martedì 22 novembre 2022
Nel 1966 esce Blow-up di Michelangelo Antonioni. Il film è incentrato sulla vicenda di un fotografo londinese che, ingrandendo le immagini scattate in un parco, scopre gli indizi di un omicidio. La sceneggiatura si ispira a un racconto dello scrittore argentino Julio Cortázar, Le bave del diavolo, pubblicato nel 1959 e ambientato a Parigi. La dinamica è lievemente diversa: le figure che il fotografo crede di aver fermato sulla pellicola si animano sotto i suoi occhi, rivelando una macchinazione sordida e meschina. Il delitto, in questo caso, non avviene nella realtà, ma solo nella rappresentazione fotografica, che della realtà stessa costituisce il compimento fantastico. Un altro passo indietro ed eccoci al 1904, anno in cui l’erudito britannico Montague Rhodes James dà alle stampe la prima raccolta dei suoi racconti di fantasmi. Di essi fa parte La mezzatinta, dove un oscuro personaggio si muove all’interno dell’incisione raffigurante un paesaggio notturno per replicare un misfatto rimasto invendicato. È molto probabile che sia questa la trama originaria, dalla quale le altre dipendono. E quasi certamente l’ombra evocata da M.R. James è la comparsa primordiale di queste e di tante storie del terrore, una presenza minacciosa e sfuggente che si insinua ai bordi dello sguardo. © riproduzione riservata
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