“La casa di carta” sembra incartarsi
domenica 12 dicembre 2021
Non è facile parlare di una serie tv senza dire e analizzare come va a finire, soprattutto se la serie in questione è una delle più seguite e il finale è da tempo annunciato. Ci riferiamo ovviamente a La casa di carta e per evitare l'infamia dello spoiler resteremo sul vago. Diciamo solo che vedendo i primi episodi degli ultimi cinque rimasti ci veniva da dire che c'era una volta La casa di carta, nel senso che quello che stavamo vedendo della stagione conclusiva aveva poco a che fare con le prime stagioni. Tutto sembrava risolversi in un drammone irrealistico. A dire il vero di realismo, che poi non è fondamentale per una fiction, non c'era molto nemmeno all'inizio, ma qui ce n'era davvero troppo poco. Per di più si continuava a tirare in ballo, con vari espedienti, il personaggio di Berlino, amatissimo e fatto morire troppo presto. L'impressione era che La casa di carta si fosse ancora una volta incartata. Ma poi, verso l'epilogo, con un finale in ogni caso chiuso, è arrivato il colpo di coda, è tornata la tensione iniziale ed è riapparsa la genialità del Professore e dei colleghi che in tuta rossa, chiamati con nomi di città, tentano in tutti i modi di mettere le mani sull'oro della Banca di Spagna. Personaggi capaci di creare empatia con il pubblico, molto caratterizzati, ben recitati. Ma La casa di carta è anche azione, suspense, messa in atto di un piano geniale, pianificato in tutto ad eccezione di pochi imprevisti, il principale dei quali è l'amore. La serie è infatti anche una storia di amori, di buoni e cattivi che si confondono e si scambiano i ruoli. In fondo anche il telespettatore, come il popolo fuori dalla banca, si trova a simpatizzare con dei criminali. Di contro nessuna simpatia per il tutore dell'ordine, il personaggio macchietta del colonnello Tamayo.
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