Inverno 1987 - Se è per questa notte
In un paese dell’alto Piemonte ormai deserto, un prete anziano prega solo e affronta la morte con serenità; un lago limpidissimo accompagna il ricordo, come un segno di battesimo e ritorno a casa.
Era un piccolo paese dell’alto Piemonte, non riesco a ricordarne il nome. Già cominciava la crisi demografica: statisticamente quel paesino era il più vecchio d’Italia. Da anni non nasceva un bambino. Mi arrampicai in auto per strade tortuose e ghiacciate, era la fine dell’inverno. Più avanzavo, più deserta si faceva la montagna innevata. Nessuno. A un tratto sulla mia destra vidi un piccolo lago, non saprei dire se naturale o artificiale. Ma il colore dell’acqua, in quell’alba serena, era straordinario. Accostai.
Mai avevo visto un’acqua così trasparente e chiara. La toccai, era gelida. Quanto avrei voluto berla, e portarmela a casa. Sembrava un fonte battesimale. Salii in paese, le case quasi tutte chiuse. Nella piccola pieve c’era un sacerdote però, molto anziano. Solo, inginocchiato all’altare, pregava. Mi raccontò che era lì da oltre trent’ anni, che aveva battezzato tutti, e tutti poi se ne erano andati. E lui era rimasto quasi solo col Cristo dell’altare, in quella montagna dimenticata. Eppure, sembrava così sereno. Capace di parlare tranquillamente della morte. «Se è per questa notte, io non ho paura», mi disse sorridendo, tranquillo. Come uno che aspetti di tornare a casa. Aveva occhi chiarissimi, dello stesso colore dell’acqua del lago.
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