Montreal 2008 - Il mondo nuovo

Montreal appare come un laboratorio del futuro secolarizzato: chiese trasformate in lusso, morte resa discreta e fede ridotta a curiosità, in una modernità fredda e scintillante.
March 12, 2026
Il viaggio mi era parso infinito. Difficile dormire, pensando di avere sotto di me l’immensità dell’Oceano. Ero andata a Montreal per un servizio sulla secolarizzazione del Canada francese, cattolico. Montreal mi apparve bella e fredda con i suoi grattacieli di cristallo. Ordinata, pulitissima, perfetta. Ma, certi palazzi avevano forme strane. Erano stati chiese, si riconoscevano il campanile e l’abside. Poi, vuote e inutilizzate, erano state vendute. Erano diventate residenze di lusso. Una cosa che non avevo mai visto. Mi veniva in mente Eliot, le sue chiese abbandonate nei I Cori della Rocca. Mi comunicavano tristezza, quelle navate trasformate in wine bar, e, in fondo, ancora l’altare.
Non immaginavo che di lì a dieci anni avrei visto lo stesso a Milano. Una chiesa è un locale notturno, al Sempione. Un’altra, al Portello, è un hotel a cinque stelle. Ma a Montreal tutto accadeva prima. Mi stupirono le Funeral House, per chi un defunto non se lo teneva in casa, come si usava un tempo. Entrai in una Funeral House: moquette blu, luci basse, commessi in divisa, fiori, silenzio. La morte nel Terzo millennio: elegante, ma fuori dai piedi. Due anni, e aprirono le Funeral House a Milano. Ma a Montreal tutto era “avanti”. In un’edicola vidi un gioco da tavola: “Di che religione sei?” Come un oroscopo, come un gioco di carte: in quale Dio credi? In nessuno, sono tutte vecchie fiabe, pareva dire la metropoli sull’Atlantico, scintillante di acciai.

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