle Camonica, Cristian Toninelli ha scelto di raddoppiare in vista dei Giochi paralimpici di Milano Cortina, affiancando al para sci di fondo anche il para biathlon. Sci stretti e carabina nello stesso tempo, senza dimenticare però la disciplina d’origine. Doppio sforzo per il trentasettenne di Pian Camuno, residente a Lovere, reduce da un buon week-end di Coppa del mondo nella Foresta Nera. Categoria standing per il portacolori della Polisportiva Disabili Valcamonica, nato con una focomelia alla mano destra, un polivalente che nella rassegna dei tre agitos italiana sarà impegnato in tre competizioni nel biathlon e due nel fondo. «Sono approdato al fondo più tiro nella stagione scorsa, dopo anni che mi era stata prospettata la cosa. Sono sempre andato a caccia, sapevo maneggiare il fucile e quindi non vedevo l’ora di esprimermi anche in questo mondo». Parola di un uomo maturo che da piccolo, pur essendo cresciuto insieme alle sorelle Fanchini («Sono coetaneo di Sabrina, la più piccola delle tre, Nadia è una coscritta di mia sorella, e a Montecampione trascorrevo tutta l’estate con loro, anche con la povera Elena»), ha preferito sempre esprimersi sul campo di calcio. «Ero un discreto attaccante e a 17 anni ho esordito in Serie D nella prima squadra del Darfo. Poi finita la scuola ho continuato a giocare in altri club bresciani, lavorando come capocantiere».
Una routine che si è trascinata fino a quando Cristian ha compiuto 27 anni. «Lavoravo senza pausa dalle 6 del mattino alle 7 della sera. Non avevo orari e non staccavo mai, fino a quando ho capito che dovevo trovare tempo per me stesso e fare qualcosa che mi piacesse per davvero». Nel momento in cui si è preso un attimo di pausa per decidere sul futuro, Toninelli ha conosciuto la Polisportiva Disabili Valcamonica. «Era il novembre 2016 e visto che in quel periodo dell’anno non c’erano corsi né di atletica, né di nuoto, né di canottaggio, mi hanno proposto di fare sci di fondo a Schilpario». Così a gennaio del 2017 per la prima volta Cristian calza gli sci stretti e scivola lungo i binari innevati. «Sono andato ai Campionati italiani della Fisdir a Tarvisio, in veste di accompagnatore di alcuni ragazzi con disabilità mentale, e in quella sede alcuni tecnici della Fisip mi hanno notato e invitato a partecipare ad alcuni raduni federali». Detto, fatto: due raduni estivi, altrettanti sulla neve e a fine anno una proposta a tratti strana. «Mi hanno detto che se volevo provare a qualificarmi per i Giochi invernali di Pyeongchang 2018 sarei dovuto andare a gareggiare in Canada, in Coppa del mondo, a mie spese. Ci ho riflettuto e grazie anche al sostegno finanziario del mio club sono andato, raccogliendo i punti necessari per volare in Corea». Così a marzo 2018 Toninelli è stato l’unico azzurro del fondo presente a Pyeongchang.
L’ambiente gli piaceva, ha scelto di continuare, ma siccome non gli è stata mai prospettata la possibilità di entrare in un corpo militare ha dovuto trovarsi un lavoro per vivere: «Ho lavorato in diverse realtà e dal 2023 sono responsabile della sicurezza in un’azienda che fa impianti antincendio. Nella mia categoria sono tutti professionisti, io sono uno dei pochi dilettanti, seppur mi alleni tutti i giorni appena smetto di lavorare». Per fortuna l’ufficio è a Sovere, a pochi chilometri sia da casa sia dal centro di preparazione. «A Pechino nel 2022 ho fatto la mia seconda esperienza paralimpica, stavolta con anche alcuni compagni di squadra, tra i quali il mio compaesano Giuseppe Romele, salito sul podio nella categoria Sitting». Poi, grazie al fatto che c’erano i Giochi casalinghi, la Federazione ha finalmente dato il via libera al progetto biathlon e Cristian è stato anche in questo caso pioniere. «A ben vedere fino al 2014 avevamo sempre avuto una squadra di biathlon, poi negli ultimi cicli paralimpici la cosa si era persa e in occasione di Milano Cortina il progetto è stato ripreso».
Purtroppo mentre in passato para biathlon e para sci di fondo erano organizzati dalla Fis e condividevano le medesime tappe, dallo scorso anno la coppa del mondo del fondo più tiro è sotto l’egida dell’Ibu e ha un calendario a sé stante: «Questo ha comportato una scelta, perché per ragioni di budget la Fisip non può mandarmi su entrambi i circuiti. Abbiamo optato per il biathlon e così non sto più gareggiando nel fondo: lo farà solo ai Giochi paralimpici nella 20 chilometri e in staffetta». Il circo bianco del para-biathlon è scattato a dicembre in Canada, ha toccato il lembo sudoccidentale della Germania la scorsa settimana e farà tappa a breve in Polonia. Poi tutto puntato sui Giochi: «Per Milano Cortina non ho aspettative di risultato, ma vorrei che fossero un’opportunità per innestare una nuova marcia in maniera definitiva. A Pechino eravamo arrivati dopo una preparazione esasperata e con problemi di materiali. Adesso per fortuna le cose si sono sistemate e tra atleti e tecnici c’è armonia».
Il cruccio di Toninelli è che il suo sport sia completamente oscurato in Italia. «In Germania una breve sintesi delle nostre gare viene proposta sulla tv pubblica in occasione dei week-end dedicati agli sport invernali, da noi niente. Senza visibilità è impossibile aumentare la base o attirare sponsor». Per far ciò l’occasione d’oro saranno i Giochi di marzo: «Per fortuna nel nostro ambiente stavolta non si è investito solo nello sci alpino, ma anche nelle altre discipline. Vedremo se ci saranno dei risultati concreti». Per un atleta part-time è impossibile puntare il mirino anche sui Giochi estivi: «Senza un progetto a lungo termine non si può fare niente. Riesco a reggere perché ho la fortuna di avere un datore di lavoro che mi consente di prendere dei permessi per allenarmi e gareggiare, un club civile che mi offre un pieno sostegno e una famiglia che mi segue. Per ora sono concentrato su Milano Cortina, poi a fine stagione farò le mie valutazioni». Sperando che tutto quanto di buono costruito finora non venga disperso.
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