Il vapore del tè alla menta: l’arte di restare e ascoltare

Esiste una ritualità che trasforma l’acqua bollente in un gesto d'amore, ed è quella del rito del tè, che richiede dedizione al dettaglio e alla lentezza
April 9, 2026
Il vapore del tè alla menta: l’arte di restare e ascoltare
Esiste una ritualità che trasforma l’acqua bollente in un gesto d'amore, ed è quella del rito del tè, che richiede dedizione al dettaglio e alla lentezza, tè servito con la dedizione e la premura di chi sa che l'accoglienza non è un atto frettoloso, ma un processo generativo. Come accade per la preparazione di questo infuso, dove le foglie devono sostare nel calore per sprigionare il loro aroma, anche le nostre vite hanno bisogno di un "tempo che non fa rumore", un tempo che matura senza reclamare attenzione.
È in questo spazio di attesa che impariamo a non essere sempre altrove, restituendo peso e sapore a ciò che viviamo.
Ed è stata un pò così l’esperienza di P., che nella fretta dell’efficienza viveva una sottile inquietudine, insoddisfazione, pur apparentemente aveva tutto quello che siamo abituati a considerare “tutto”, la sua vita era piena di impegni, ma mancava di quel sapore capace di dare profondamente senso. Un giorno, accettando quasi per caso un invito della sua  parrocchia, si è ritrovato ad Assisi, ed è passato a trovarci per un breve scambio in “parlatorio”, incuriosito dalla possibilità che la vita può essere spesa in altro modo, senza la fretta dell’efficienza.
Per un pò ha continuato a scriverci, e a venire saltuariamente a pregare con noi e cosi pian piano, goccia dopo goccia, ha sperimento che non è stato un momento spettacolare a cambiarlo, ma l’esercizio quotidiano di potersi sperimentare diversamente, nella scoperta di poter sostare nel silenzio, nella preghiera, senza il bisogno di riempirlo. Osservando la nostra vita, stando a contatto con se stesso in un’altra modalità, si è interrogato profondamente, comprendendo che il lavoro non poteva saturare tutta la sua giornata, la sua vita, le sue relazioni, e quindi ha scelto di iniziare a rallentare, a dare un nome alle cose, ad avere una consapevolezza diversa di sé, delle sue scelte, della sua famiglia, scoprendo nella prossimità evangelica un modo nuovo di stare nella sua vita familiare, lavorativa, amicale, sociale, semplicemente fermandosi, rallentando proprio come i tempi e i dettagli richiesti  nella preparazione del processo del té, che seppur lungo, nella condizione diventa momento celebrativo, di festa, rituale.
Oggi forse P. avrà ancora alti e bassi, momenti di inquietudine e di serenità come la maggior parte di noi, ma la consapevolezza di sapere e di poter essere altro dalle corse quotidiane gli ha dato uno squarcio di ordinaria vita nuova.

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