Evelyn e le sue rider (senza algoritmi)
giovedì 17 novembre 2022

Nella vita di Evelyn Pereira ci sono un amore italiano e una nonna peruviana. L’amore è il padre dei suoi due bambini, l’uomo per il quale ha lasciato il Sudamerica per reinventarsi nel nostro Paese. La nonna è colei che ha dato ali all’intuizione che ebbe durante il lockdown, guardando dalle finestre della sua casa romana l’andirivieni di fattorini: perché i driver che consegnano il cibo sono tutti uomini? Perché non può essere anche un lavoro per donne? Il giorno in cui Evelyn si poneva queste domande a voce alta, pensando a tante amiche che a causa del Covid avevano perso il lavoro, la nonna le disse: «Cambia tu le cose».

Evelyn Pereira

Evelyn Pereira - E.P.

Evelyn è una giovane mamma non ancora trentenne, lunghi capelli scuri, occhi che esprimono energia e convinzione. In Perù seguiva progetti di cooperazione internazionale e di sviluppo comunitario.

Nel novembre 2021 ha tenuto a battesimo Takeve.com, la prima piattaforma di consegna cibo tutta al femminile e soprattutto “etica e sostenibile”. Le fattorine di Evelyn, che nel frattempo ha portato a bordo un’altra socia, Francesca Zanotto, non vanno allo sbaraglio su e giù per la città, non sono tiranneggiate da un algoritmo, non guadagnano l’una sulla pelle dell’altra…

«Tante donne hanno perso il lavoro a causa della pandemia, il tasso di disoccupazione femminile è tornano ad essere quello di 8 anni fa. Noi nel nostro piccolo cerchiamo di rimetterle in pista, facciamo la nostra parte per ridurre il gender gap», dice Evelyn. E spiega il perché di quegli aggettivi - ”etica e sostenibile”. «La nostra piattaforma di delivery garantisce un contratto regolare con un fisso mensile e un plus per ogni consegna, equipaggia le rider con motorini elettrici con ogni dotazione di sicurezza, offre sia il tempo pieno che il part-time. Anche se non ci sono ordini, le ragazze hanno le ore pagate. Non fanno la guerra al tempo, a chi arriva prima. Vanno tranquille». Il 10 per cento dei ricavi viene devoluto a due onlus connesse con i temi dell’empowerment femminile e del contrasto alla violenza di genere. I piani di sviluppo di Evelyn Pereira sono ambiziosi: al momento le rider sono una decina a Roma e altrettante a Milano, ma le socie stanno lavorando per esportare la piattaforma in altre città italiane e poi a Parigi, Madrid… I ristoranti convenzionati sono poco meno di 200: «Credono nel progetto, nella sua eticità e sostenibilità».

Le rider di Takeve

Le rider di Takeve - E.P.

Le rider di Roma hanno ciascuna una storia: una ragazza, di origini straniere, lavorava in una grande azienda dove ha subito molestie che non ha denunciato perché convinta che nessuno le avrebbe creduto. Un’altra è una giornalista freelance che dopo due maternità si è rimessa in gioco inforcando il motorino. Un’altra è una ingegnera chimica arrivata dal Messico. «Questo lavoro garantisce flessibilità, dunque è
adatto alle donne», spiega Evelyn. «Il nostro obiettivo è anche rigenerare il settore delle consegne a domicilio, renderlo più etico e anche più sicuro per chi ci lavora».La piattaforma si rivolge non solo ai ristoratori, ma anche ai negozianti di quartiere che resistono alla concorrenza di Amazon offrendo ai clienti consegne in giornata.

L’8 marzo scorso, al Quirinale, Evelyn ha raccontato la sua impresa a Mattarella, che si è emozionato ascoltando le parole di questa giovane donna visionaria e idealista, che ha parlato di “shecession”, la recessione al femminile, delle 312mila donne che hanno perso il lavoro per la pandemia, di come lei invece crede nelle donne e nel loro potenziale e che cerca di fare, ogni giorno, nel suo piccolo, la differenza.

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