mercoledì 29 gennaio 2003
La vita è una stoffa che i giovani vedono dal diritto, i vecchi dal rovescio. La vita non è né brutta né bella, ma è originale! Trovo, leggendo le prose Fuochi fatui (1956) del grande poeta ligure Camillo Sbarbaro (1888-1967), una bella frase sulla duplice interpretazione della vita, fatta da giovani e da anziani: un arazzo, contemplato frontalmente, è mirabile nelle sue scene, nelle figure, nei colori; se si guarda il rovescio, si rimane delusi perché le stesse scene si appannano, i colori si stingono, i fili cadono qua e là, dando un'impressione di disordine. Come in arte, così anche nella vita, la prospettiva è fondamentale e può mutare radicalmente il profilo, il colore e l'impatto della realtà. Eppure non c'è un'unica prospettiva "vera" ed esclusiva. È per questo che alla prima citazione di Sbarbaro ne ho allegata un'altra, tratta da un famoso romanzo del '900, La coscienza di Zeno che Italo Svevo pubblicò nel 1923. È proprio il protagonista Zeno Cosini, nella ricostruzione della sua vita sostanzialmente fallita, elusiva, abulica, a scoprire che forse l'elemento più significativo dell'esistenza è da cercare nella sua originalità e unicità. Non puoi dire se è più bella o più grande la storia di una persona importante rispetto a quella di un modesto lavoratore: entrambe le vite sono significative per quanto attuano all'interno del loro itinerario. È per questo che ognuno di noi deve scegliere di percorrere la sua strada con passione e coraggio, nella consapevolezza che sarà sempre una realtà unica e originale, non comparabile a nessun'altra, dono e missione faticosa ma significativa.
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