Le Chiese ucraine e la guerra vissuta un post dopo l'altro
domenica 17 aprile 2022
Nell'imminenza della Domenica delle Palme ortodossa e della Pasqua cattolica torno a visitare i siti ufficiali della Chiesa ortodossa ucraina autocefala, di quella ortodossa dipendente dal Patriarcato di Mosca e di quella greco-cattolica. Questi luoghi digitali continuano a testimoniare, ciascuno secondo la propria identità, la sempre più grande tragedia del popolo ucraino. Sulla pagina Facebook della Chiesa greco-cattolica ucraina il primo dei numerosi post quotidiani (sintetizzato sul sito) è una dichiarazione video dell'arcivescovo maggiore Shevchuk ( bit.ly/3JRWWjo ): conta i giorni trascorsi dall'inizio della guerra e fa il punto della situazione militare, sostenendo in nome di Dio i combattenti; le visualizzazioni si contano a migliaia. Altrettante vanno al video della divina liturgia di ieri, “Sabato di Lazzaro”, sulla pagina Facebook della Chiesa ortodossa ucraina autocefala, mentre sul sito di questa istituzione il post più recente racconta la visita, il 15 aprile, del metropolita Epifanio a Makariv, nel distretto di Bucha ( bit.ly/3OgAdRy ), riportando le ferme parole con le quali conforta i civili: «Dobbiamo diventare spiritualmente più forti e proseguire fino a ottenere la vittoria in questa terribile guerra scatenata dalla Russia, l'aggressore che sta cercando di renderci schiavi non solo fisicamente, ma anche spiritualmente». Il sito della Chiesa ortodossa ucraina dipendente dal Patriarcato di Mosca sembra tentare di rappresentare un impossibile equilibrio. È arrivato ieri alla puntata n. 33 ( bit.ly/3xya1fo ) un rapporto sull'aiuto umanitario che essa offre, città per città, agli sfollati e a quant'altri hanno bisogno di assistenza. Ma non mancano né i post che piangono i caduti dell'esercito ucraino, né quelli che denunciano l'occupazione armata di chiese da parte degli ortodossi dell'autocefalia.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: